Commemorato Ugo Forno, ultimo martire della Resistenza romana

Il dodicenne che morì per impedire ai tedeschi di distruggere il ponte ferroviario sul fiume Aniene
di Federico Carabetta - 12 giugno 2013

Commemorato il 69° anniversario del sacrificio di Ugo Forno, studente romano di 12 anni che il 5 giugno 1944 impedì ai tedeschi di distruggere il ponte ferroviario sul fiume Aniene, a prezzo della sua giovane vita. Al Partigiano bambino è stata conferita dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, la Medaglia d’Oro al Merito Civile. La cerimonia si è svolta nel giardino di via Pietro Mascagni (all’incrocio con via Luigi Mancinelli) a pochi metri da dove Ugo Forno trovò la morte.

Nella tarda serata di domenica 4 giugno 1944 i fanti americani entrano nella Capitale mentre le truppe germaniche si ritirano verso Nord e si attestano nel triangolo formato da via Aurelia e Trionfale, Ponte Milvio, Monte Mario e la riva destra dell’Aniene fino a Ponte Mammolo e, su per la via Tiburtina, fino a Tivoli. Come da manuale le loro retroguardie cercano di impedire le avanguardie nemiche interrompendo le vie di comunicazione, nel nostro caso i ponti stradali e ferroviari nel Nord Est della Città. Il mattino successivo, mentre si festeggia l’arrivo imminente degli americani, in piazza Verbano si diffonde la notizia che i guastatori della Wehrmacht si preparano a minare la strada e il ponte sulla via Salaria per bloccarli.

UGO-FORNO-CON-LA-MADREUgo Forno è un bambino di 12 anni e abita in via Nemorense, Ughetto lo chiamano gli amici, quel fatidico 5 giugno 1944 è uscito presto di casa mentre la madre preoccupata gli raccomanda di far attenzione e di essere puntuale per il pranzo. Ughetto giunto in Piazza Verbano e ascoltate le notizie, si ricorda del fucile. È uno di quei moschetti 91 di quelli che i soldati italiani avevano abbandonati dopo l’8 settembre e che lui ha nascosto in una casa colonica lungo via Salaria.

“ I guastatori tedeschi stanno minando il ponte ferroviario sull’Aniene – urla al gruppetto di cinque ragazzi che gli si sono accodati vedendolo così esaltato – dobbiamo impedirglielo, perché ci debbono passare gli Americani, se avete delle armi venite con me, li colpiremo dalla collina della tenuta Senigallia (oggi il centro residenziale Prato della Signora) “. I ragazzi, armatisi anche loro, raggiungono il ponte della ferrovia Roma-Firenze di fianco alla Salaria. Lì vedono i guastatori tedeschi in tute mimetiche a chiazze e pantaloni giallo sabbia che piazzano cariche esplosive e le collegano ai fili elettrici dell’innesco.

I ragazzi li sorprendono con una scarica di fucilate costringendoli a mettersi al riparo interrompendo l’azione. Sempre capeggiati da Ughetto, stesi sul terrapieno e al riparo dietro una capanna di legno, scaricano senza sosta le loro armi sui soldati germanici che rispondono al fuoco e mentre si ritirano chiamano rinforzi via radio. I rinforzi non tardano e aprono a loro volta il fuoco con armi pesanti per coprire la ritirata dei commilitoni.

Il gruppetto di improvvisati combattenti non ha scampo e soccombe al fuoco tedesco. Il primo a cadere è Francesco Guidi, mentre Ugo urlando dirige il fuoco dei fucili sul fumo dei mortai; poi vengono feriti Curzi e Fornari; soccombe infine pure Ughetto Forno, colpito in pieno petto e alla testa. Dopo poco un i gappisti avvolsero il corpo di Ugo Forno in un tricolore e lo trasportarono, insieme ai tre feriti, nella clinica di via Monte delle Gioie. Francesco Guidi, 21 anni, non riuscì a sopravvisse alle ferite.

targa ugo fornoIl 5 giugno 2010, il ponte ferroviario sull’Aniene è stato dedicato ad Ugo Forno da RFI-Rete Ferroviaria Italiana. La Medaglia d’Oro al Merito civile attribuita a Ugo Forno reca questa motivazione: “Giovane studente romano, durante i festeggiamenti per la liberazione della città di Roma, appreso che i tedeschi, battendo in ritirata, stavano per far saltare il ponte ferroviario sull’Aniene, con grande spirito di iniziativa, si mobilitava, unitamente ad altri giovani, e con le armi impediva ai soldati tedeschi di portare a compimento la loro azione. Durante lo scontro a fuoco veniva, tuttavia, colpito perdendo tragicamente la vita. Fulgido esempio di amor patrio ed encomiabile coraggio”.

L’Ambasciata U.S.A. ha diffuso una nota ufficiale che rende onore alla memoria di Ugo Forno e invita le nuove generazioni a non dimenticare il suo esempio.


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