Reparto Amleto

Al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 26 e il 27 maggio
Bruno Cimino e Bruna Fiorentino - 24 maggio 2018

La divertente, giovane e briosa produzione del Teatro di Roma, Reparto Amleto, arriva al Teatro Biblioteca Quarticciolo il 26 e il 27 maggio, dopo il grande successo di pubblico riscosso lo scorso gennaio al Teatro India. Lo spettacolo scritto e diretto da Lorenzo Collalti, già vincitore del Premio Miglior Spettacolo della rassegna “Dominio Pubblico – La città agli under 25”, ha impreziosito il cartellone della stagione in corso del Teatro di Roma, consolidando e sostenendo la fucina di nuove creatività della scena romana. Scritto e diretto da Lorenzo Collalti con Luca Carbone, Flavio Francucci, Cosimo Frascella, Lorenzo Parrotto.

Il classico shakespeariano viene scomposto e attualizzato per diventare un ingranaggio teatrale: il giova­ne regista e drammaturgo Lorenzo Collalti traspone la ce­lebre vicenda di Amleto ai giorni nostri, ambientandola in un ospedale dove il Principe di Danimarca si è recato in preda ad un attacco isterico vaneggiando e sostenendo di aver visto il fantasma del padre.

Tra dialoghi travolgenti, botte e risposte entusiasmanti, si crea una situazione carica di ritmo e vivacità con citazioni filosofi­che e battute esilaranti che trascineranno il pubblico in un vortice di risate e riflessioni. «The Tragedy of Hamlet è forse l’opera più rappresentata, rivista e interpretata della storia. Lo è a tal punto da scoraggiare chiunque nella sua messa in scena – racconta il giovane regista Collalti – è proprio da questa riflessione che parte l’idea del testo. Se il personaggio di Amleto fosse stato svuotato dalle infinite rappresentazioni e fosse sprofondato in una pesante depressione? Se fosse in una crisi continua, sottoposto a diverse interpretazioni degli innumerevoli registi fino a non capire più chi sia realmente e quali siano i suoi obbiettivi? Non risulterebbe forse più umano e vicino a noi? Questo è l’esperimento del testo: partire da un paradosso teatrale per raccontare il personaggio di Shakespeare. Un Amleto talmente sfinito da farsi internare. Cos’è Amleto se non un ragazzino troppo piccolo per essere re, abbastanza grande da piangere la morte di un padre con un compito più grande di lui da portare a termine? Il colossale, epico e inarrivabile mostro sacro del teatro, viene presentato come un adolescente in preda ad infinite paure, debolezze, non si sente pronto di affrontare una sfida da uomo. Siamo poi così distanti dal testo del drammaturgo inglese? Tutto questo diventa un pretesto per rileggere l’opera shakespeariana mantenendone le parti strutturali ma arricchendole della consapevolezza del novecento. Sono infatti gli autori del secolo scorso a influenzare questa nuova drammaturgia come Kafka, Durennmatt e Palazzeschi. Non solo nel ritmo serrato, nella costruzione paratattica delle scene e nell’assurdità del linguaggio ma anche nel vedere Il protagonista come l’immagine di una società di solitudine e alienazione. Un uomo colpevole soltanto di “esser nato per rimettere in sesto il mondo».

Quando si alza il sipario, la Compagnia L’Uomo di Fumo accende il gioco teatrale – acuto, contemporaneo, ironico, surreale – portato sulla scena dagli attori Luca Carbone (Amleto), Flavio Francucci (portantino), Cosimo Frascella (portantino) e Lorenzo Parrotto (dottore), i quali con travolgenti dialoghi interpretano le nevrosi del Principe di Danimarca, non come icona del dubbio, bensì emblema della crisi identitaria, un classico rivisitato in chiave comica, con umanità e modernità, che restituisce la solitudine finale di un Amleto cosciente di essere finzione, condannato al silenzio e all’inazione.

Info e prenotazioni: tel  06 69426222 – 0669426277

Bruno Cimino e Bruna Fiorentino

 


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