Dolce e salato chiuso da un anno. Abusi insanabili o pastoie burocratiche

Il quartiere chiede il perché. Silenzio dalle istituzioni.
Federico Carabetta - 13 aprile 2018

Premettiamo che il caso del complesso bar-pasticceria Dolce e Salato su un giardino pubblico recintato di Colli Aniene, a piazzale Loriedo, all’epoca della sua apertura fu definito dalla municipalità un vantaggioso e perfetto connubio tra privato e pubblico.

Un connubio dove l’attività commerciale, insieme agli onori si assumeva l’onere di sostituire il Comune di Roma nell’assicurare la custodia, il decoro e la vivibilità di uno spazio verde pubblico che, prima desertico, doveva divenire l’emblema di un quartiere e di un intero quadrante della Città.

Questo bel connubio ha funzionato  ammettiamolo –  anche se con qualche pausa e riserva – per anni finché, inspiegabilmente, non si è rescisso unilateralmente. Da un anno infatti, la parte commerciale del patto è stata inibita dall’agire, mentre questa però continua imperterrita ad accollarsi gli oneri del giardino. Cosicché, mentre il bar-pasticceria rimane sigillato, il verde pubblico continua ad essere perfettamente godibile.

Stando così le cose, è naturale che i collianiensi e tutti i fruitori dell’esercizio, più passa il tempo e più continuino a chiedersi e fare congetture.. La domanda più asettica che tutti si pongono è sulle ragioni e su quanto gravi possano essere gli abusi perpetrati ai danni della collettività se il Comune di Roma ha preso così drastici e duraturi provvedimenti.

Provvedimenti che continuano da un anno a  penalizzare pesantemente sia il gestore di Dolce e Salato che i suoi dipendenti ora disoccupati, sia  un quartiere intero con tutta l’operosa umanità che vi orbita.

Ora poi che si attendono belle giornate, è ancora più sentita l’amputazione del bar con le sue risorse, qualità e comodità, dei suoi tavolini in quel tranquillo e decoroso giardino.

Il quartiere, di cui tutto si può dire fuorché che sia un dormitorio, ferve di vita, una vita non chiusa tra anziani che badano a bambini, ma da tutto un piccolo universo che ruota intorno agli operatori commerciali ed una miriade di altre più cospicue attività del settore terziario.

Questo piccolo universo, a sua volta, ha trovato in piazzale Loriedo il punto ideale per soddisfare ogni necessità ed ogni aspettativa. Proprio da quando anni fa – dopo più di un decennio di istanze ed attese – si schiusero i cancelli del bel giardino del piazzale con lo sfoggio di  una sinuosa piscina con cinque scroscianti getti d’acqua chiomati, una fontana più piccola con una cascatella a velo d’acqua e … il bar-pasticceria che è stato il garante di una con cura al limite del maniacale del verde e del paesaggio circostante.

Negli anni è successo che il giardino e la grande piscina, per vicende dalle origini non chiare e mai rese note nei particolari – ma certamente non attribuibili all’attuale municipalità – abbia avuto momenti di pausa. Tutto però prima o poi è stato superato.

Ora invece c’è un problema che ha portato addirittura alla chiusura del bar-pasticceria, un qualche cosa di oscuro, inquietante, in un garbuglio e che pare proprio non districabile.

Il nostro compito ora è di chiedere alla Presidente del IV municipio Roberta Della Casa che faccia luce sulla situazione.

Federico Carabetta

 


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