Comune di Roma, Municipio V e CTM insieme per la valorizzazione del territorio

Il Centro Teatrale Municipale riprenderà tra breve le sue attività per la nuova stagione 2018/2019
Olga Di Cagno - 10 settembre 2018

A volte nella mia vita l’unico posto in cui mi sento felice è quando sono sul palco.
(Bob Dylan)

Lavorare in teatro, frequentarlo, viverlo, amarlo (alcune volte addirittura odiarlo) ma soprattutto renderlo aperto a tutti, inclusivo è parte del percorso di valorizzazione culturale che il Centro Teatrale Municipale, in Viale Venezia Giulia, 50 presso la sala teatro dell’Istituto G.G. Belli propone da molti anni.

Si festeggia proprio in questo anno, in fatti, il decennale della nascita e della continua opera di impegno culturale sul territorio del V municipio, che ricordiamolo, è veramente ricco di numerose e magnifiche presenze culturali ed archeologiche (il secondo municipio con la maggiore presenza di vestigia oltre il centro storico) e di meravigliose realtà che quotidianamente, tenacemente, caparbiamente lavorano  per contribuire alla riqualificazione di questa parte della cosiddetta periferia est di Roma.

Il CTM (Centro Teatrale Municipale,) nasce nel 2008 dall’unione d’intenti tra l’associazione Ades, Istituto Comprensivo di Viale della Venezia Giulia e il Municipio V. Un sodalizio mosso dalla volontà di accorciare la distanza che separa il teatro dalla gente comune – nella consapevolezza che il rilancio della cultura si posa realizzare anche attraverso progetti, atti ed azioni concrete che, benché legate saldamente alle radici del territorio siano proiettate e si avviano verso il futuro.

Il CTM non si propone come un tradizionale ed elitario luogo della cosiddetta “intellighenzia radical chic”, al contrario, vuole essere un approdo artistico, corale e popolare (ovvero che coinvolge tutta la popolazione) all’interno del territorio.

Daniela Etitrei, regista e direttrice artistica del centro, definisce al meglio questa metodologia di lavoro: “Il Ctm è un luogo di partecipazione culturale e civile- di attenzione al disagio sociale – di contrasto all’esclusione. È un punto di riferimento che dà la possibilità di socializzare, di fare nuove conoscenze e sviluppare relazioni durevoli, che diffonde iniziativa, suggerisce collaborazione, si prende cura dei “sogni nel cassetto” – è un luogo in cui imparare insieme ad essere una comunità che si nutre di incontro – esperienze e attività condivise”.

Le attività, dunque, riprenderanno a brave, per avere maggiori e più dettagliate informazioni è sufficiente contattare l’Associazione Culturale ADES ai numeri

3388414238 – 3357055724, oppure inviare una mail all’indirizzo eritrei. daniela gmail.com

 

Olga Di Cagno

 


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