Case Ater Morandi: il complesso si sta… sgretolando

Pavimenti saltati, caduta calcinacci dai prospetti dei balconi, allagamenti di acque fognarie
Alessandro Moriconi - 22 maggio 2018

Case Ater Morandi caduta calcinacciIl complesso di case popolari Ater in viale Giorgio Morandi, privo da anni delle più elementari opere di manutenzione, si va ormai sgretolando e a ben poco servono le segnalazioni e le denunce fatte dagli inquilini e dal CdQ Morandi Cremona.

Pavimenti saltati in moltissimi punti, rappresentano vere e proprie trappole per l’incolumità dei residenti, in particolari gli anziani. Prospetti di balconi in cemento armato che si vanno letteralmente sgretolando e che costringono a posizionare transenne per impedire il passaggio e quindi aevitare che parti anche pesanti di cemento rovinino sulla testa dei passanti.

Da ultimo, ma non per questo meno serio, la fuoriuscita di liquami dalla rete fognaria, gravata, come ha denunciato un ingegnere dell’Ater, da allacci non autorizzati realizzati dalle numerose famiglie che da anni anno trasformato i locali commerciali presenti nell’area centrale del complesso, in altrettanti alloggi di fortuna.

Le recenti piogge insieme al problema degli allacci ci hanno costretto addirittura a chiudere per qualche giorno il CSA Morandi, ci ha detto il presidente del Centro Elvio Macario, “avevamo tutti i locali sottostanti allagati e con un puzzo terribile e solo le nostre denunce e proteste hanno fatto sì che l’Ater abbia mandato l’Autospurgo i cui lavori sono durati fino all’una di notte”.

Ci rendiamo contro delle difficolta economiche dell’Ater nell’eseguire sia la manutenzione ordinaria che straordinaria, ha continuato Elvio Macario, ma è tempo che la Regione finanzi progetti di recupero al fine di evitare che prima o poi qualche inquilino, dei 509 alloggi realizzati nel lontano 1978, rimanga ferito dalla caduta non certo accidentale di parte del manufatto.

Ormai le elezioni per il rinnovo del Consiglio Regionale ci sono state e quindi i residenti si aspettamo dall’amministrazione Zingaretti un segnale forte che metta nell’agenda dei lavori un’azione di recupero del complesso residenziale “di certo – dice Macario – non possiamo continuare a finire sulle pagine dei giornali e nelle trasmissioni televisive, per far valere innanzitutto il nostro diritto a non vivere tra i liquami e con il rischio di finire con un blocco di cemento in testa!”.


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