Pietre d’Inciampo a Torpignattara: incontro tra memoria e comunità

Annalisa Marcozzi  - 12 gennaio 2017

Oggi, 12 gennaio 2017, per ricongiungere la memoria con i giorni nostri a Torpignattara è stato compiuto un altro passo. Anzi sei, con la posa di sei Stolperstein, pietre d’inciampo commemorative, realizzate dall’artista tedesco Gunter Demning, che da anni si dedica alla conservazione del ricordo delle vittime della persecuzione nazifascista.

Era il 14 marzo 1944 quando i nostri concittadini Valerio Fiorentini, Renato Cantalamessa, Egidio Checchi, Orazio Corsi, Mario Passarella e Alessandro Portieri vennero arrestati dalla Gestapo, tra le vie di Torpignattara, dove vivevano e lavoravano, per poi essere trucidati il 24 Marzo seguente, alle Fosse Ardeatine.

In questa giornata del 12 gennaio, nell’ambito dell’Ottava Edizione del progetto “Memorie d’Inciampo a Roma”, l’impegno dell’Associazione Culturale Arte in Memoria, del Comitato di Quartiere di Torpignattara, dell’Associazione Ecomuseo Casilino ad Duas Lauros e delle Scuola Popolare di Torpignattara, con il patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Culturali del  V Municipio di Roma,  ha permesso ai nostri sei martiri di rivivere, con i loro nomi scolpiti nelle pietre posate sul marciapiede di Via dell’Acqua Bullicante 21 e di Via di Torpignattara 99. La grande partecipazione delle persone del quartiere ha dimostrato come il territorio sia legato alla storia e si senta coinvolto in una difesa di valori che sono quanto mai moderni.

La stessa Assessora alla Cultura del V Municipio, Maria Teresa Brunetti, ha sottolineato l’importanza del coinvolgimento della comunità cittadina e da Facebook ha detto: “Stamattina è stato molto bello vedere l’intensa partecipazione dei ragazzi delle scuole e dei cittadini del quartiere perché come diceva Primo Levi “se comprendere è impossibile, conoscere è necessario, perché ciò che è accaduto può tornare, le coscienze possono essere nuovamente sedotte ed oscurate: anche le nostre”.

Quelle pietre ricoperte d’ottone, che spezzano il grigio delle strade e fanno inciampare lo sguardo, riportano infatti a quegli ideali di lotta e di libertà che non appartengono soltanto alla nostra storia, ma sono la base del tessuto sociale che si è sviluppato sino alla contemporaneità. Rappresentano persone, vite che riflettono in un colpo d’occhio ciò che siamo noi oggi.

Non perdere la memoria di ciò che è stato serve a maturare idee di rispetto, dignità, solidarietà che sono i veri capisaldi per non commettere gli errori del passato.

Così le pietre d’inciampo fanno da fulcro per una continuità tra chi c’è stato ed è morto in uno dei periodi storici più bui e chi c’è oggi e ha il dovere di realizzare una società in cui persecuzione, discriminazione, ingiustizia sociale vengano superate e in cui le coscienze siano determinate e consapevoli, come si augurava Primo Levi.


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