Emergenza voragini: si inizia con le macchine “tappabuche”

Il Comune di Roma ha censito 50 mila buche con l'obiettivo di chiuderle nel corso del prossimo mese, con uno stanziamento di 17 milioni di euro
Vania Garzillo - 6 aprile 2018

Le forti precipitazioni nel corso degli ultimi mesi, le perdite da parte di un sistema fognario spesso antiquato, ma anche le conseguenze delle attività dell’uomo nel corso di millenni di storia sono le cause principali che si nascondono dietro le voragini che si sono aperte recentemente lungo le strade di Roma.

A spiegarlo è il professore Antonio D’Andrea, preside della facoltà di Ingegneria Civile e Industriale dell’università La Sapienza.
“Il sottosuolo di Roma è un dedalo di gallerie prodotte nei secoli dall’asportazione di materiali da costruzione. Poi la città si è espansa costruendoci sopra strade ed edifici”, racconta D’Andrea.
Per quanto riguarda invece la cattiva qualità del manto stradale, spesso ridotto a un groviera di buche, è la riduzione dei fondi pubblici per la manutenzione a giocare un ruolo fondamentale.
“Nel 2008 furono stanziati 90 milioni di € all’anno per 10 anni – aggiunge il professore -. Lo stanziamento dell’anno scorso è stato di circa 26, praticamente un quarto a parità di estensione”.

Ad oggi, la lista delle strade non percorribili continua e l’allarme di apertura voragini rimane alto, inoltre fino al prossimo 30 aprile, per consentire i lavori di messa in sicurezza, non è consentito parcheggiare in via Tuscolana (dal civico 495 al 481) e nel quartiere Salario in via Rieti (dal civico 26 fino a via Velletri). Il nuovo elenco include pure: via Padre Reginaldo Giuliani, via Giannantonio Cavazzi e via Giovanni Marignolli alla Garbatella.

La sindaca Raggi sostiene che grazie all’utilizzo della macchina Tappabuche, da poco messa in uso, la situazione migliorerà molto veleocemente.

«Dopo l’eccezionale ondata di maltempo stiamo lavorando senza sosta per riparare le strade della nostra città. E per farlo più velocemente abbiamo messo in funzione la macchina Tappabuche». Lo scrive su Facebook il sindaco di Roma Virginia Raggi. «In questi giorni – aggiunge il primo cittadino – la vedrete in giro per Roma. È perfetta per riparare le buche piccole e profonde che si sono create a causa del ghiaccio che ha spaccato l’asfalto. Praticamente ricrea rapidamente i vari strati della strada, binder e tappeto d’asfalto, e riesce a trasportare cinque volte il carico di un normale camion. Si tratta di uno strumento in più per garantire il pronto intervento a tutela della sicurezza dei cittadini e della loro incolumità».

«Parallelamente – prosegue la Raggi – avanza l’operazione StradeNuove per il rifacimento integrale di lunghi tratti delle principali arterie cittadine con interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria. Tra le ultime strade su cui sono stati eseguiti lavori via di Ponte Salario, via del Foro Italico, circonvallazione Nomentana, piazza di Porta Capena, via Casal di Marmo, via Appia Nuova, viale Jonio, viale Ugo Ojetti e via Tuscolana».

 

La macchina Tappabuche era stata già testata nell’autunno 2016, ora verrà utilizzata nel programma di lavori varato dopo l’ondata di maltempo che ha aperto voragini in tutto il manto stradale cittadino. Il Comune di Roma, assieme ai Municipi, nei giorni scorsi ha censito 50 mila buche stilando un programma di lavoro con l’obiettivo di chiuderle nel corso del prossimo mese, con uno stanziamento di 17 milioni di euro.

Infine, in sinergia con tutti i Municipi verrà data precedenza al pronto intervento sulle buche formatesi a seguito delle precipitazioni degli ultimi dieci giorni. Per tale finalità il Campidoglio garantirà ulteriori risorse per intervenire sulle strade della Capitale: si prevede uno stanziamento complessivo di oltre 4,5 milioni di euro, per assicurare nelle prossime settimane l’operatività di squadre aggiuntive rispetto a quelle già a disposizione anche delle singole strutture territoriali.


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