Le aree verdi del Municipio Roma V e la riqualificazione ambientale della periferia orientale della capitale

Redazione - 14 marzo 2018

Il settore orientale della periferia romana, come del resto tutta la periferia della Capitale, è caratterizzato al tempo stesso da un fitto tessuto urbano densamente popolato e povero di verde pubblico e servizi, da un elevato livello di inquinamento atmosferico dovuto al traffico veicolare, da un notevole grado di impermeabilizzazione del suolo con pesanti ricadute sul microclima locale (sovratemperature nei mesi estivi). Questo settore è comunque caratterizzato dalla presenza di beni culturali ed ambientali di notevole importanza sopravvissuti ad uno sviluppo urbanistico della città disordinato ed irrispettoso del patrimonio culturale ed ambientale.

Le aree ancora non edificate del settore orientale della città presentano infatti un patrimonio immenso di beni ambientali e culturali, costituendo gli ultimi lembi di quello che era l’agro romano. La tutela e la salvaguardia di questo patrimonio si lega quindi alla necessità della riqualificazione ambientale del settore orientale della città.

Nel territorio del Municipio Roma 5 è presente il Comprensorio archeologico “Ad duas lauros”, perimetrato e tutelato da vincolo paesistico come zona di interesse archeologico dal D.M. 21.10.1995, e che si estende dal Torrione a Piazzale Prenestino fino a comprendere il Parco archeologico di Centocelle, riguardando l’area dell’ex Snia Viscosa, la Villa dei Gordiani, l’area del Comprensorio Casilino SDO, l’Acquedotto Alessandrino a Torpignattara e la Batteria di Porta Furba. Nei riguardi di detto Comprensorio questa Associazione ha redatto un Dossier aggiornato al 2015 e consultabile sul sito:

http://wwfpignetoprenestino.blogspot.it/2015/04/il-comprensorio-archeologico-ad-duas.html#more

La salvaguardia e la valorizzazione di questo patrimonio ambientale e culturale è l’occasione per riqualificare l’intero settore urbanistico, attraverso la realizzazione di vasti parchi urbani che interrompano la continuità di tessuto edificato che si estende dal centro storico della città fino alle più lontane periferie oltre il Grande Raccordo Anulare. La realizzazione di detti parchi permetterebbe infatti di migliorare la qualità dell’aria e le condizioni microclimatiche, nonché di realizzare una rete ecologica attraverso corridoi che connettano le aree verdi comprese nel Comprensorio archeologico Ad Duas Lauros tra loro e con la Riserva dell’Aniene a Nord e il Parco Regionale dell’Appia Antica a Sud, così come peraltro pevisto dal vigente PRG negli elaborati relativi alla Rete Ecologica.

Importante anche il ruolo che questo sistema di aree protette potrebbe svolgere sotto il profilo sociale-fruitivo-educativo in particolare nei confronti delle giovani generazioni (si veda la tematica del cosiddetto “deficit di natura” di bambini e ragazzi che vivono in contesti urbani). Ai fini della valorizzazione delle aree della rete ecologica sopra citata, questa associazione ha portato avanti, negli ultimi anni, vari progetti e attività, tra le quali quelle relative al censimento e monitoraggio delle specie di fauna, avifauna e flora che vivono all’interno di queste aree, e che concorrono ad accrescere il valore complessivo del patrimonio naturalistico del territorio. I dati scaturiti da queste nostre ricerche, effettuate sul campo, sono conservati nei nostri archivi, reperibili nei nostri canali telematici (http://wwfpignetoprenestino.blogspot.it) e a disposizione del pubblico, per qualsiasi tipo di consultazione o approfondimento (sia di natura scientifica, che conoscitiva). In sintesi, per la sola parte relativa al censimento ornitologico, abbiamo osservato 76 specie di avifauna (delle quali 3 protette dalla Direttiva Uccelli: Martin pescatore, Falco pellegrino e Sgarza ciuffetto) nell’area del Lago ex Snia e Parco delle Energie, 48 specie nell’area del Comprensorio Mistica/Tor Tre Teste/Casa Calda, 46 specie a Villa De Sanctis, 45 specie al Parco Archeologico di Centocelle.

La necessità della riqualificazione ambientale della città è stata riconosciuta fin dalla fine degli anni ottanta, e si è concretizzata nellaLegge 396/1990 detta Legge per Roma capitale, la quale ha prescritto l’impiego delle aree dell’ex Sistema Direzionale Orientale ai fini di una riqualificazione ambientale del settore orientale della periferia cittadina.

Il Progetto Direttore SDO,  redatto ed approvato dal Comune di Roma nel 1995, ha così definito le linee guida per la stesura dei Piani Particolareggiati presenti nelle aree SDO: Pietralata, Tiburtino, Casilino e Centocelle.

A sud della via Prenestina è presente il Comprensorio Casilino SDO, compreso tra via Prenestina a nord e Via Casilina a sud, il quale, con i suoi 100 ettari non ancora edificati, costituisce l’ultima occasione per avvicinare la dotazione minima di verde pubblico dei quartieri circostanti agli standard di verde pubblico procapite (i famosi 9 mq di verde attrezzato di quartiere per abitante prescritti dal D.I. 1444 del 1.3.1968). Questo Comprensorio è stato pianificato dal Comune di Roma con il Piano Particolareggiato Casilino SDO adottato con DC 148 del 21.10.2002, il quale ha previsto la destinazione a verde pubblico di ben 90 ettari. Tuttavia a oltre 15 anni di distanza detto strumento urbanistico non ha ancora concluso il suo iter amministrativo con l’approvazione da parte della Regione Lazio.Il Piano Particolareggiato Tiburtino SDO approvato nel 2002 riguarda sia il territorio del Municipio 4 che quello del Municipio 5, separati  da un confine costituito dalla linea ferroviaria Roma-Tivoli. Detto Piano Particolareggiato prevede la realizzazione del Parco Archeologico Tiburtino, la cui area si estende nell’area di Casalbruciato tra la via Tiburtina a nord ed il tratto urbano dell’autostrada A 24 a sud. Il progetto unitario di detto parco è stato approvato dal Comune di Roma con D.G.C. n. 749 del 25.11.2003. Sebbene ampie porzioni di detto parco siano già state espropriate, detto parco non è stato tuttavia fino ad oggi realizzato. Inoltre il Piano Particolareggiato Tiburtino SDO prevede la realizzazione di un vasto parco nel territorio del Municipio 5 e che comprende l’ex Snia Viscosa e le aree a est di Via di Portonaccio fino a Via Attilio Hortis. Infatti il Comune di Roma con D.G.C. n. 533 del 9.9.2003 ha approvato la realizzazione del Progetto unitario del Parco Prenestino ex Snia Viscosa, il che ha portato all’esproprio di un’area su Via di Portonaccio, in corrispondenza della parte orientale del lago ex snia. Anche questo parco non è stato tuttavia mai realizzato. Eppure sia il Parco archeologico tiburtino-collatino che il Parco Prenestino ex snia viscosa sono stati definiti dalla Legge per Roma Capitale “opere di preminente interesse nazionale”. Il Piano Particolareggiato Tiburtino SDO prevede inoltre la realizzazione della parte più occidentale del Parco Collatino-Tor Sapienza che si estende nel territorio del Municipio Roma 4 da Casalbertone ad ovest fino alla Cervelletta nella Riserva Naturale dell’Aniene ad est, su ambo i lati del tratto urbano della Autostrada A 24.In questa parte occidentale del Parco Collatino – Tor Sapienza ampie porzioni di territorio risultano essere già di proprietà di Roma Capitale, in quanto messe a disposizione da TAV-RFI come compensazione dei disagi arrecati al territorio per la realizzazione della linea AV Roma-Napoli. Ulteriori aree sono già in carico a Roma Capitale nel tratto tra via dei Fiorentini e la Cervelletta. Tuttavia, sebbene anche notevoli somme siano state messe a disposizione di Roma Capitale da parte di RFI, anche il Parco Collatino – Torsapienza non è stato fino ad oggi realizzato.

A sud della Via Casilina è presente l’area dell’ex aeroporto di Centocelle, oggetto del Piano Particolareggiato del Subcomprensorio Centocelle SDO approvato nel 2006. E’ prevista la realizzazione del Parco archeologico di Centocelle, esteso per 126 ettari. La maggior parte di questi ettari sono stati ceduti dal Demanio militare al Comune di Roma proprio per permettere la realizzazione del parco, anch’esso ritenuta dalla Legge per Roma Capitale “opera di preminente interesse nazionale”. Fino ad oggi è stato tuttavia realizzato solo il primo stralcio di parco sulla via Casilina, esteso per soli 33 ettari. I lavori per il secondo stralcio, esteso su ulteriori 18 ettari, sebbene finanziati ed appaltati, non sono mai partiti. Sull’area del futuro parco insistono attività economiche non compatibili, come numerosi autodemolitori che lavorano da oltre 30 anni con autorizzazioni provvisorie in attesa della necessaria delocalizzazione.

Ad est del Parco di Centocelle, al di la di Viale Togliatti nel territorio del Municipio Roma 6, si estende l’area del Subcomprensorio Torre Spaccata SDO, ricca di un patrimonio culturale di età preistorica, romana e medievale, ancora privo delle necessarie tutele. Si tratta di un elemento importantissimo della rete ecologica del territorio, su cui insiste la previsione di 600.000 metri cubi di nuovi edifici.

Dobbiamo purtroppo infine constatare come sia la Legge per Roma Capitale del 1990, così come l’impiego delle aree ex SDO, e così come anche le compensazioni TAV sono state fino ad oggi occasioni mancate per la realizzazione di parchi pubblici e quindi per la riqualificazione ambientale della periferia orientale della città di Roma.Infine  nel territorio del Municipio 5 è presente anche, tra Via di Tor Tre Teste ad ovest ed il GRA ad est, e tra la Via Prenestina a nord e la Via Casilina a sud il Comprensorio storico-archeologico del Fosso di Tor Tre Teste, di Mistica e di Casa Calda, attraversato dai resti dell’Acquedotto Alessandrino e ricco di beni ambientali, storici ed archeologici. La necessità di tutelare questo Comprensorio è stata riconosciuta da più decreti del Mibact che hanno apposto sia il vincolo archeologico che quello paesistico sull’area. Tuttavia i ricorsi presentati da privati ed addirittura dal Comune di Roma hanno di fatto privato l’intero Comprensorio della necessaria tutela. Lo stesso Piano Territoriale Paesistico della Regione Lazio classifica ampi settori del territorio in questione come zone naturali, zone naturali di continuità e zone di insediamento storico diffuso, riconoscendone così la necessità della tutela. Questa tutela non è tuttavia sempre garantita per la mancata apposizione di vincoli paesistici e/o archeologici e per le contestuali previsioni urbanistiche vigenti.

Fonte: http://wwfpignetoprenestino.blogspot.it/2018/03/le-aree-verdi-del-municipio-roma-v-e-la_13.html?m=1


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