L’Accademia di Romania per la diffusione della lingua romena, della storia e cultura

Intervista alla professoressa Nicoleta Nesu
Nicoleta Nesu in una foto d’archivio

Il nuovo anno accademico 2018-2019 vedrà la ripresa presso  l’Accademia di Romania in Roma dei corsi di lingua e cultura romena. A tenerli sarà, come ormai da consolidata tradizione, la professoressa Nicoleta Nesu, docente all’Università Babes-Bolyai di Cluj Napoca in Romania e Lettore di lingua romena all’Università “La Sapienza” di Roma.

Attraverso questi corsi,  oltre a promuovere la conoscenza della lingua , si contribuisce anche  alla  diffusione  della civiltà e della cultura romena.

I corsi sono gratuiti, sono divisi in due livelli: principianti (A2) ed intermedio (B1-B2) con una frequenza settimanale e con una durata di due ore e si concludono con la consegna di un  attestato di frequenza.

Abbiamo chiesto alla professoressa Nesu  maggiori informazioni.

Professoressa Nesu, da quanti anni l’Accademia di Romania organizza i corsi di lingua romena?

Non saprei indicare una data precisa. I corsi rappresentano una tradizione che io, personalmente, ho “ereditato” quando sono arrivata a Roma, tempo fa, e che ho cercato di portare avanti. Sicuramente, dopo il 2007, con l’entrata della Romania nell’Unione Europea, l’interesse da parte degli italiani per lo studio della lingua romena è cresciuto molto e, allo stesso tempo, siamo “cresciuti” anche noi, organizzando i corsi sul modello previsto dal Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue straniere.

Chi sono i suoi corsisti? Sono deglii studiosi o solo degli appassionati della lingua e della cultura romena?

I corsisti sono sempre di più e sempre più interessati; appartengono a varie categorie sociali e professionali, e i loro interessi sono diversi: di natura personale, culturale o professionale: studenti, dottorandi, poliziotti o carabinieri, avvocati, giornalisti, insegnanti di altre lingue romanze, maestri di scuole elementari, impiegati ministeriali o amministrativi e tanti altri.

Professoressa, qual è l’obbiettivo di questi corsi?

L’obiettivo principale e immediato è, diciamo, uno pragmatico – quello di insegnare/studiare una lingua romanza – forse la più “speciale”, la più interessante di questa categoria, vicino alla lingua italiana, ma anche “esotica”, allo stesso tempo; una lingua che si sente parlare sempre più spesso nellle strade di Roma, nelle strade d’Italia. Non dimentichiamo che, almeno in certe zone d’Italia, la comunità romena è la più numerosa tra le comunità straniere! Oltre questo primo obiettivo, diciamo evidente, si trova, però, uno implicito, la lingua è  la porta attraverso la quale si entra in un’altra cultura, in un’altra mentalità, in un’altra storia, la lingua è  la chiave che aiuta alla loro decifrazione, la loro scoperta è,  quindi, un mezzo meraviglioso di “arricchimento” interiore.

È soddisfatta dell’andamento complessivo dei corsi?

Sfortunatamente o fortunatamente, non so, io sono una perfezionista. Quindi sono convinta che si può fare sempre di meglio e sempre di più. Per quel che mi riguarda, alla fine di ogni anno accademico, mi sento con la coscienza in pace e con il sentimento del dovere compiuto. Mi auguro che attraverso le mie lezioni io possa soddisfare la curiosità alle persone alle quali ho aperto oppure ho alimentato l’interesse verso una bella lingua e una bella cultura, alle quali sono riuscita a trasmettere qualcosa dello “ spirito” di questa lingua, di questa cultura e, non è poco, ma allo stesso tempo, alla fine di ogni anno accademico prometto a me stessa che il prossimo anno farò di più, cambierò qualcosa, aggiungerò qualcosa, ma, credo, che è proprio qui che si trovi la bellezza del mio mestiere.

Ringraziamo la Professoressa Nesu e ci complimentiamo con  lei sia per la meritevole opera di insegnamento della lingua romena, sia per i bei risultati che ottiene ed infine per le doti comunicative  e l’ascendente, che sappiamo, che ha su tutti i suoi allievi, compresa la redattrice di questo articolo, che è stata, a suo tempo, sua riconoscete studentessa.

 

Alina Monica Turlea

 


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