Spazi900: nuovo allestimento tra inediti e multimedialità

Si amplia il museo letterario della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma con installazioni multimediali e documenti inediti di Svevo, Montale, Saba e de Pisis
Redazione - 13 novembre 2017

Gli inediti di Svevo, Montale, Saba e de Pisis, la sceneggiatura del film di Benigni La vita è bella, scritta con Cerami, le prime poesie di Penna. Sono questi i pezzi più preziosi in mostra nel nuovo allestimento di Spazi900, il primo museo permanente in una biblioteca pubblica dedicato alla letteratura italiana del Novecento, che valorizza e rende accessibili al grande pubblico le raccolte letterarie contemporanee della BNCR, ideato e progettato dal Direttore Andrea De Pasquale, curato da Eleonora Cardinale.

L’apertura del nuovo Spazi900 si festeggerà lunedì 20 Novembre 2017 (a partire dalle ore 16) con Il tuo ’900, una lettura-performance in cui poeti, scrittori, studiosi, giornalisti, studenti e amici della biblioteca prenderanno liberamente il microfono per leggere ad alta voce un frammento dei loro “autori del cuore” del Novecento. Alla performance hanno già aderito Silvia Bre, Maria Grazia Calandrone, Claudio Damiani, Elio Pecora, Fabio Pedone, Gilda Policastro, Gabriella Sica, Alberto Toni.

I due fulcri principali di Spazi900 dedicati a Elsa Morante e Pier Paolo Pasolini si arricchiscono con due installazioni multimediali “narranti”, progettate e realizzate da Kaos Produzioni, che fondono i contenuti con l’ambiente, i suoni e le visioni, aprendo una finestra sui luoghi e i tempi dei due grandi autori. Dal corridoio d’ingresso, un percorso sonoro e visivo fatto di incipit tratti dalla letteratura italiana del Novecento accompagna i visitatori ai due ambienti.

Novità assoluta del nuovo allestimento sono le due Gallerie degli scrittori con documenti autografi, prime edizioni e ricostruzioni d’epoca: la prima Galleria sulla prima metà del Novecento, introdotta dallo spazio dedicato a Grazia Deledda, si apre con d’Annunzio e prosegue con Pirandello, Svevo, i futuristi, Onofri e de Pisis, Sbarbaro, Ungaretti, Saba, Montale e Quasimodo. La seconda Galleria, dedicata alla seconda metà del secolo, prende avvio con i quadri di Carlo Levi, nella sua duplice veste di pittore e scrittore, e prosegue con scrittori e poeti amici di Pasolini: Moravia e Ginzburg, dell’Arco, Bertolucci, Caproni e Penna, e prosegue, in direzione del nuovo secolo, con Vigolo, i Novissimi, Fortini, Giudici e Zanzotto, Calvino, Cerami, Rosselli e Bellezza. Completano il percorso i due focus Storie di un viaggiatore: Stanislao Nievo e Poeti, artisti, editori: il ’900 composto a mano.

L’allestimento del nuovo percorso è stato reso possibile grazie a un’attenta e mirata politica di nuove acquisizioni del patrimonio letterario novecentesco portata avanti a partire dal 2015. Di notevole rilievo appare la donazione da parte di Graziella Chiarcossi dell’archivio di Vincenzo Cerami, che sarà siglata in occasione dell’inaugurazione del museo. La Biblioteca già conserva il dattiloscritto del romanzo Il borghese piccolo piccolo che presenta correzioni autografe e note manoscritte dello stesso Pasolini, insieme al quale sarà esposto il manoscritto de La vita è bella.

Tra gli acquisti più notevoli in esposizione spiccano quattro brevi racconti inediti raccolti sotto il titolo Storie di un uomo rispettabilissimo, tra gli ultimi scritti di Italo Svevo, riemersi tra il materiale preparatorio della conferenza su James Joyce, che egli tenne a Milano l’8 marzo 1927. Di Eugenio Montale sono state acquistate 12 lettere inedite che egli scrisse tra il maggio 1927 e il marzo del 1930 a Pietro Mastri, autore della raccolta poetica del 1927 La via delle stelle, recensita da Montale su «La Fiera letteraria». Oltre alla presenza di puntuali rilievi critici sui versi di Mastri, le lettere sono significative per i riferimenti relativi alla preparazione della seconda edizione degli Ossi di seppia (Torino, Ribet, 1928) e per le considerazioni sulla poesia e sull’ambiente letterario del tempo.

Il nome di Umberto Saba è protagonista di un notevole acquisto: il manoscritto autografo di una delle poesie più celebri del poeta triestino, A mia moglie, in una stesura inedita che presenta numerosi versi cassati e riscritti rispetto a quella definitiva pubblicata nell’edizione del 1911 delle Poesie e poi nel Canzoniere del 1921. Lo stesso Saba racconta la particolare genesi della poesia in Storia e cronistoria del Canzoniere e la reazione non positiva di Linuccia Saba alla lettura della poesia che infatti subì dei cambiamenti, come mostra in modo evidente questa stesura.

Di notevole rilevanza è un diario inedito di Filippo de Pisis che permette di ricostruire uno dei momenti più intensi e coinvolgenti della sua esperienza esistenziale, che rimanda al suo approccio alla metafisica dal punto di vista letterario e umano. Il diario contiene inoltre un importante gruppo di lavori redatti a Roma, tanto organico e coerente da costituire una notevole aggiunta alla mole degli scritti raccolti nel libro Roma al sole.

Di estrema rarità – nessuna biblioteca statale lo conserva – è l’acquisto di Versi intimi, il primo volumetto di poesie di Sandro Penna, pubblicato da Umberto Saba (Trieste, Ed. La Libreria Antica e Moderna), come egli stesso dichiara in una lettera del 23 novembre 1932 al poeta: «Ho copiato le tue nuove poesie in un fascicoletto che ora gira per le mani dei miei amici. Tutti quelli che l’hanno letto, Stuparich, Giotti e altri che non conosci, sono rimasti entusiasti».

Rilevante anche il corpus di manoscritti acquistati da Elio Pecora, tra i quali sono presenti quelli di Dario Bellezza e le lettere di Amelia Rosselli.

Si tratta di un percorso in movimento, uno tra i possibili, che permette al suo interno di svilupparne molti altri, da cui prendono vita numerose attività di valorizzazione. Al tempo stesso il museo vuole essere un punto di riferimento per gli scrittori contemporanei nel riconoscere nella Biblioteca un luogo idoneo alla conservazione delle loro carte.


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