Metro C San Giovanni, effetto rete

Inaugurata l’attesa stazione di scambio tra metro C e metro A. Modifiche alle linee bus. In futuro stazioni anche nell’Ansa barocca
Giovanni Verardi - 12 maggio 2018

Metro C entra in reteLa metro C entra ufficialmente nella “rete” del trasporto pubblico su ferro della Capitale con l’inaugurazione di oggi, sabato 12 maggio 2018 della stazione San Giovanni, primo nodo di scambio tra la terza linea e la metro A.

La ventiduesima fermata della metro C è stata aperta con sette anni di ritardo e per i primi tre anni ospiterà un treno ogni 12 minuti, per poi scendere a 4 minuti. L’hanno preceduta le inaugurazioni della tratta Pantano/Montecompatri-Parco di Centocelle nel 2014  e della tratta Parco di Centocelle-Lodi nel 2015.

La stazione San Giovanni rappresenta un vero e proprio gioiellino architettonico: è la prima stazione-museo della Capitale. Nella breve cerimonia di inaugurazione la sindaca Virginia Raggi ha confermato che “ora il lavoro continua e vorremmo arrivare fino a Farnesina”. L’opera è stata finanziata per il 70% dal Ministero delle Infrastrutture e dei trasporti, con 250 milioni di euro dalla Regione Lazio e con il resto dal Comune di Roma.

Primo nodo di scambio della metro C

L’infrastruttura, da lunedì inizia, dunque, a realizzare i due effetti strategici per i quali era stata pensata: di adduzione dalla periferia est verso il centro (e in futuro anche verso Roma nord) e di alleggerimento delle altre linee metropolitane. In realtà in questo primo periodo la linea A sarà tutt’altro che aiutata dall’arrivo della terza sorella.

Tutti i passeggeri della metro C saranno infatti “scaricati” unicamente sulla linea A, con il rischio di un effetto di “collasso trasportistico” di quest’ultima.

Ciò anche a causa dei ritardi nella costruzione della stazione ferroviaria Pigneto, ancora in fase di avvio dei cantieri. La fermata della FL1 e FL3 sarebbe dovuta infatti entrare in funzione prima della stazione San Giovanni della metro C e consentire così uno scambio tra metro C e le due linee ferroviarie, proprio nell’ottica di rendere meno brusca l’intersecazione delle linee A e C. Il cantiere è tuttavia partito con un notevole ritardo, che sta oltretutto aumentando a causa dello spostamento di alcuni sottoservizi non segnalati e inaspettate voragini sotterranee.

Il futuro della linea C

Fino all’apertura di Pigneto Fs, nel 2020, e salvo ulteriori lungaggini, la stazione San Giovanni sarà dunque l’unico nodo di scambio della metro C con il resto della rete su ferro di Roma.

Le due successive stazioni della linea verde dovrebbero essere aperte nel 2022, ovvero Ipponio-Amba Aradam, dove verrà allestita un’altra importante stazione-museo, e Fori Imperiali-Colosseo, che consentirà anche un interscambio con la metro B.

Poi la linea dovrebbe proseguire con le fermate Venezia, Navona, San Pietro e Ottaviano, ma quest’ultima tratta non è stata ancora avviata.

La Giunta capitolina ha infatti manifestato solo di recente la chiara volontà di procedere oltre Colosseo, dopo un’iniziale posizione di ritrosia, superata anche grazie al fatto che i cittadini hanno votato on-line la proposta del Comitato MetroXRoma per il proseguimento della metro C quale primo obiettivo da raggiungere nell’ambito del Piano urbano della mobilità sostenibile.

I treni dovrebbero arrivare in futuro fino a Ottaviano, con una revisione progettuale che consenta scavi meno impattanti nel ricco sottosuolo dell’Ansa barocca.

È inoltre previsto un successivo e ulteriore completamento fino a Farnesina, passando per piazzale Clodio e il quartiere Della Vittoria.

San Giovanni, prima stazione-museo della Capitale

La nuova fermata della metro C non rappresenta soltanto il primo scambio tra metropolitane romane dal 1980, anno in cui fu inaugurato il nodo di Termini. Regala alla città anche la prima stazione-museo.

All’interno degli atrii, dei corridoi e delle discenderie sotterranei sono infatti esposti gli importanti reperti rinvenuti durante le operazioni di scavo, in linea con un allestimento grafico sulle pareti che ripercorre le ere storiche e geologiche del territorio: una sorta di discesa documentata storicamente dagli strati più superficiali fino a quelli più profondi.

Come riassunto efficacemente dal Comitato MetroXRoma, “la stazione è concepita come una stratigrafo che mostra, nello scendere verso le banchine, la disposizione storica di eventi e ritrovamenti indicando la quota del piano di campagna dell’epoca in oggetto”.

Sono ad esempio esposti al primo piano sotterraneo “i ritrovamenti più recenti relativi ai ‘fraschettari’, le tipiche osterie romane di periferia scomparse a partire dal primo novecento, ed agli utensili chirurgici dell’ospedale San Giovanni, rimasti interrati dal XIV secolo”, mentre nei piani successivi “i resti più antichi degli impianti idraulici delle peschiere romane di età imperiale, e addirittura resti organici preistorici”.

L’obiettivo, dunque, è stato quello di “restituire la disposizione stratigrafica dei ritrovamenti, visto che la profondità dello scavo ha permesso di identificare tutte le fasi di frequentazione antropica dell’area, sin dalla preistoria”.

Modifiche alla rete bus: critiche per la riduzione dell’81

Alcuni comitati di zona hanno levato un coro di protesta contro la revisione della rete di trasporto pubblico di superficie disposta dal Comune di Roma a seguito dell’apertura della fermata di San Giovanni.

Nelle intenzioni del Campidoglio, le modifiche vorrebbero raggiungere l’obiettivo di facilitare i flussi tra Roma est e il Centro, nonchè verso la metro B e la Roma-Lido.

Le variazioni hanno riguardato, tra le altre, l’arretramento della linea bus 51 express da piazza Lodi a San Giovanni, l’istituzione della nuova linea 77 tra Piramide (metro B, Roma-Lido, Stazione Ostiense) e San Giovanni (metro A e C), e la riduzione del percorso della linea 81, prima destinata alla tratta piazza Malatesta-piazza Risorgimento e dal 14 maggio invece accorciata con il percorso piazza Lodi-piazza Risorgimento.

Con riguardo a quest’ultima modifica, il Comune di Roma ha specificato che la tratta piazza Malatesta-Stazione Lodi MC viene disattivata perché sarebbe già servita dalla linea C della metropolitana e anche dalla linea 412, mentre la tratta largo Preneste-Stazione Pigneto MC sarebbe già servita dalle linee tram 5, 14 e 19.

Il Comitato di quartiere Pigneto-Prenestino, il Comitato di Quartiere Casal Bertone e il Comitato San Giovanni hanno invece contestato il taglio del percorso, poiché eliminerebbe un collegamento interno al quartiere e con il Centro storico, evidenziando come “la situazione del trasporto pubblico, già disastrosa in tutta la città, verrebbe ulteriormente peggiorata nel quadrante”. Dopo aver presentato le proprie richieste alle Istituzioni e aver organizzato un’assemblea pubblica il 16 aprile alla Biblioteca Mameli al Pigneto, nonché un presidio di protesta il 7 maggio davanti alla sede dell’Atac di via Prenestina, queste voci di protesta verranno registrate anche in diretta tv lunedì 14 maggio, nell’ambito della rubrica “Buongiorno Regione” del Tg3 Lazio.

 


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