In mostra alla Galleria Alberto Sordi i resti della Fiat Croma della scorta di Falcone

Fino al 31 gennaio sarà possibile rendere omaggio ai ragazzi della "Quarto Savona 15"
Redazione - 29 gennaio 2018

Fino al 31 gennaio presso la Galleria Alberto Sordi sarà esposta la Teca che custodisce i resti della Fiat Croma blindata su cui viaggiavano gli uomini della scorta di Giovanni Falcone: Antonio Montinaro, Vito Schifani e Rocco Dicillo. 

Durante la cerimonia di inaugurazione, avvenuta lo scorso 24 gennaio, presenti per rimuovere la bandiera dell’Italia che copriva la teca Tina e Giovanni Montinaro, vedova e figlio del caposcorta Antonio. Ad affiancarli il ministro della Giustizia Andrea Orlando, il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti  e il vice direttore Generale della Pubblica Sicurezza con funzioni vicarie, il prefetto Luigi Savina.

Un’iniziativa importante per conservare intatta l’indignazione, la reazione che scaturì da tutte le forze democratiche del Paese dopo l’attentato. Quindi, non solo memoria, rispetto, ricordo di uomini straordinari, ma impegno e corresponsabilità nella lotta alle mafie, che non può essere delegata solo alla preziosa azione di Magistratura e Forze di Polizia.

Il racconto della storia di chi viaggiava su quell’auto i ragazzi della “Quarto Savona 15” (nome in codice della scorta). È un orrore raccontato attraverso una serie di dettagli che fanno storia e che costituiscono memoria. Il senso più profondo dell’iniziativa è questo: scuotere la coscienza di ragazzi che quel giorno non erano ancora nati.

“La Quarto Savona Quindici rappresenta un monito perenne per non dimenticare la strage di Capaci e tutte le vittime innocenti delle mafie – spiega il presidente, Nicola Zingaretti  –  abbiamo sentito il dovere di organizzare la tappa romana di un viaggio che percorre le città dell’Italia per affermare che la memoria di uomini straordinari che hanno perso la vita per la democrazia è viva solo se tutti insieme riusciamo a trasformarla in impegno quotidiano contro tutte le mafie”.

“Un segnale bellissimo – afferma il Ministro della Giustizia Andrea Orlando – portare nel cuore della Capitale una reliquia laica in un contesto come questo è un modo di dare un senso alla parola ‘servitori dello Stato’, che spesso viene abusata e un utilizzata un po’ retoricamente, e un modo di ricordare che la democrazia si fonda sul sacrificio di persone che hanno saputo avere il coraggio, quando altri non lo hanno avuto”.

Nella settimana di esposizione della Teca, grazie alla collaborazione dell’Ufficio Scolastico Regionale, saranno tantissime le scuole che si recheranno alla Galleria Alberto Sordi per rendere omaggio agli agenti della scorta di Falcone.


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