Grazie Marisa Marcellino, una vita per Tiburtino III

L’intero quartiere ha partecipato compatto alla festa popolare a lei dedicata
N. M. - 6 maggio 2018

Sabato 5 maggio 2018, è stata una giornata del tutto particolare. L’intero quartiere di Tiburtino III ha partecipato compatto ad una festa popolare dal titolo “Grazie Marisa, una vita per Tiburtino III”, per festeggiare tutti insieme l’80° compleanno di Marisa Marcellino, deceduta l’anno scorso.

L’avvenimento ha avuto come teatro il Circolo Arci Concetto Marchesi di Via del Frantoio ed è stato organizzato a cura del Circolo PRC Tiburtino, Sportello Popolare Tiburtino, Rete Popolare Tiburtino 3  e Circolo Concetto Marchesi. La sintesi dell’evento è stata fatta da una amica, compagna e giovane attivista del quartiere Francesca che ha scritto: “Nel cuore di Tiburtino Terzo, dove Marisa Marcellino ha militato come comunista e presidente del CDQ,, ci siamo ritrovati uniti per ricordarla e salutarla ancora una volta, stringendoci attorno a lei, per rendere vivo il suo ricordo  e rinnovare il suo impegno e le sue battaglie a fianco della gente che vive in periferia e nelle borgate, a cui viene sottratto tutto ma non la forza e la dignità!”.

Gli interventi di Norberto Natali, di Ivano Caradonna, di Elio Romano e di tanti altri hanno efficacemente tracciato i tratti ideali di Marisa, trovandosi tutti d’accordo nel rilevare l’animus pugnandi e la determinazione di Marisa, vera eroina del nostro tempo che ha capeggiato, in primo luogo, la lotta per evitare che la popolazione residente, nel momento in cui il Comune decise di abbattere gli edifici degli anni Trenta, dovesse essere espulsa per essere deportata al Trullo, a Primavalle, al Monte del Pecoraro, tanto più che correva voce che la ricostruzione sarebbe stata gestita dai privati, con i modi ed i prezzi del mercato. Il Comitato di quartiere riuscì a mobilitare tutti gli abitanti di Tiburtino III, fu una battaglia durissima, ma alla fine raccontò Marisa al giornalista e scrittore Marco Lodoli, la vittoria fu chiara, “figlia della rabbia e della calma e si ottenne che chi viveva nelle case abbattute andasse ad abitare nel lotto appena costruito, un lotto dopo l’altro, a scalare. “perché qui eravamo tutti una grande famiglia, ci conoscevamo da sempre, eravamo compagni per coesione naturale e storica”.

Ma la battaglia di Marisa non si esaurì in questo primo grande obiettivo, perché determinante fu il suo contributo nel far dotare il quartiere di tutti i servizi, da quelli scolastici a quelli sanitari, al Centro Sociale Anziani, alla Piscina, alla Pinetina, alla Biblioteca Mozart senza dimenticare la lotta inesausta che condusse, soprattutto come Presidente del Consiglio di Circolo e d’Istituto contro gli spacciatori di droga che si erano impadroniti del quartiere con la conseguenza di reclutare ed indurre a drogarsi centinaia di ragazzi del territorio.

Il ricordo di Marisa si è concluso con la proiezione di un Video originale di Storia e Testimonianza delle lotte di Tiburtino III.

Sabato 5 maggio si è voluto  coniugare la vicenda storica di Marisa con il ricordo di un’altra eroina del quartiere,  Caterina Martinelli, vittima del fascismo assassinata dalla Polizia fascista (PAI) e rea solo di aver voluto procurare pane per le proprie figlie. L’evento è stato ricordato con una mostra e con un laboratorio del pane realizzato da Luigi Rinaldi e da alcune sue collaboratrici, tra cui Rita Mattei, autore di una libro di grande rilevanza storica ed antropologica su Il pane di Vicovaro.

Marisa Marcellina e Caterina Martinelli ci inducono a riflettere sulla eroica storia passata ma anche sulle difficoltà odierne a riprendere le loro lotte, che possiamo indicare in almeno quattro direttrici: la lotta per il lavoro, quella per il rifacimento del lotto 17, quella dell’elevamento culturale e sociale del quartiere e quella della riapertura della pinetina della scuola elementare Fabio Filzi.

Chi si candida a seguire il loro esempio? L’appello è stato lanciato, vediamo chi risponderà.

N. M.


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