La Villa Fiorita di Julio Lafuente all’Aurelio

Makaa Jade - 16 agosto 2018

Julio Lafuente è stato un architetto spagnolo vissuto tra il 1921 e il 2013, studiando a Parigi e lavorando, per più di mezzo secolo, a Roma. Dalla sua biografia si evince che avrebbe voluto raggiungere gli USA, ma in sella sulla sua Bmw, partì per l’Italia attraversando la Via Aurelia, dove si trovò in mezzo alla gara ciclista del Giro di Italia con la fortuna di incrociare il noto campione Fausto Coppi. Giunto a Roma si innamorò della città, ricca di edifici antichi ma anche di architetture moderne e contemporanee, e vi si stabilì nel 1953 ottenendo lavoro come architetto presso lo studio Monaco-Luccichenti.

Qui conobbe Quaroni, Ridolfi, Moretti e tanti altri nomi autorevoli provenienti anche dal mondo cinematografico, letterario oltre che dell’architettura contemporanea. In questa fase della sua attività sono memorabili le due case gemelle di Santa Marinella, lungo la Via Aurelia e caratterizzate dalle facciate in maiolica blu.

Negli anni ‘60 aprì il suo studio in Piazza Navona da cui godeva una meravigliosa vista sulla Chiesa di Santa Maria in Agone. Realizzò quindi le numerose opere che lo resero ben presto famoso. Con la collaborazione degli ingegneri Rebecchini realizzò prima l’ippodromo di Tor di Valle (1957) ed il seicentesco edificio dell’Ospedale del Sovrano Ordine di Malta, inglobato in un complesso architettonico moderno (1962); poi l’edificio per la Esso (1981) sulla Magliana, caratterizzato dai “tre grandi ventagli aperti”. Mentre con i fratelli Cascella, Pietro e Andrea, eresse il monumento commemorativo delle vittime di Aushwitz (1958), con l’ingegnere Benedetti, invece, il Santuario di Collevalenza (1968).

La sua attività si infittisce di progetti realizzati fino al 2010, ma a dire il vero, sono poco note le palazzine residenziali costruite a Roma e tra queste merita una particolare attenzione l’edificio sito in Via di Villa Betania 28, nel quartiere Aurelio. Menzionata nei suoi progetti anche come Villa Fiorita, dal nome della Società Immobiliare committente “La Fiorita”, che la richiese nel 1962 è una palazzina terminata nel 1965 con la collaborazione di Gaetano Rebecchini, ed è composta da quattro piani, suddivisa in appartamenti, alcuni estesi fino a duecento metri quadri e costituiti da tripla esposizione sul verde, doppio ingresso, cinque locali, tre bagni, cucina, box e cantina.

Nell’Archivio dei Beni Culturali la numerosa raccolta dei documenti attinenti Villa Fiorita, è assemblata a quella relativa a Villa Mariotti di Tivoli e a quella della Chiesa di Collevalenza di Todi. In effetti, a ben guardare gli stili e il materiale utilizzato sono molto simili tra loro, ma nella Villa Fiorita spicca il dettaglio di una fontanella a terra in un angolo della palazzina, posta in una piccola vasca ovale all’interno di un disegno concentrico.

A cinque anni dalla scomparsa dell’architetto spagnolo, tornato alla ribalta in questi ultimi anni a causa della diatriba sull’Ippodromo di Tor di Valle ed il futuro Stadio della AS Roma, si vuole lasciare un tributo per un’opera “secondaria” ma di impatto sociale molto importante, trattandosi di un esempio sublime di edilizia residenziale per il quartiere Aurelio.

Makaa Jade


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