Viaggio immaginario nelle Puglie a “Endorfine”

Giovedì 7 giugno 2018 è andata in onda un'altra puntata su Colorsradio con Stefano Federico, Anna Nardella ed Henos Palmisano
H. P. - 11 giugno 2018

Giovedì 7 giugno 2018 è andata in onda un’altra puntata di ”Endorfine” una trasmissione culturale ideata e condotta magistralmente dal dottor Stefano Federico presso l’emittente privata Colorsradio.
Argomento della puntata: la Puglia, viaggio immaginario con tre conducenti Stefano Federico, Anna Nardella ed Henos Palmisano.
Una regione lunghissima che in passato era coniugata al plurale le Puglie suddivisa in: capitanata (Foggia e provincia), terra di Bari e terra d’Otranto.
Abitata da numerosi popoli (Dauni, Peuceti, Messapi ecc.) crocevia e porto principale per l’oriente, rappresentò una terra di rifugio per Albanesi e Greci che scappavano dall’Islam, tanto è vero che ancora oggi in alcuni paesi si parla ancora  Arberesche e Griko. C’è, incredibilmente, anche il Francoprovenzale parlato in due paesi in provincia di Foggia:Faeto e Celle San Vito.
Puglia deriverebbe dal greco ”terra abitata dagli Iapigi ” cioè Iapujia, secondo altri da Apluvia, terra senza pioggia.
Approdi naturali, come quelli di Taranto e Brindisi, le foreste, le terre fertili, le pianure, i bassi altipiani hanno attirato popoli alla continua ricerca di luoghi ospitali.
Tra i tanti che hanno amato la Puglia deve esser menzionato Federico II di Svevia, che proprio in questa regione volle far costruire uno dei castelli più belli e misteriosi (secondo alcuni ”solo” 99 ) e cioè Castel del Monte in provincia di Andria.
Numerosi sono stati i luoghi ricordati dai tre conduttori: il Gargano, con montagne, foreste, coste frastagliate; la valle d’Itria con i suoi trulli bianchi, la terra rossa, il verde degli ulivi; Manduria con il famosissimo Primitivo, vino conosciuto in tutto il mondo; il salento con un mare splendido per i colori e limpidezza dell’acqua.
In Puglia, come in qualsiasi regione d’Italia, l’enogastronomia è quasi una religione, l’ospitalità è rimasta quella sacra dei greci, mai rifiutarla.
La varietà dei cibi e dei vini sono un trionfo per il palato : a parte il già citato primitivo un altro rosso, il negroamaro, è oramai tra i più conosciuti e poi i numerosi bianchi e il rosato, insomma ce n’è per tutti i gusti.
Ovviamente sono da gustare prelibatezze  come la burrata, la stracciatella, i caciocavalli di podolica, i taralli bolliti, gli involtini di agnello (gnumarelli o gnumareddi), le bombette (involtini di carne e fomaggio), le friselle, il pesce crudo; i primi piatti  sono talmente numerosi che li lascio alla vostra immaginazione.
Insomma La Puglia: natura, arte, enogastronomia, ospitalità, originalità, grande terra di artisti, musica e tante tante altre cose che potrete scoprire da soli.
Una raccomandazione: è una regione che ultimamente è tornata prepotentemente di moda, evitate di andarci nel mese d’Agosto.
Ringrazio Francesco Carriero, giovane agronomo di Martina Franca  produttore di salumi eccezionali e Nicola Convertino, che con la sua famiglia, produce un olio meraviglioso della varietà coratina: entrambi fanno onore alla più alta gastronomia pugliese.
Un grazie particolare alla simpaticissima Anna Nardella (sarta di professione, premiata più volte per la sua bravura) e a Stefano Federico sempre attivo in queste sue meravigliose iniziative culturali

H. P.


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