Il numero dei nuovi italiani supera quello degli sbarcati

Redazione - 29 ottobre 2017

Secondo i dati diffusi dalla fondazione ISMU le acquisizioni di cittadinanza italiana sono costantemente aumentate negli ultimi anni: siamo passati dalle 35.260 del 2006 fino alle 201.591 del 2016. L’unico anno in cui si è registrata una battuta d’arresto è stato il 2011, quando soltanto 56.147 persone hanno ottenuto la cittadinanza italiana a fronte delle 65.932 dell’anno prima. Anche il numero degli stranieri è progressivamente aumentato negli ultimi anni: nel 2006 erano 2.419.483, nel 2017 invece sono 5.047.028.

È da sottolineare che l’Italia risulta il primo paese in Europa per numero di acquisizioni di cittadinanza nel 2015, giudicato l’anno più recente a cui fare riferimento per un confronto omogeneo tra i vari Stati coinvolti nell’indagine. In Italia la cittadinanza è stata concessa a 178.035 stranieri, contro i 118.000 del Regno Unito, i 114.351 della Spagna, i 113.608 della Francia e i 110.128 della Germania. Per gli altri paesi parliamo di numeri molto più bassi, che scendono al di sotto delle 50mila unità.

Negli ultimi dieci anni in Italia sono state registrate 956mila acquisizioni di cittadinanza. Sommando questa cifra ai 5 milioni di stranieri attestati nel 2017, possiamo confermare che sul territorio italiano ci sono circa 6 milioni tra residenti stranieri e altre persone che hanno un recente passato con cittadinanza non italiana. Un altro aspetto rilevante è che il numero delle persone che hanno acquisito la cittadinanza supera quello degli sbarcati. Questo fenomeno è stato sempre costante negli ultimi quindici anni, ad eccezione del 2002, 2011 e 2014. E così anche nel 2016, quando in Italia sono sbarcate 181.436 persone, mentre sono stati registrati 201.591 nuovi italiani.

Tra questi le nazionalità di origine più rappresentative sono quelle albanese e marocchina. Meno rilevanti invece quelle asiatiche poiché, nonostante si parli di tante persone in termini di popolazione residente, soltanto pochi scelgono di diventare cittadini italiani, in quanto per molti di loro non è giuridicamente ammessa la doppia cittadinanza. Tra i nuovi cittadini, per quanto riguarda il genere, gli uomini costituiscono il 51%, le donne il 49%. Inoltre si tratta principalmente di persone che hanno meno di 20 anni. Infine, l’ultimo dato utile, è quello relativo alla localizzazione geografica di queste persone. Il maggior numero di acquisizioni di cittadinanza è stato registrato in Lombardia, seguita dal Veneto e dall’Emilia Romagna.


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