Tre nuove pietre d’inciampo nel Municipio V

Saranno installate il 9 gennaio 2018 a Torpignattara e ricorderanno i partigiani Angelini, Camisotti e Sangalli
Francesco Sirleto, Delegato alla Memoria per il Municipio V - 21 dicembre 2017

Torna a Roma l’artista tedesco Gunter Demnig per la nuova edizione 2018 della campagna denominata “pietre d’inciampo” (Stolpersteine), campagna che dal 2010 ha già prodotto l’installazione di più di 200 pietre nella nostra città.

Tali installazioni hanno interessato non soltanto il centro storico (in particolare il Ghetto), ma anche diversi quartieri della periferia. Nel nostro Municipio V sono finora 10 le pietre installate: tre in tre diverse vie del Pigneto (dedicate ad Antonio Atzori, Fernando Nuccetelli e Ferdinando Persiani), una al Quadraro (dedicata ad Eldio Del Vecchio) e, infine, ben sei a Torpignattara; di queste ultime, una si trova in via Torpignattara (Valerio Fiorentini) e 5 in via dell’Acqua Bullicante (dedicate rispettivamente a Alessandro Portieri, Renato Cantalamessa, Egidio Checchi, Orazio Corsi, Mario Passarella).

Queste pietre, delle dimensioni di un sampietrino (cm 10 x 10) riportano il nome e il cognome, la data di nascita, la data dell’arresto e la data di morte di un martire per la libertà; i nomi corrispondono infatti a quelli di deportati ebrei e/o oppositori politici, partigiani caduti alle Fosse Ardeatine, a Forte Bravetta o combattendo contro i nazisti e i fascisti durante l’occupazione militare della Capitale, tra il settembre 1943 e il 4 giugno del 1944.

Ma come è nata questa campagna denominata “pietre d’inciampo”, chi ha avuto l’idea e da dove è partita? Lo scultore Gunter Demnig, nato a Berlino nel 1947, affermatosi nel suo Paese come artista poliedrico e autore di opere di arte contemporanea, nel 1990, trovandosi a Colonia, s’imbatté in una signora che negava il fatto che, nel 1940, nel suo quartiere, fossero stati arrestati e deportati ad Auschwitz e in altri campi ben 1000 cittadini di origine Sinti e Rom, 1000 persone che, successivamente, furono assassinati nelle camere a gas. Demnig, di fronte a questa mancanza di memoria, pensò che fosse necessario fare qualcosa per ricordare a tutti che, in una determinata strada di un certo quartiere di una qualunque città della Germania, un tempo abitavano persone che furono, senza alcuna colpa, trascinati con la violenza a morire orribilmente a causa della volontà di potenza del Terzo Reich nazionalsocialista. Fu però il 1993, l’anno in cui prende corpo il progetto “pietre d’inciampo”, e il 1996, l’anno in cui furono installate le prime pietre, nella città natale dell’artista, Berlino. Successivamente, grazie all’interessamento di associazioni di ex deportati e alla sensibilità delle amministrazioni civiche, a partire dal 2000 cominciarono ad essere installate in diverse città della Germania e in vari Paesi europei, tra questi l’Italia. A Roma il progetto, dal 2010, è stato fatto proprio dall’Associazione “Arte in Memoria” e affidato alle cure della prof.ssa Adachiara Zevi, figlia del grande architetto Bruno Zevi. Accanto a lei cooperano, per la scelta e l’individuazione dei nomi dei martiri e delle strade nelle quali installare le pietre, valenti studiosi e storici come Liliana Picciotto, Antonio Parisella, Michele Sarfatti e altri. Dal 2010, quindi, si sono ripetute, all’inizio di ogni anno, in occasione della venuta di Gunter Demnig nella nostra città, varie installazioni di Stolpersteine.

Anche nel 2018 si ripeterà questo evento che, per quanto riguarda il nostro Municipio V, si concretizzerà il 9 di gennaio, mediante l’installazione, a Torpignattara, di tre pietre: la prima sul marciapiede di via Capua, davanti al civico 54, dedicata a Paolo Angelini (morto alle Fosse Ardeatine il 24 marzo del 1944); la seconda davanti al civico 10 di via Angelo Berardi (dedicata a Carlo Camisotti, anch’egli ucciso alle Fosse Ardeatine lo stesso giorno); la terza in via dell’Acqua Bullicante, 137 (dedicata al giovanissimo partigiano dei GAP, Giordano Sangalli, morto combattendo sul Monte Tancia, in Sabina, il 7 aprile del 1944).

Ci fa piacere in maniera particolare quest’ultima installazione, perché Giordano Sangalli fu uno di quei giovanissimi, neanche ventenni, che, con la loro scelta e il loro sacrificio, rappresentarono dei fulgidi esempi di attaccamento alla Patria (una Patria tradita dal fascismo) e di amore per la libertà. Sento l’obbligo, in quanto Delegato alla Memoria del Municipio V, di avanzare delle proposte per le future edizioni delle pietre d’inciampo: a Villa Certosa è necessario ricordare, con 2 distinte pietre, i partigiani Guerrino Sbardella e Pietro Principato. A Centocelle, e precisamente in via Tor dé Schiavi, invece, occorre una pietra dedicata a Guido Borgioni, uno dei più valorosi esponenti della Resistenza (deportato e morto a Mauthausen nel 1944) in questo quartiere che, tra non molto, sarà insignito di medaglia d’oro al merito civile. Infine, a via dei Gordiani, una pietra d’inciampo deve essere dedicata alla memoria di un altro giovanissimo, uno dei primi caduti della Resistenza nei nostri quartieri: Ugo Codani.


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  1. piercanio bochicchio


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