Mercati rionali: è crisi

Registrato un brusco calo del rendimento economico dei mercati a causa della presenza crescente dei megastore
di Veronica D’Amico - 29 giugno 2006

Il Co.ri.de., Consorzio rivenditori al dettaglio, ha denunciato un calo impressionante delle vendite (superiore al 20%) presso i mercati rionali capitolini, registratosi dalla seconda metà del 2004 a tutto il 2005.

Si tratta di un brusco tracollo del rendimento che il consorzio ha imputato ad una serie di fattori compenetranti: l’apertura dei grandi centri commerciali, il mutamento di orario del Car (con l’approvvigionamento pomeridiano), una situazione economica indiscutibilmente in discesa.

In particolar modo, una contrazione del consumo è stata registrata nel settore ortofrutticolo, pari all’8% in soli due anni.

La stima vede tra i responsabili anche gli stessi romani, che sembra abbiano cambiato abitudini preferendo ad una dieta sana ed equilibrata, pasti veloci e preconfezionati facilmente rintracciabili negli ipermercati cittadini.

Ma per gli addetti ai lavori, il maggior responsabile di questa contrazione dei consumi è proprio il Car: con lo spostamento dell’apertura del centro alle 13, la merce raccolta dagli agricoltori arriva sui mercati al dettaglio il giorno seguente e sulle tavole dei romani quasi 24 ore dopo impedendo ai prodotti di rimanere integri nella loro freschezza, qualità primaria di frutta e verdura.

Il consorzio si sta così battendo affinché il Car torni al vecchio orario, con apertura alle 2 e 30, che consente di avere la merce sui banchi del mercato dopo 12 ore al massimo dall’avvenuta raccolta.

Del resto sono oltre 136 le strutture rionali ad aver subito il tracollo, crisi che non ha risparmiato neppure i mercati storici della capitale: da quello della Trionfale, a quello dell’Andrea Doria, Val Melaina, Tufello, piazza Vittorio, Centocelle, Villa Gordiani.

Che si tratti di una crisi nazionale, come in molti l’hanno definita, o di un collasso economico dei mercati laziali, è bene che la situazione venga messa sotto controllo, tiene a precisare il Co.ri.de. C’è bisogno di rivalorizzare la campagna romana , una delle campagne più producenti di tutta Italia, sostiene il consorzio con forza.

E, forse, da parte nostra c’è anche bisogno di rivalorizzare i frutti della terra, sani, genuini, e molto meno nocivi dei cibi preconfezionati.


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