“Gli uomini di Mussolini – prefetti, questori e criminali di guerra dal fascismo alla Repubblica italiana” di Davide Conti

Lo storico propone un libro documentatissimo, edito per Einaudi, su cosa successe in quegli anni
Carla Guidi - 25 giugno 2017

Agli inizi di questa caldissima estate, quale miglior lettura per capire più chiaramente quello che avvenne nei difficili anni del dopoguerra, sotto la guida di uno storico giovane ma bravissimo, consulente dell’Archivio Storico del Senato della Repubblica, che ha collaborato con la Procura della Repubblica di Brescia per la strage di piazza della Loggia.

Noto per la sua serietà, è già autore di libri importanti come L’occupazione italiana dei Balcani. Crimini di guerra e mito della «brava gente» 1940-1943 (Odradek 2008), Criminali di guerra italiani. Accuse, processi e impunità nel secondo dopoguerra (Odradek 2011), L’anima nera della Repubblica. Storia del Msi (Laterza 2013), La Resistenza di Mario Fiorentini e Lucia Ottobrini dai Gap alle Missioni Alleate (Senato della Repubblica 2016) e Guerriglia partigiana a Roma (Odradek 2016).

Alla fine della Seconda Guerra mondiale, in Italia, nessun conto venne fatto pagare a chi avrebbe dovuto rispondere di crimini di guerra, cioè non vi furono processi per i militari di alte cariche delle Forze Armate, furono invece reintegrati negli apparati dello Stato, divenendo questori, prefetti, responsabili dei servizi segreti e ministri della Repubblica. In nome della “continuità dello Stato italiano”, divenuto una provincia dell’Impero americano ed all’interno della Guerra fredda, furono loro i protagonisti, più o meno occulti, dei principali eventi che seguirono, tra i quali il referendum del 2 giugno; la strage di Portella della Ginestra; la riorganizzazione degli apparati di forza anticomunisti e la nascita dei gruppi coinvolti nel «golpe Borghese» e nel «golpe Sogno» del 1970 e 1974.

Non solo, quella pesante ipoteca – spiegata nel libro attraverso la meccanica di molti misteri del passato prossimo, da piazza Fontana al delitto Moro all’assassinio del generale dalla Chiesa, ricavata dal duro lavoro archivistico e di ricerca negli atti delle commissioni parlamentari d’inchiesta e le carte private conservate dagli uomini politici del tempo – ci chiarisce i vari perché del “congelamento” della nostra Costituzione.

Il libro è importante ed una possibile lettura potrebbe essere quella dedicata ad un giallo, solo che le generazioni del dopoguerra scopriranno a poco a poco, forse con un sentimento di orrore, nomi oggi sconosciuti che ebbero un grande potere e soprattutto grandi responsabilità del clima repressivo e del mancato rispetto della democrazia, conquistata con la nostra Resistenza, quando soprattutto il Movimento di Liberazione Nazionale ed i partigiani vennero additati come i veri nemici.

Le biografie prese in esame consentono di illuminare anche alcuni dei passaggi più inquietanti sulla repressione brutale e luttuosa dei conflitti sociali, fino a “spiegare” i tentativi di golpe dei primi anni Settanta e la prevalenza di un «modello militarizzato» volto a depotenziare le istanze innovative, tutto quello che ha contribuito a mantenere il nostro paese ben al di sotto delle sue potenzialità politiche e culturali.

 

Il libro di Davide Conti: Gli Uomini Di Mussolini – Prefetti, questori e criminali di guerra dal fascismo alla Repubblica italiana, Einaudi 2017.

FOTO DI VALTER SAMBUCINI – Alla presentazione alla Casa Della Memoria e della Storia di Roma (via San Francesco di Sales, 5 a Trastevere) del 19 maggio 2017 – Davide Conti e Fabrizio De Sanctis, Presidente ANPI provinciale Roma.


Commenti

  Commenti: 2

  1. Claudio Marabini


    …ma anche in questo libro si continua ad ignorare che quei “cattivi-tedeschi”, contro cui si battevano certi “partigiani” dell’ultima ora, non erano altro che quanto restava di un esercito ormai assediato in territorio nemico; che nel DISPERATO tentativo di ritornarsene a casa poteva sperare soltanto nell’uso della poca forza rimastagli, quella della RAPPRESAGLIA difensiva… 😮 :-/


    • L’esercito tedesco, esercito ormai assediato in territorio nemico; che nel disperato tentativo di ritornarsene a casa poteva sperare soltantonell’usodella poca forza rimastagli, quella della rappresaglia difensiva..??????? Ho capito bene?? Siamo alla follia pura, compatiamolo quel poveraccio di Hitler, che doveva fare? C’è ancora qualcuno che giustifica le stragi dI migliaia di bamini e gente terrorizzata innocente che nulla c’entrAVA?????

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