Stadio della Roma, al via la convenzione urbanistica

Dopo la trascrizione dei verbali della Conferenza dei servizi da parte della Regione, i proponenti e l’amministrazione capitola si riuniranno per il primo corposo schema di convenzione
Marco Mikhail - 9 gennaio 2018

Martedì 9 gennaio 2018 sarà un giorno importante per lo stadio della Roma. L’amministrazione capitolina e i proponenti del progetto si riuniranno per analizzare la convenzione urbanistica dell’impianto.

Dopo il via libera del 23 dicembre 2017, da parte della Regione, che ha trascritto i verbali della conferenza dei servizi, adesso la palla è nuovamente passata alla giunta Raggi, che dovrà accertare l’interesse pubblico delle opere.

La conferenza dei servizi si era riunita il 5 dicembre, quando la Regione, la Città Metropolitana e lo Stato avevano dato il loro assenso alla realizzazione dello stadio, portando però alla luce alcuni vincoli che il proponente avrebbe dovuto risolvere, in primis la variante urbanistica e la questione spinosa riguardo il potenziamento della Roma-Lido.

Erano stati giorni concitati, e fino all’ultimo si è temuto lo stop. Lo scontro tra Comune e proponente si era concentrato sul tema della mobilità, in particolare sul Ponte di Traiano, snodo per collegare lo stadio all’aeroporto di Fiumicino. ‘Il ponte è necessario’, avevano sentenziato in coro Ministero delle Infrastrutture, la Regione Lazio e la città Metropolitana.

L’allora sindaco Marino e l’assessore all’urbanistica Caudo avevano preteso nella prima bozza del progetto la costruzione del ponte in modo da favorire il trasporto per giungere allo stadio. L’amministrazione Raggi, invece, aveva bocciato questo punto per ridurre le cubature. A smuovere le cose ci ha pensato il ministro dello Sport Luca Lotti, che in accordo con il ministro delle infrastrutture Del Rio, ha deciso che lo Stato si prenderà carico della realizzazione del ponte. Come? La via di collegamento Parco dei Medici-Roma Fiumicino verrà considerata come infrastruttura di interesse pubblico e rientrerà nell’accordo tra Comune e Stato.

Se la questione del ponte pare essere risolta, adesso i tecnici hanno sollevato un altro tema spinoso: il potenziamento della linea ferroviaria Roma-Lido. Un’opera necessaria per permettere ai tifosi di recarsi allo stadio.
Sul banco di discussione, chi tra l’amministrazione capitolina e la Regione si occuperà dell’adeguamento del parco mezzi.
La linea, come si può leggere dal progetto, dovrà essere in grado di ‘garantire una capacità di 20mila persone all’ora, presupponendo la possibilità di almeno 31 treni di cui 25 in servizio’.

Ciò non bastasse, i tecnici hanno posto un’altra condizione: l’ampliamento della via del Mare a otto corsie.
La via del Mare è giudicata non compatibile, al momento, con il possibile flusso di automobilisti che si recherebbero allo stadio. I tecnici hanno quindi espresso la volontà di realizzare 4 corse per ciascun senso di marcia.
La via del Mare rappresenterebbe lo snodo principale per raggiungere la nuova casa dell’As Roma, e la messa in sicurezza del tratto stradale è considerato di primaria importanza ai fini della realizzazione del progetto.

Proprio il tema legato al raggiungimento dell’impianto è centrale: il costruttore Parnasi, in un’intervista al Tempo, ha spiegato che per chi si sposta con i mezzi pubblici, lo stadio sarebbe raggiungibile con il treno della linea Roma-Lido; oppure prendendo il treno Roma-Fiumicino, in direzione Magliana.
In tal senso si sta discutendo affinché la linea delle Ferrovie dello Stato venga potenziata sia nella classica linea Orte-aeroporto che in quella diretta Leonardo Express, con un’apposita fermata a Magliana.

In macchina, invece, gli automobilisti potranno arrivare allo stadio o imboccando la via del Mare o percorrendo la Roma-Fiumicino, passando proprio il ponte di Traiano. Oppure percorrendo la Magliana, e svoltando all’altezza dello Sheraton, per arrivare al ponte dei Congressi e di seguito alla via del Mare.

Ma quando vedrà la luce lo stadio della Roma?

Innanzitutto vi sarà una bonifica preventiva e un’ispezione accurata per verificare che non ci siano resti archeologici nell’area, poi, ovviamente, ci sarà da attendere il responso dell’assemblea capitolina sulla variante urbanistica, che potrà chiedere ulteriori modifiche a Parnasi e al gruppo Eurnova.
Infine, la giunta regionale potrà dare il definitivo via libera per la costruzione dello stadio.

Intanto Pallotta e soci cercano partner che possano investire nella realizzazione dello stadio e di tutto ciò che è attorno, mentre solo una volta arrivati al closing i terreni di Tor di Valle verranno affidati alla Tdv Spa.

L’impianto costerà circa 1 miliardo e ad investire nel progetto sarebbero stati contattati i colossi quali Goldman Sachs e Rothshild, ma anche la Banca Igea, una banca capitolina creata da Francesco Maiolini assieme ad altri partner commerciali.
La Goldman Sachs, tra l’altro, è già partner giallorosso per quanto riguarda il finanziamento del debito della società capitolina e il finanziamento dello Stadio Tdv.


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti