In visita al Ninfeo degli Annibaldi

Un piccolo gioiello “periferico” nel cuore di Roma.
Olga Di Cagno - 2 gennaio 2018

Raccontare Roma, percorrere le sue strade, ricordare le vite dei suoi rioni: AUGUSTAE REGIONES…MODERNI RIONI -un progetto che l’Associazione Culturale Omnia URBES e l’Associazione l’Incontro promuovono ed organizzano presso il Centro Culturale Lepetit- si propone come obiettivo proprio quello di far conoscere i rioni della Città Eterna.

Il primo ciclo di incontri ha svelato curiosità e tesori del Rione Monti: core de Roma, vero, ma proprio per questo non sempre “inteso” (romanamente parlando) nelle sue particolarità.

Il Foro, i Fori Imperiali, la Suburra, Via Panisperna, solo un minuscolo assaggio del grandissimo tesoro in esso contenuto: la storia dell’Urbe!

Tuttavia ci sono strade, monumenti, scorci e tesori che non tutti conoscono.

Il Ninfeo degli Annibaldi è uno di questi.

Un piccolo, minuscolo gioiello, scoperto per caso e quasi distrutto di proposito quando, alla fine del XVIII secolo Roma -per volontà sabauda- sarebbe dovuta diventare una moderna capitale europea.

Via degli Annibaldi permette, a chi la percorre provenendo da via Cavour, di ammirare la mole del Colosseo, giunti alla fine della strada ci si può affacciare racchiudere con un solo sguardo tesori inestimabili.

Poco prima del termine della strada una porticina di metallo e una targa di travertino dovrebbero richiamare l’attenzione su un altro monumento. Pochi, veramente pochi, passando puntano il loro sguardo sulla porticina e sulla targa. Eppure si sa che Roma al di là delle monumentali ampiezze delle grandi costruzioni è nelle aree poco conosciute che si può ancora godere non vilipesa e resa solo meta di un turismo frettoloso e distratto.

Varcare quella porticina di metallo e scendere la ripida scala a chiocciola significa risalire il corso del tempo, viaggiare nello spazio fino a giungere in una Roma che ha visto solcare le sue vie dai grandi uomini che ne hanno decretato la potenza e la grandezza.

La costruzione di questo gioiello incastonato nel cuore sotterraneo dell’Urbe è compresa tra la metà del I secolo a.C e l’epoca augustea: un’abside circolare, nicchie nella parte inferiore, una profonda vasca.

Tutto il complesso è stato costruito in opera reticolata, decorato con intonaco bianco, rosso e giallo (ancora oggi se ne possono individuare lacerti) ed è stato rivestito con conchiglie, lastrine di marmo e vetro colorato.

Fuori Via degli Annibaldi, l’affaccio sul Colosseo, il traffico dei turisti, dentro o per meglio dire sotto, Roma silenziosa, misteriosa e affasciante.

Il Ninfeo degli Annibaldi, visitabile dietro prenotazione allo 060608, è pronto ad accogliere curiosi ed appassionati, purtroppo però, come troppo spesso accade, anche un piccolo gioiello come il ninfeo -che “in molti altri posti sarebbe considerato e valorizzato” (sono frasi troppe volte ripetute) – qui, benché fisicamente collocato nel centro turistico della città, rimane chiuso per lunghi periodi, quasi abbandonato a sé stesso.

AUGUSTAE REGIONES…MODERNI RIONI, un progetto di conoscenza e divulgazione delle bellezze di Roma è attuato in periferia e dalla periferia vuole far conoscere gli altri luoghi periferici della città Eterna anche se, lo abbiamo già detto, posizionati in zone centrali.

I prossimi appuntamenti? Le prossime scoperte? Basta seguire le informazioni su questo giornale, le pagine fb del Centro Culturale Lepetit e di Omnia Urbes o inviare una mail agli indirizzi riportati sulle home page delle associazioni organizzatrici degli incontri.

Il Rione Trevi è uno scrigno brulicante di vita, di acqua, di storia.

Olga Di Cagno


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