Furto Nena, sbigottimento a Colli Aniene

Ecco le opere che sono state trafugate
di Federico Carabetta - 26 gennaio 2011

Colli Aniene sbigottisce per il vero saccheggio perpetrato da ignoti il 24 o il 25 gennaio notte al museo delle opere di Alfiero Nena in via del Frantoio.

L’insigne scultore purtroppo già nel 1982, quando aveva il suo studio-laboratorio in via della Pietra Sanguigna (nei cui pressi doveva poi sorgere la stazione della metropolitana di Quintiliani), aveva già subito un danno incalcolabile allorquando ben 9 sue sculture, tutte in bronzo e di notevoli dimensioni, prendevano la via del traffico clandestino di opere d’arte.

Ora i ladri sono tornati a colpire il Maestro favoriti, ancora una volta, da una serie di fattori negativi che non dovrebbero assolutamente sussistere quando si tratta della tutela del patrimonio che fa della nostra Patria un unicum nel mondo intero.

La maggior parte delle opere ‘preferite’ dai malviventi sono in bronzo, seguite da quelle in ferro e in terracotta.

Da un primo sommario inventario risultano mancanti capolavori notevoli come: Olocausto 3, il bozzetto di una statua di S. Francesco, il bozzetto del Lancio del giavellotto, Il figliuol prodigo, Attesa 1, Attesa III, Mucca con vitello in paesaggio, tutte in bronzo; mentre con assoluto e dissacrante noncuranza sono state rubate anche alcune sculture in ferro che facevano parte della grande opera in ferro IHWH ovvero Il nome di Dio -scolpita in 28 giorni e presentata a S. Giovanni in Laterano il 26 gennaio 1999 per la quarta conferenza in preparazione del Giubile; grandioso lavoro comprendente le figure di Abramo, Giacobbe, Il sacrificio di Isacco, Sara.

Lo scultore non ha resistito allo choc ed è stato condotto in ambulanza al vicino Ospedale Pertini, dal quale è stato dimesso in giornata.

Le opere asportate, insieme con le grandi sculture in ferro e in bronzo fortunatamente scampate alla razzia, hanno fatto la storia di tutte le mostre più prestigiose alle quali lo scultore ha partecipato.

Per comprendere la gravità dell’accaduto , accenniamo ai i tratti più salienti della vita e del cursus honorum dello scultore, presidente onorario dell’ ANSI Associazione Nazionale Scultori d’Italia.
Nato nella patria del grande Arturo Martini, a Treviso, nel 1933, mostra fin dalla tenera età una forte vocazione artistica e, dal padre, maestro artigiano e scultore in ferro, apprende i segreti di un mestiere e di una tradizione antica.
Roma lo vede nel 1959 approfondire la sua formazione e diplomarsi all’Accademia delle Belle Arti sotto la guida di Emilio Greco del quale diviene prezioso collaboratore in opere di grande impegno.
Intraprende la docenza e diviene ordinario di cattedra in vari Licei Artistici e Istituti d’Arte della capitale fino al 1995.
Nena può vantare monumenti collocati in luoghi importanti e suggestivi come la monumentale statua della Madonna del Soccorso nei ruderi romani di Villa Jovis sul Monte Tiberio a Capri, la Resurrezione in ferro nell’Aula Magna dell’Augustinianum, e la Grande Quercia in ferro all’Ente ENPAIA all’EUR, il Cancello in ferro con decorazioni scultoree della Cappella Lituana nelle Sacre Grotte Vaticane, il "Cristo" in ferro della chiesa di Castagno d’Elsa, il "Cristo" in bronzo della chiesa del Carmelo a Terni e il Cristo "Lux Mundi" della Basilica di S. Maria del Popolo a Roma. A Sorrento, in piazza S. Francesco con una grande statua del Santo e una Maternità nei giardini comunali; due statue in bronzo ad Acireale e raffigurano un Cristo e il Ven. P.Allera, missionario francescano traduttore della Bibbia in cinese. La sua città natale lo onora collocando la scultura in ferro Il Figliuol Prodigo al Museo Bailo Nel 1995 partecipa con due sculture in ferro alla BIENNALE di Venezia. Seguono al Museo del Tesoro di san Pietro in Vaticano, una Madonna con Bambino e l’altorilievo "La Cena in Emmaus” ambedue in bronzo. Dal 1972 è Cavaliere della Repubblica per meriti artistici; è membro del Comitato d’Onore e del Consiglio Direttivo dell’E.I.P. (Ecole Instrument de paix), riconosciuta dall’UNESCO e dal Consiglio d’Europa.

Nelle foto il fratello di Nena nel laboratorio e l’ingresso di via del Frantoio


Dicci cosa ne pensi per primo.

Commenti