Parte la Delibera popolare per un Centro Carni “Bene Comune”

L'obiettivo è raccogliere, entro il 24 dicembre, 5.000 firme per far tornare al Comune il Centro Carni
di Sergio Scalia - 25 settembre 2013

Martedì 24 settembre 2013 è stata depositata al Segretariato Generale del Comune di Roma la Proposta di delibera di iniziativa popolare per la revoca della delibera del Consiglio Comunale n. 81 del 5 agosto 2010 con cui era stato trasferito ad AMA il Centro Carni. Successivamente AMA ha utilizzato questo cespite patrimoniale per ottenere dei prestiti dalle banche e coprire una parte del deficit accumulato.

Nonostante il parere contrario del Municipio, il Consiglio Comunale aveva approvato nel 2009 un piano di assetto per l’area del Centro Carni presentato dalla Giunta Alemanno, con la previsione di oltre 400 mila mc di nuove residenze per 2.500 abitanti, con palazzi di 15 piani sul fronte Togliatti.

centrocarni02I debiti dichiarati nell’ultimo bilancio di AMA ammontano a 1,3 miliardi di euro, dovuti in gran parte alle banche , che hanno posto delle scadenze ravvicinate, altrimenti si rivarranno mettendo un’ipoteca su tutte le proprietà AMA. In questo quadro un fondo immobiliare è stato incaricato di valorizzare l’area del Centro Carni, la cui vendita potrebbe far recuperare ad AMA circa 116 milioni di euro, pari alla metà di quanto dovuto alle banche entro il 2013.

Gli operatori del Centro Carni hanno vinto un ricorso al TAR, costringendo il Comune a modificare la Delibera iniziale e rivendicando il loro ruolo di servizio pubblico per la macellazione delle carni in una grande città come Roma.

Il Sindaco Marino ha espresso in più occasioni la volontà di bloccare le speculazioni edilizie nella periferia ed ha ipotizzato di utilizzare spazi del centro carni anche per favorire l’attività di piccole imprese giovanili dell’artigianato e della cultura e anche la Giunta del V Municipio ha chiesto di far rientrare il Centro Carni nella disponibilità del Comune di Roma.

Per bloccare ogni tipo di speculazione occorre comunque far tornare il Centro Carni nella proprietà del Comune di Roma, ricordando come questa struttura rappresenti un vero Bene Comune della collettività cittadina. Resta da risolvere il nodo economico per evitare che la crisi dell’AMA favorisca la svendita e la speculazione sull’area del Centro Carni.

Davanti a questo rischio si è costituito il Coordinamento Popolare contro la Speculazione del “Centro Carni”, formato dai seguenti comitati ed associazioni : Associazione Culturale Graucho Teatro, Associazione Culturale Forum Europeo, Centro Culturale Lepetit, Centro Culturale Morandi, Centro d’Iniziativa Popolare, Centro culturale Michele Testa, Comitato Cittadini di Quarticciolo e Dintorni, Comitato Utenti Consultorio via Manfredonia, Consulta Cultura Municipio Roma 7, Cooperativa Sociale Assalto al Cielo, Coordinamento SEL Municipio V, Movimento 5 stelle Municipio V, Coordinamento Parco via delle Palme, Circoli PD Centocelle e Tor Sapienza, Coordinamento per la Difesa del Parco Tor Tre Teste-Alessandrino, Fabbrica Prenestina, MAP – Movimento Artistico Popolare, Rappresentanza ASCON, Rappresentanza CGIL lavoratori Comune di Roma del Centro Carni, Rappresentanza Operatori Centro Carni, Rappresentanza SIULS.

Il coordinamento popolare ha deciso di sollecitare il Comune ad affrontare questo problema, avviando l’iter di una “Delibera di Iniziativa popolare”, strumento previsto dall’articolo 8 dello Statuto comunale con cui almeno 5.000 cittadini romani possono proporre un atto da sottoporre al Consiglio Comunale entro sei mesi.

Le 5.000 firme devono essere raccolte entro i 3 mesi successivi al deposito dell’atto e quindi entro il 24 dicembre. Possono firmare la proposta tutti i cittadini residenti a Roma ed iscritti alle liste elettorali.

Secondo l’articolo 6 dello Statuto Comunale possono firmare la proposta con una dichiarazione integrativa anche :

– I cittadini italiani residenti in altri comuni, ma domiciliati a Roma per motivi di lavoro o di studio.

I cittadini stranieri regolarmente residenti a Roma.

Nei prossimi giorni inizieranno le raccolte di firme su questa proposta nelle strade e nei momenti di incontro che i membri del comitato promotore organizzeranno.


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