Seconda Guerra Mondiale – Riesumazioni di caduti italiani in Istria e Quarnero

Il 5 luglio 2018 a Castua (Fiume) ha avuto inizio l'accordo sepolture di guerra tra Italia e Croazia
Marino Micich, Segretario Generale della Società di Studi Fiumani - 10 luglio 2018

La Società di Studi Fiumani è stata informata direttamente da Onorcaduti, quindi dal Console d’Italia a Fiume Paolo Palminteri e da FederEsuli, che gli scavi della fossa di Castua (Kastav – Croazia) sono ultimati. Ora i resti umani ritrovati e gli oggetti saranno sottoposti ad esame dall’ufficio di medicina legale, le pratiche successive per l’identificazione sono in corso e in settembre si prevede il rimpatrio.

Il fatto storico a cui si fa riferimento avvenne il 4 maggio 1945 – L’uccisione del Senatore Riccardo Gigante e dei suoi compagni ( circa 9 persone) a Castua per decisione dell’OZNA la polizia comunista jugoslava

Castua /Kastav – Croazia a 12 km da Fiume).

 

Lo scavo

Il Commissariato Generale per le Onoranze ai Caduti del Ministero italiano della Difesa in seguito alla ricerca della Società di Studi Fiumani con sede a Roma, ha terminato sabato 7 luglio lo scavo per il recupero delle salme dei caduti di guerra italiani nel bosco della Loza, località Castua. L’iniziativa è stata avviata anche a seguito di una segnalazione della Federazione delle Associazioni degli Esuli al precedente governo, ma sempre in base allo studio effettuato dallo storico Amleto Ballarini tanti anni fa. L’area dell’ipotizzato accadimento è stata inizialmente circoscritta grazie alla collaborazione del personale del Ministero dei Difensori croati, attraverso  l’indicazione del luogo esatto del parroco locale don Jurcevic confermata da Amleto Ballarini presidente all’epoca della Società di Studi Fiumani. Nell’operazione è stato molto importante il prezioso supporto del Console Generale d’Italia a Fiume dr. Paolo Palminteri. Il fine dell’operazione è quello di restituire alle famiglie i loro cari, assicurandone una degna sepoltura.
Fondamentale quindi è stata la ricerca effettuata sin dal1992 da Amleto Ballarini – autore insieme con lo storico croato Mihael Sobolevski del volume bilingue “Le vittime di nazionalità italiana a Fiume e dintorni (1939-1947)”, pubblicato nel 2002 dal Ministero per i beni culturali italiano. Ballarini è riuscito  nel corso delle ricerche a scoprire anche la Foiba di Kostrena e poi a individuare il luogo della fossa comune nei dintorni di Castua, in cui furono gettati i corpi del senatore e già podestà di Fiume Riccardo Gigante e dei suoi compagni – tra cui il giornalista Nicola Marzucco, il maresciallo della Guardia di Finanza, Vito Butti e il vicebrigadiere dei carabinieri, Alberto Diana –. A Castua i nostri connazionali furono uccisi da un reparto di partigiani jugoslavi per decisione dell’OZNA, la polizia politica di Tito. A Fiume e dintorni, stabilì Ballarini nella suddetta ricerca, oltre 670 italiani furono soppressi dalla polizia segreta jugoslava e tali stragi crearono il clima per l’esodo di oltre l’88 % della popolazione di Fiume. Analoghe tragedie colpirono i dalmati e gli istriani italiani.

Amleto Ballarini pubblicò nel 2003 un libro su Riccardo Gigante dove viene raccontato con precisione di particolari l’eccidio di Castua (vedi allegato).

 

La cronistoria

Dal 1992, sono più di venticinque anni, la Società di Studi Fiumani presieduta allora da Amleto Ballarini si impegnò per individuare fosse comuni e foibe nei dintorni di Fiume. Le ricerche ebbero ufficialmente inizio dal 1996, quando viene stipulato un accordo di ricerca senza precedenti sulle vittime italiane di Fiume e dintorni dal 1939 al 1947, tra la Società di Studi Fiumani e l’Istituto Croato per la Storia di Zagabria; progetto di ricerca che l’anno seguente ottiene l’alto patronato del presidente della Repubblica Italiana, Oscar Luigi Scalfaro. Nell’ottobre 1997, Ballarini scrisse al presidente Scalfaro e al ministro degli Esteri, Lamberto Dini, per sollecitare le autorità italiane a perorare presso il governo croato la riesumazione dei caduti italiani sepolti a Castua, avendo individuato il luogo della sommaria sepoltura, ottenendo prima una risposta positiva dal capo della Farnesina e in seguito anche una manifestazione di interesse da parte del Quirinale. In contemporanea, Ballarini – oggi presidente emerito della Società di Studi Fiumani – si rivolse al presidente croato Franjo Tudjman e anche quest’ultimo appoggiò la ricerca.
Agli inizi del 1998 Ballarini procedette verso l’Ufficio di Sanità della Regione Litoraneo-montana di Fiume, sempre con la richiesta di esumazione e dignitosa sepoltura, informando l’Ambasciata d’Italia a Zagabria e il Ministero della Difesa italiano – Onorcaduti. In questi ultimi due anni la Società di Studi Fiumani presieduta attualmente dal prof. Giovanni Stelli ha continuato a portare i risultati della ricerca di Ballarini all’attenzione della FederEsuli e dei vari Governi che si sono succeduti. L’ultima messa è stata celebrata a Castua quest’anno il 4 maggio 2018. Il 5 luglio le prime operazioni sono finalmente iniziate e si sono concluse con la riesumazione dei poveri resti dei nostri connazionali il 7 luglio. Il riconoscimento delle vittime non sarà semplice in quanto i resti sono stati trovati in grave stato di decomposizione ed estremamente frammentati. Ci vorrà del tempo per cercare di stabilire l’identità personale precisa delle vittime.

Marino Micich, Segretario Generale della Società di Studi Fiumani


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