Roma da incubo sotto la pioggia: la capitale in tilt per il maltempo

Il temporale si è abbattuto domenica 5 novembre con la consueta violenza e senza nessuna misura di sicurezza
Vania Garzillo - 7 novembre 2017

Roma si conferma la peggiora città d’Europa dove vivere in caso di pioggia.

E’ quello che afferma il Codacons, dopo i disagi registrati a seguito del temporale di domenica 5 novembre 2017.
“Sono bastate due ore di pioggia per mandare in tilt strade, viabilità, trasporti e stazioni e provocare allagamenti con conseguenti disagi per gli utenti – spiega nella nota il Presidente Carlo Rienzi. Non ci vuole molto per capire che la capitale è il luogo peggiore in Europa dove vivere in caso di maltempo perché non in grado di garantire i servizi basilari ai cittadini.

A quanto pare, non sono bastati gli avvertimenti e le previsioni dei giorni precedenti sul temporale per evitare  l’ennesimo incubo dei giorni di pioggia ai romani.

Commenta anche l’onorevole Paola Binetti, Udc: “Non era difficile prevedere le emergenze esplose a Roma in queste ore: non era difficile ma sembra davvero che i decisori politici della città non ci abbiano pensato. Il temporale si è abbattuto sulla capitale con la consueta violenza e senza nessuna misura di sicurezza. Sono già allagate le case vicino al ponte della musica e gli abitanti sono sopraffatti dai rigurgiti che salgono dalle fogne. Non potrebbe essere altrimenti, perché sono state costruite sotto il livello del Tevere e immancabilmente si allagano se i tombini non ce la fanno a drenare l’acqua che cade”.

Come ogni volta, infatti, si è presentato il solito scenario: sottopassi in versione laghetto, foglie che si affastellano sulle grate otturate del fango, la pulizia fantasma dei tombini. Quante amministrazioni ancora ci vorranno per cercare, almeno in parte, di risolvere il problema, di correre ai ripari, di mettere in campo delle misure di tutela e di rendere più vivibile l’ambiente dove si vive.

Di fatto, ad oggi, dei 70 mila chiusini sparpagliati sul territorio della Capitale, meno di 1 su 10 è stato ripulito. Qualche intervento c’è stato, quindi, ma è una goccia nel mare, considerando che la città è fatta di chilometri e chilometri di strade.
La Sindaca sostiene che seguire le procedure richiede tempo ma anche gli interventi effettuati finora appaiono riduttivi e deboli, come quando a fine agosto si parlava di pulizia di caditoie e bocche di lupo, pianificati dal Comune di Roma, per prevenire gli allagamenti in vista delle piogge autunnali. Poi, due settimane dopo, al primo acquazzone la città si ritrovò allagata più o meno come al solito.

Anche la manutenzione del verde procede a singhiozzo. Per ora sono partiti solo gli interventi di monitoraggio e di  messa in sicurezza degli alberi più pericolosi mentre per l’emergenza si sfornano mini affidamenti sotto la soglia comunitaria.

Grillo lo aveva detto: Lagos è la città modello da seguire. La Raggi esegue e ha iniziato ad allagare tutto”. Lo scrive su Twitter il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, mettendo a confronto le foto della baraccopoli di Makoko a Lagos in Nigeria e degli effetti del maltempo a Roma.

Grazie all’associazione Bernacca Onlus pubblichiamo di seguito i dati di alcuni accumuli pluviometrici registrati durante la giornata del 5 novembre 2017.

Fiumicino Maccarese 100,0 mm
Roma Fiumicino 59,6 mm
Pineta Sacchetti 43,7 mm
Tor de Schiavi 40,8 mm
Monteverde 39,4 mm
Torre Spaccata 37,2 mm
Tor Tre Teste 36,2 mm
Lanciani 34,9 mm
Ponte di Nona 31,2 mm
Collegio Romano 28,2 mm
Guidonia 28,2 mm
Serpentara 26,4 mm
Giustiniana 25,6 mm


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