Arcigay visita il Museo della Liberazione in omaggio alla Resistenza romana

Marrazzo: "Oggi, più che mai, ha senso ribadire il concetto di libertà!"
di Simone Gentile - 25 aprile 2015

Giovedì 24 aprile, alla vigilia del 70° anniversario della Liberazione dal nazifascismo, il museo di via Tasso ha ricevuto una visita insolita. L’associazione Arcigay Roma insieme ai giovani del Gay Center di via Nicola Zabaglia hanno reso omaggio alla memoria dei detenuti dell’ex carcere e alla Resistenza romana, protagonista di spicco nella lotta di liberazione nazionale. A guidare i giovani nelle stanze dell’edificio è stata la dott.ssa Elisiana Fratocchi, una giovane ricercatrice di Resistenza a Roma e di scritture clandestine di quegli anni di guerra.

La visita è stata un’occasione, per i giovani del Gay Center e non solo, per approcciarsi diversamente alla Storia e soprattutto a una storia che è intimamente legata a quella della città di Roma. Il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo, ha voluto così spiegare la ragione dell’iniziativa: «Ricordare la Liberazione dalle forze nazifasciste, a 70 anni di distanza, è ancora fondamentale. Per questo abbiamo scelto di visitare il Museo della Liberazione a Roma con i giovani di Gay Center e Arcigay Roma proprio per mantenere viva anche nelle nuove generazioni l’importanza di questa data».

museo via tassoMarrazzo ha poi continuato sul significato della fine dell’oppressione «che aveva imposto una limitazione individuale per diverse categorie di persone. Gli omosessuali furono destinati al confino sulle isole Tremiti e ad Ustica, subendo ammonimenti, licenziamenti e punizioni corporali. Per molti di loro, anche dopo il 25 aprile, continuò la derisione, la discriminazione e l’isolamento sociale. Oggi, più che mai, ha senso ribadire per questo il concetto di libertà, come continuo ottenimento di dignità e rispetto».

La Fratocchi ha, da parte sua, puntualmente messo in luce quanto i valori che ispirarono la Resistenza prima e la guerra di Liberazione poi, siano oggi ancora validi e indispensabili nella vita civile: «la Resistenza è stata ricordata spesso, nei vari 25 aprile, più come una celebrazione religiosa, come un rito da officiare. La liberazione per essere parte del presente chiede di essere conosciuta nel periodo storico che l’ha generata. E solo un impegno conoscitivo oggi e sempre può rappresentare un antidoto di ferro alla trasformazione in retorica degli alti valori partigiani».

L’Italia è stata liberata, ma alcune comunità evidentemente attendono ancora la propria “liberazione”, continuando imperterrite la loro “resistenza”.


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