Pellegrinaggio avventuroso e disagiato al Divino Amore con il bus 218

Un appello alla sindaca Raggi e alla direzione dell'Atac per un collegamento decente con un santuario amato dai romani
Aldo Zaino - 24 maggio 2018

Questa è una lettera aperta alla Sindaca di Roma e al responsabile dell’azienda ATAC della Capitale.

Il sottoscritto Aldo Zaino che di anni ne ha 83 ogni anno ricorda la data del 24 maggio e i sacrifici di mio nonno Solero, durante  guerra del, 1915-1918. Da oggi la data sarà per me memorabile anche per gli indecenti disservizi dell’ATAC

Abruzzese di nascita, e per ragioni di lavoro nel 1959 mi sono trasferito a Roma. A quei tempi la prima famiglia conosciuta nella Capitale mi portò al Santuario della Madonna del Divino Amore, nel periodo in cui tradizionalmente si andava in questo luogo Santo, così caro ai romani, sia per rinnovare un atto di fede che per fare una gita fuori porta.

Per anni mi sono recato assiduamente al Santuario prima con mia madre e, da sposato, anche con mia moglie. Da credenti ci siamo sempre affidati alla Madonna, le nostre visite da giovani erano frequenti anche perché grazie all’amico Giuseppe avevamo conosciuto il carismatico Don Pasquale Silla allora Parroco del Santuario.

Con il passare degli anni le nostre visite sono diminuite ma nel mese di maggio, dedicato alla Madonna, la nostra presenza non è mai mancata, grazie alla disponibilità di qualche famigliare disposto ad accompagnarci in macchina.

Quest’anno però, non trovando il tradizionale passaggio io e mia moglie, non abbiamo voluto interrompere la tradizionale visita e abbiamo deciso di andare al Santuario con i mezzi pubblici.

Così, dopo aver chiesto a un amico che sa tutto dei mezzi pubblici, ed è un habitué  del Santuario, mi ha consigliato: Aldo a San Giovanni in Laterano c’è il capolinea del 218, prendilo e vai tranquillo, ricordati, ha aggiunto l’amico che l’auto parte a scadenza di una mezzora, all’incirca, l’orario, è ore 7,00, 7,30, 8,00 e via di seguito.

Così la mattina del 24 maggio siamo arrivati sul posto verso le 7,45 ma, alle ore otto, nessuna traccia del 218. Una ragazza che prende il pullman tutte le mattine, mi informa che è saltata una corsa, quindi bisogna aspettare quella delle 8,30. Infatti, arriva dopo qualche minuto e parte qualche minuto, prima delle 8,30.  Arriviamo al Santuario dopo circa un’ora, aspettiamo le dieci per assistere alla Santa Messa, e dopo essere passati davanti al quadro della Madonna, ci siamo incontrati con Giuseppe.

Tutti e tre ci siamo seduti prima a un bar per un gustare un cappuccino, e poi insieme abbiamo fatto una visita veloce ai posti più significativi del Santuario, tenendo sottocchio l’orario utile per riprendere il 218 per tornare a Roma. Alle ore 12,00 circa quando ci trovavamo ad una distanza di duecento metri dalla fermata del bus, forse perché abbiamo calcolato male il tempo oppure perché ci siamo attardati a causa del passo lento di mia moglie perdiamo l’auto.

Allora ci siamo detti mezzora passerà velocemente, ci siamo riparati dal sole caldissimo sotto una tettoia, un po’ infuocata, intanto trascorrevano i minuti, e i passeggeri aumentavano, molti dei quali erano stranieri. Trovando un po’ d’ombra sotto qualche sporadico albero. In queste condizioni aspettiamo inutilmente l’auto 12,30, 12,40, 12,50… Qualcuno che lavora al Santuario, anche per l’eccessivo caldo, alza la voce: “io mi alzo alle cinque di mattina per venire a lavorare e a quest’ora mi trovo ancora qui mentre a quest’ora dovrei stare a casa”.

Io telefono allo 060606, parlo con l’addetta che cerca di darmi una strana giustificazione, chiedo di parlare con un responsabile dell’ Atac e purtroppo, per la prolungata attesa si scarica la batteria. Alle 13,05 fra un’imprecazione e l’altra arriva il bus. L’autista a chi chiede il motivo di tanto ritardo risponde: “non so forse è saltata una corsa”.

Concludo sottolineando il mio malcontento e quello degli altri utenti. Al di là degli  interessi economici, dei responsabili di questo disservizio ricordo che il Santuario del Divino Amore è conosciuto in tutta Roma, in Italia e nel mondo e quindi frequentato da migliaia di persone molti dei quali stranieri i quali, come noi che paghiamo le tasse, meritano maggior riguardo e rispetto.

Sono certo che le persone responsabili del servizio Atac e del Comune di Roma basterebbe controllare e rimodulare il servizio, per l’intera giornata perché l’afflusso di fedeli è costante.

Questo servirebbe per un maggior rispetto nei confronti dei passeggeri e per offrire più visibilità al Santuario della Madonna del Divino Amore, la quale ci protegga anche dalle cattive scelte del Comune di Roma e dell’Atac.

E che la Madonna ci dia un aiuto e ci accompagni… su un 218 che passi più frequentemente e con puntualità.


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