Verde a Roma: non solo infestanti…, anche saporiti meloni

Alessandro Moriconi - 3 settembre 2018

A Roma non solo infestanti ma anche saporiti meloni. Sono nati e cresciuti fino a produrre frutti tra un cassonetto per l’immondizia e il bordo del marciapiedi in via Romolo Lombardi, nel quartiere Villa de Sanctis.

3932 ettari di verde pubblico e 50mila di verde agricolo

Certo i numeri a Roma sono grandi e occuparsi di 1.285.000 mq della sua superficie richiede organizzazione, impegno e molto lavoro. Molta di questa superficie, poi, è costituita da verde pubblico che all’interno del tessuto urbano è composto da: parchi urbani, ville storiche, giardini pubblici, aiuole e zone verdi di arredo per un totale di circa 3.932 ettari.
Ci sono, infine, i Parchi e le Riserve Naturali sparse tra la periferia fino ad arrivare a ridosso del centro. Tra le 18 aree protette, ci sono la Riserva di Castel Fusano, dell’Insugherata, della Marcigliana, il Parco di Vejo ed ancora il Parco del Pineto, la Valle dei Casali, la Tenuta dei Massimi e la Riserva di Monte Mario.
Roma è inoltre anche il più grande Comune Agricolo d’Europa con i suoi 50 mila ettari coltivati.
La stessa Amministrazione capitolina gestisce in modo diretto due aziende agricole: la Tenuta del Cavaliere e quella di Castel di Guido per un totale di 2.300 ettari.

Ormai i giardinieri sono meno di 200

Purtroppo però da anni dietro ai grandi numeri non c’è praticamente nulla, a parte la certezza di un lento ed inesorabile smantellamento del Servizio Giardini, sia per quanto concerne il numero degli addetti, ridotto a meno di 200 unità (promesse di nuove assunzioni a parte) e sia per quanto riguarda i mezzi tecnologici indispensabili a garantire una miriade di prestazioni, affidate quasi sempre ad Aziende private dopo estenuanti percorsi burocratico-amministrativi per l’assegnazione dell’appalto.

Sebbene il degrado parta da lontano, va ascritta all’attuale maggioranza una serie di promesse non mantenute e di lavorazioni che vengono annunciate quando i cittadini e i mezzi d’informazione denunciano, ma che poi, ed è visibile a tutti, nessuno effettua. Eppure questa Amministrazione ha ereditato dal Commissario Straordinario Tronca un contratto di Servizio con Ama Spa (cui spetta, ad esempio, la rimozione delle infestanti dai marciapiedi), che ormai prossimo a scadenza si accingono a rinnovare senza essere riusciti ad ottenerne una corretta e puntuale applicazione. Insomma Servizi, pur previsti, non sono mai stati effettuati, a partire dal diserbo delle infestanti.

Questa Amministrazione ha responsabilità precise in merito alla mancata manutenzione del verde e al decoro della Capitale più verde d’Europa. Pochissimi gli alberi piantumati a fronte delle centinaia tra abbattuti e caduti a causa delle intemperie.Migliaia sono i ceppi visibili sui marciapiedi di tutta la città e nelle aree verdi, parchi compresi.

Una forestazione farsa

Una forestazione farsa annunciata in pompa magna sia dalla Sindaca Virginia Raggi che dall’Ass.re Pinuccia Montanari e che doveva vedere a dimora oltre 12.000 tra alberi e cespugli, si è rivelata da subito un autentico flop.
Iniziata nel mese di novembre 2017 con annunci roboanti e avvalendosi di soli volontari, ha già lasciato sul campo una gran parte di quei mini alberi di circa 80cm, piantumati cosi vicino da impedire anche il taglio dell’erba e per di più senza nessuno tutore di sostegno. Tutori che la stessa Assessora Montanatari, presente alla messa a dimora, ne promise la messa in opera in pochi giorni… ne sono passati circa 300 e di tutori, nessuno.
Del resto come meravigliarsi di questa fine, visto che nel parco di Centocelle erano stati piantumati e a regola d’arte dal Servizio Giardini, alberature importanti donate da cittadini in base ad una delibera che sono poi morte proprio a causa di mancata assistenza.

Le infestanti alla conquista dei marciapiedi

Intanto l’estensione di aiuole e zone verdi di arredo saranno, nel frattempo, praticamente raddoppiati grazie alle erbe infestanti mai tolte dalle sede stradali, dai marciapiedi e da ogni angolo della città, zone centrali comprese. Tra l’altro in quelle rare occasioni che si è provveduto alla loro eliminazione (ad esempio sulla via Prenestina Bis) dopo meno di tre mesi sono tornate più folte ed alte di prima in quanto, evidentemente, non trattate con sufficiente professionalità.
Erbe infestanti che fanno seri danni al manto dei marciapiedi, occludono tombini e caditoie riuscendo anche a sradicare i pesanti cigli in travertino.

Ailanto: un flagello vegetale

Ultimamente ci arrivano segnalazioni di un vero e proprio flagello vegetale, quello rappresentato dall’Ailanto. Un infestante arrivato alcuni secoli fa dall’Oriente.  L’ailanto ormai ha conquistato ogni anfratto e spadroneggia tra antichi monumenti, sedi stradali e spazi verdi di ogni dimensione. Il suo veloce accrescimento e riproduzione è ormai più che una minaccia e se non si interverrà in tempo e con sostanziosi investimenti i danni potrebbero essere incalcolabili.

La situazione è davvero seria per quanto riguarda il proliferare dell’Ailanto e nel contempo è a dir poco grottesca per quanto riguarda la presenza di infestatanti che si stanno letteralmente riappropriando delle superfici asfaltate dei marciapiedi. Nel Municipio Roma V è poi addirittura grottesca stante a quanto segnalato dalla consigliera Comunale Svetlana Celli attraverso alcune foto inviatale dai cittadini che evidenziavano nientemeno che la presenza accanto ai cassonetti di via R. Lombardi di una pianta di Melone con tanto di frutti appesi.

Insomma a Roma ormai non ci si può più meravigliare di nulla, può succedere di tutto… meno quello che sarebbe necessario per  eliminare il degrado!


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