Tutte le strade partono da Roma… e percorrono anche l’antica Via Praenestina

Olga Di Cagno - 13 novembre 2017

Tutte le strade partono da Roma è un progetto, realizzato in collaborazione tra l’Associazione Culturale Omnia Urbes e l’Associazione L’Incontro, che propone la divulgazione e la conoscenza delle antiche strade romane e dei territori. Il progetto prevede che, al termine di quattro incontri svolti all’interno dei locali messi a disposizione dal Centro Culturale Lepetit, il quinto si svolga lungo le strade appena conosciute percorrendone un tratto e scoprendo piccoli/grandi tesori che ancora oggi possono trasmettere emozioni.

Via Gabina, Via Praenestina, Via Prenestina tre nomi per individuare un unico tracciato stradale che oggi ha svelato due piccoli/grandi tesori poco conosciuti ai più ma molto studiati e amati da coloro che ne riconoscono il valore culturale.

Nella mattinata dell’11 novembre 2017, l’antica Via Gabina, oggi conosciuta come Via Prenestina, ha permesso ad un gruppo di camminatori della storia di procedere indietro nel tempo fino al secolo passato quando uno tra i più grandi geni assoluti dell’architettura e dell’ingegneria edile, Pier Luigi Nervi, progettò il complesso industriale dell’Autorimessa ATAC di Tor Sapienza.

Poter entrare all’interno del deposito e ammirare le strutture, poter osservare le attività che sono alla base del mantenimento del parco dei mezzi dell’Atac, è stato possibile solo grazie alla fattiva collaborazione dell’ufficio Direzione Comunicazione e Relazioni Istituzionali che ha permesso la realizzazione di questa visita come già accaduto nell’aprile del 2016.

In quell’occasione, su questo giornale, è stato pubblicato un esaustivo articolo che racconta della visita (Il deposito ATAC di Tor Sapienza apre le porte e si mostra in tutta la sua bellezza, 18 aprile 2016) e propone una rapida, ma attenta, analisi del sito.
Terminata la narrazione di una Roma periferica in pieno sviluppo edile ed industriale, percorrendo un altro salto indietro nella storia, il gruppo ha potuto ammirare il sito archeologico di Casa Rossa, un’area sepolcrale romana datata al II secolo d.C.., visibile a tutti ma visto da pochi.

Emozione, stupore, ammirazione queste le sensazioni che i fortunati visitatori hanno potuto sperimentare.

Emozione, stupore, ammirazione e triste consapevolezza di sapere che in questa porzione della capitale, in questa periferia, esistono numerosi ed affascinanti luoghi e siti che, però, purtroppo, spesso non sono conosciuti e altrettanto spesso non sono valorizzati.

Olga Di Cagno


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