Federalberghi, il comune di Roma perde circa 55 milioni l’anno 

Novembre 2017: nella capitale occupato il 64% dei letti, nella Ue il 71%
Marco Rollero - 11 gennaio 2018

Quasi 55 milioni l’anno, solo per la tassa di soggiorno. È questo il calcolo effettuato del presidente di Federalberghi, Giuseppe Roscioli, su quanto le emergenze romane, possono impattare sulla scelta, soprattutto degli stranieri, di non venire nella Capitale. A Roma vi sono 100 mila letti negli hotel, ma la media di occupazione nell’ultimo anno (gennaio-novembre 2017) è stata del 71%: circa 30 mila posti non sono stati utilizzati. Poiché la tassa di soggiorno (la più alta d’Europa) va dai 5 ai 7 euro al giorno, questo significa un mancato introito quotidiano per il Campidoglio di 150 mila euro, che moltiplicati per un anno costituiscono il gruzzolo dei 55 milioni che il Comune non incassa.

E a guardare le cifre nei confronti di altre città si nota come la Capitale faccia fatica a tornare alle vette di anni precedenti: “Per esempio – spiega Roscioli – a novembre 2017 la media di occupazione delle camere nell’Ue è del 71%, mentre Roma è ferma al 64, scendendo di un punto rispetto al 2016”. Passando poi agli ultimi 11 mesi, Roma e Milano sono al 71% contro le grandi metropoli come Parigi (73), Amsterdam (81), Londra (82) e New York (86).

“I dati – aggiunge il presidente di Federalberghi- dimostrano quanto Roma potrebbe ancora crescere, ma i fallimenti di trasporti e raccolta rifiuti, oltre alla mancanza di decoro, incidono pesantemente, anche se la nostra città resta la prima nei desideri dei turisti. Le foto delle fermate del bus piene di gente in attesa e quelle dei cassonetti ricolmi fanno il giro dei social in tempo reale. È necessario quanto prima tornare alla normalità come le altre Capitali europee”.

Marco Rollero 


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