Un innovativo sistema di raccolta differenziata con micro isole ecologiche di prossimità

Ecco come funziona il Sistema Cermar ideato da Agapito Cerroni e Alberto Margani
Enzo Luciani - 30 maggio 2012

La vigente normativa sui rifiuti solidi urbani ha come priorità la riduzione dei rifiuti alla fonte (prevenzione), seguita poi dal riuso, dal riciclo, dalla termovalorizzazione e in ultimo dallo smaltimento in discarica (in verità più come trattamento finale per i residui delle soluzioni precedenti). Lo strumento per raggiungere la riduzione dei rifiuti da conferire in discarica è un sistema di raccolta differenziata, che viene per lo più attuato in due modalità:
– con cassonetti stradali, di vario numero e colore a seconda di cosa si vuole differenziare;
– con ritiro “porta a porta”, presso il domicilio dell’utente delle varie frazioni di rifiuti.

In entrambi i sistemi vengono però omesse alcune tipologie di rifiuti urbani che sono pericolose perché costituite da sostanze nocive per l’uomo e per l’ambiente e che quindi vanno raccolte separatamente. Tra queste troviamo i farmaci, le batterie delle auto, le pile, i toner, gli oli sia quelli per i motori che quelli da cucina, gli pneumatici, i rifiuti da apparecchiature elettriche ed elettroniche (denominati RAEE) e altre tipologie di rifiuti domestici denominati “atipici”.

Per queste tipologie, ci si affida ad alcune soluzioni di raccolta che variano molto tra comune e comune e che spesso non hanno sufficiente diffusione sul territorio. Perciò i rifiuti urbani pericolosi troppo spesso finiscono nei cassonetti stradali ponendo il problema della loro effettiva assimilazione agli urbani stessi.

L’innovazione

Obiettivo della ricerca di Agapito Cerroni e Alberto Margani è la proposta di un innovativo sistema di intervento per la raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani, principalmente per quelle tipologie pericolose non conferibili né nei cassonetti stradali, né in un’alternativa modalità “porta a porta”.

Fulcro di tale sistema sono le “micro isole ecologiche” che, diffuse sul territorio, costituiscono una rete di punti di conferimento “di prossimità” dove i cittadini possono portare determinate tipologie di rifiuti.

Le micro isole ecologiche di prossimità

La tipologia d’intervento che viene proposta consiste nell’individuare tali aree di conferimento presso alcuni soggetti privati e/o pubblici che dispongano di spazi adeguati (es. grande distribuzione, autorimesse, distributori, impianti sportivi o di altra natura, etc.) dove allestire le “micro isole ecologiche di prossimità” per le tipologie di rifiuti coerenti con l’attività commerciale o le finalità del soggetto che offre l’area.

Essendo collocate in strutture già presidiate per lo svolgimento dei propri fini commerciali, le “micro isole”,  non richiedono personale addetto alla ricezione o alla custodia dei rifiuti, con evidenti vantaggi sia in termini economici che di sicurezza, fatto salvo un monitoraggio periodico da parte del gestore del servizio ambientale. Va anche sottolineato come spesso le attività che dispongono di ampie superfici, quelle destinatarie di questo intervento, paghino per tale peculiarità un’elevata tassa/tariffa in relazione ai rifiuti urbani effettivamente prodotti.

I soggetti coinvolti nell’iniziativa saranno incentivati con una riduzione della tassa/tariffa in cambio del servizio svolto, creando una convergenza di interessi con la collettività. E’ possibile ipotizzare dei vantaggi anche per gli utenti che possono consistere o in riduzioni della tassa, o in forme di punti/tessere fedeltà da spendere presso lo stesso gestore dell’isola o presso altri soggetti con forme di co-marketing.

Nel caso della grande distribuzione si può anche ipotizzare una forma di circuito chiuso dove alcune tipologie di rifiuti urbani vengono restituite, come reso, proprio laddove sono state acquistate come beni nuovi; anche in tal caso dietro forme di incentivazione economica tipo buoni spesa o altro.

Per la raccolta dei rifiuti così differenziati sarà sufficiente attrezzare degli spazi con dei contenitori o con degli “scarrabili” a seconda della tipologia di rifiuto da smaltire. Il materiale conferito potrà essere così indirizzato:a) verso una piattaforma attrezzata al recupero, b) verso i riciclatori, c) verso i consorzi obbligatori di filiera.

Sarà in ogni caso necessario stipulare in precedenza degli accordi per collocare le materie seconde che verranno prodotte.

In questa nuova modalità di raccolta differenziata gli utenti potrebbero arrivare al conferimento dei rifiuti anche con la propria autovettura in modo più facile e rapido, vista la diffusione sul territorio comunale delle tipologie commerciali considerate e il diffuso utilizzo dell’automobile per gli spostamenti quotidiani.

I centri di raccolta saranno identificati attraverso insegne metalliche comunali poste agli ingressi carrabili e pedonali.

Portando all’estremo l’applicazione del sistema delle “micro isole ecologiche di prossimità”, si potrebbe ipotizzare un coinvolgimento ancora più esteso per i cittadini, specie nei municipi più decentrati, con un conferimento diretto di qualunque rifiuto differenziabile in apposite aree attrezzate, o dietro un piccolo compenso come si faceva per i vuoti delle bottiglie decenni orsono o dietro un’apprezzabile riduzione della tassa/tariffa dei rifiuti.

Di enorme importanza per il successo di un tale progetto, che vede la partecipazione attiva dei cittadini, sono le iniziative per la sensibilizzazione e l’informazione.

Una capillare campagna di comunicazione dovrà spiegare ai cittadini il nuovo servizio. A tal fine si possono coinvolgere gli amministratori di condominio e le associazioni di volontariato e di assistenza in grado di dare a tutti i condòmini, in special modo agli anziani e alle persone svantaggiate, tutte le necessarie istruzioni formalizzate dall’ente territoriale locale.

Tra i pregi, va inoltre annoverato il rafforzamento dell’immagine aziendale per i soggetti partecipanti all’iniziativa. Un siffatto intervento rientra sicuramente nelle prerogative e nelle capacità operative delle grandi aziende per l’ambiente, spesso pubbliche, configurando una convergenza di interessi tra tutti gli attori chiamati ad attuarlo. Vista, inoltre, la rilevanza sociale e i soggetti istituzionali coinvolti, Comuni, Associazioni, GDO, tale intervento non può prescindere da un capofila pubblico, anche per le modifiche e/o le innovazioni normative che si rendessero necessarie per l’attuazione di un tale sistema di raccolta differenziata con micro isole ecologiche di prossimità. 

Per ulteriori informazioni cell 3484419492

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