Villa De Sanctis, il Quartiere delle buche, da Zona 30 rischia il blocco viabilità per grave dissesto del manto stradale

Alessandro Moriconi - 9 marzo 2018

Il Quartiere di Villa De Sanctis nato alla fine degli anni 70 non è percorso da un dedalo di strade e stradine. La sua viabilità è costituita da una gigantesca rotatoria composta dalle due strade principali, via Francesco Ferraironi e via Romolo Balzani. Ci su accede da via Romolo Lombardi, via Oberdan Petrini e via Checco Durante. Al suo interno ci sono due strade per 5/600 metri in totale, che sono via Mario Ugo Guattari e via Valentino Banal.

Da anni il Quartiere, considerata la presenza tre plessi scolastici e di quattro pericolose curve è stata declassata per motivi di sicurezza a Zona 30. Purtroppo nel Quartiere da anni la manutenzione di strade e marciapiedi è stata praticamente ZERO… a meno che non si voglia prendere in considerazione un rifacimento dell’asfalto risalente al 2010, che saltò in pochi mesi, tanto da richiedere un intervento riparatore da parte dell’impresa che effettuò il lavoro (dissero gratuitamente).

Oggi, e non certo per colpa delle recenti piogge e/o neve, le strade del Quartiere sono una enorme ragnatela con fenditure anche di diversi centimetri e buche, tante buche, di varie dimensioni e profondità che potrebbero far declassare ulteriormente la velocità portandola dagli attuali 30 a passo di lumaca.

Non parliamo poi dei marciapiedi dove quello che va da via Balzani/Ferraironi/O. Petrini è un autentico percorso di guerra per persone anziane e non solo. Il Comune di Roma balbetta quando si parla di manutenzione e affibbia ogni responsabilità alle passate amministrazioni, al debito ereditato e onestà vorrebbe, diciamo noi anche ai VENTI mesi di Governo grillino della Città, utilizzato per perfezionare Gare d’Appalto Europee al fine di avere lavori di qualità al giusto prezzo. Peccato però che non è dato ancora conoscere le priorità degli interventi e soprattutto quanti di questi inizieranno ad essere visibili.

Noi pensiamo che per le buche e il dissesto degli oltre 8.000 km di strade non si intravveda ancora un indispensabile stop, in quanto alle buche ereditate dai precedenti amministratori, vanno aggiunte quelle collezionate in questi quasi VENTI mesi di fermo e quelle che si produrranno in attesa delle aggiudicazioni delle Gare d’Appalto e dell’inizio dei lavori.

Pioggia, il freddo di Burian e neve hanno inevitabilmente peggiorato una situazione a dir poco già precaria, tanto da indurre la Sindaca a stanziare per i Municipi 17 milioni di euro annunciando di riparare una media di 1.500 buche al giorno. Ma di buche a Roma, si può anche morire e questa non è battuta, ma la semplice constatazione dell’aumento del ricorso dei romani ai Pronto Soccorso degli Ospedali Romani.

Intanto, a futura memoria, riproduciamo il manifesto proclama del Campidoglio.

 


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