Molti si chiederanno come mai, vista la mole di argomenti di interesse del Municipio, mi soffermi tra i primi argomenti su quello del randagismo. Credo invece che sia giusto scrivere qualche riga per fare chiarezza sull’argomento.
Nelle scorse settimane alcuni cittadini hanno segnalato il “pericolo” dato dalla presenza, in alcune aree specifiche del quartiere di Colli Aniene, di alcuni cani randagi, i quali hanno raggiunto alcuni podisti abbaiando ripetutamente in direzione degli sportivi.
Viste le segnalazioni, abbiamo ritenuto doveroso incontrare l’Ufficio Diritti degli Animali (UDA) del Comune, al fine di verificare quali siano le procedure previste in questi casi.
I responsabili dell’UDA ci hanno ricordato, a scanso di equivoci, il Regolamento Comunale sulla Tutela degli Animali, approvato dal Consiglio Comunale all’unanimità il 24 ottobre 2005 ed in vigore dal 9 novembre dello stesso anno.
All’interno di tale Regolamento, il Sindaco Veltroni ha voluto che fosse presente un articolo a tutela dei cosiddetti “randagi”, al fine di non destinarli a sicura reclusione a vita in canili; tale articolo (art.33) parla infatti dei “Cani liberi accuditi”, identificandoli con quei cani di cui associazioni o privati cittadini si prendono cura abitualmente pur non potendoli prendere nelle loro case.Â
Per tali cani sono previste la vaccinazione e la sterilizzazione gratuita da parte della ASL territorialmente competente; inoltre vengono forniti di medaglietta obbligatoria su cui è riportata la scritta “cane libero accudito” nonché il telefono ed i dati del cittadino/associazione che abitualmente si occupano di essi.
Va sottolineato che tale possibilità non è concessa a tutti i cani, ma solamente a quelli che risultano idonei, ovvero che non presentano una personalità tale da costituire un reale pericolo per i passanti.
Tutto ciò per sottolineare che, nel caso in cui ci fossero dei cani randagi, non sempre bisogna riservare loro un destino di reclusione a vita in un canile, ma è possibile con poco sanare una situazione di irregolarità , con una vaccinazione che garantisce i passanti su qualsiasi pericolo e con una sterilizzazione che consente la non proliferazione continua di tali animali.
EÂ se l’unico problema rimanente dovesse essere quello di assistere ad un cane che abbaia al vostro passaggio, a livello personale (ma non dovete essere d’accordo con me) credo che questo non debba costituire un fondamento di intransigenza nei confronti di animali che non hanno avuto la fortuna di trovare dei padroni stabili.
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