Gregory Maltzeff il “pittorusso” a Monteverde

Makaa Jade - 8 luglio 2018

Gregory Maltzeff, pittore russo e vissuto tra il 1881 e il 1953 trascorse gli ultimi quarant’anni della sua vita, in Italia, e principalmente risiedendo a Roma e a Rocca Priora, dove i compaesani lo chiamavano affettuosamente il “pittorusso”.

Nella Città Eterna arrivò all’età di 33 anni con il premio di un soggiorno quadriennale Prix de Rome consegnatogli dall’Accademia Imperiale di Arte di Pietroburgo, per aver conseguito il diploma con il quadro dal titolo “Sant’Alessio metropolita di Mosca nell’Orda Tartara”. In quegli anni l’Italia era dominata dal primo conflitto mondiale perciò una volta terminato il soggiorno-premio il pittore non poté rientrare in patria.

Si stabilì quindi con la sua famiglia a Roma e si dedicò alla pittura in termini professionali. Ricevette commissioni inizialmente dall’aristocrazia russa emigrata all’estero tra cui la sorella dell’imperatore russo, la granduchessa Vittoria che gli commissionò un’immagine sacra da esporre nella Cappella in Gerusalemme sulla tomba della  sorella uccisa dai bolscevichi. Seguirono poi altre commissioni rilevanti e principalmente dalla Città del Vaticano, dalla Casa Reale Inglese e anche da altri committenti autorevoli. Le sue opere più famose sono le iconostasi realizzate per il Collegio Pontificio Russicum, i dipinti nelle cappelle del Collegio Pio Romeno al Gianicolo e la creazione della Cappella Orientale per il culto dei Dottori Orientali nella Casa Generalizia dei Gesuiti di Borgo Santo Spirito.

Tra le sue numerose residenze romane, invece, dedotte dalla sintetica biografia riportata dalla figlia sul sito web del Comune di Castel Ritaldi, nel cui cimitero si conserva la sua tomba, il pittore citò una villa di Monteverde, dopo aver vissuto per sette anni in affitto in uno studio a Corso Umberto 4, di proprietà della Principessa Scaletta Ruffo. L’aumento della pigione condusse il pittore a cercare un’altra soluzione per sé e la famiglia composta di quattro figli ancora infanti e la preferenza cadde sul possedimento terriero del signor Carlo Latour, proprietario dell’attività commerciale “Caffè Latour” situato nei pressi di Piazza Venezia.

Il pittore così descrisse la sua nuova residenza monteverdina: “Il fitto era minimo, potevo avere un orticello, conigli e galline. […] Per ben 4 anni abito in questa località con la propria famiglia. Nel 1926 torno ad abitare a Roma città in Via Fregene n.15, in una vecchia villetta di proprietà del Grande Ufficiale Ortensio Spigarelli, avvocato, domiciliato in Via Alessandro Farnese n.79 (Prati)”. La proprietà Latour si trovava in Via Vitellia 17, cioè non molto distante dal famigerato “casermone” di Via Vitellia, sito al civico 45, dove vivevano per lo più famiglie di braccianti.

La distinzione che il pittore russo fece tra “Monteverde” e “Roma città”, è molto interessante per la fotografia realistica di un quartiere caratterizzato da proprietà terriere, prettamente agricole e con un lento processo di espansione tra villini e casali.

Insomma, anche una marginale testimonianza quale può essere intesa la vicenda del pittore russo Gregory Maltzeff, diventa una tessera musiva necessaria a comprendere la storia di Monteverde.


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