Musica barocca a Sant’Andrea della Valle

Cinque cori per il Gloria di Vivaldi nel cuore della Capitale
Gemma Manoni - 10 maggio 2017

Riceviamo e pubblichiamo

Un concertone, decisamente un concertone! Non riesco a trovare un altro vocabolo per meglio definire l’esibizione di domenica 7 maggio 2017 nella Basilica di Sant’Andrea della Valle.

La chiesa ci accoglie con la sua magnificenza, oserei dire con la sua opulenza; splendente di ori, non un centimetro quadrato lasciato senza ornamento, affreschi stupefacenti, financo del Domenichino, ad adornare l’alta volta, l’abside, il presbiterio, il transetto; un tripudio di barocco che fa della basilica una delle massime espressioni dell’arte del XVI secolo a Roma, con la sua colossale cupola, all’epoca seconda in altezza solo a quella di San Pietro.

Immersi in questi capolavori, soggiogati da tanta bellezza come potevamo non aggiungere, in una perfetta fusione delle arti con cui l’uomo è capace di esprimersi, pittura, scultura, architettura, arti decorative, riunite in un unico meraviglioso edificio, anche la nostra arte, la MUSICA?

E che musica sia!

Si inizia con il concerto RV531 di Vivaldi eseguito magistralmente da due giovanissimi talenti, Mattia Geracitano e Patrizio Parillo al violoncello, uno strumento che possiede una estensione di frequenze così simile alla voce umana da sembrare quasi che canti.

E’ poi la volta della corale polifonica Città di Anzio, diretta dal maestro David Masci, che esegue un maestoso Hallelujah di Handel.

A seguire, il coro polifonico Terra Betinga, sotto la direzione del maestro Paolo Pacini, ci fa ascoltare uno struggente Ave Verum di Mozart e un Exultate Justi di L. da Viadana..

Il pubblico applaude con calore, poi torna ad essere attento, silenzioso in attesa del momento clou del concerto.

Si riuniscono ben cinque cori: oltre ai due già citati, ci sono il coro Sonero sostenibile FAO preparato dalla maestra Carolina Leon Paez, il coro Arké preparato dal maestro Giovanni Cernicchiaro, e il coro Accordi e Note preparato dal maestro Roberto Boarini.

Il valente primo violino Giulia Pavan accorda sul suo “la” gli strumenti dell’orchestra che accompagna i cinque cori.

L’orchestra, che si avvale della bravura e della abilità del giovane pianista Emanuele Rizzo, è quella del centro culturale Lepetit che ha organizzato, grazie alla capacità e alla perizia della sua presidentessa Palmira Pasqualini, questo grandioso incontro corale.

Cori, orchestra e le due incantevoli voci soliste di Grazia Neri e di Serenella Fanelli, si accingono ad eseguire il Gloria di Antonio Vivaldi, una delle pagine più conosciute e avvincenti del compositore veneziano.

A dirigere questo fantastico concerto, con grande professionalità e maestria, è il maestro Roberto Boarini.

Non c’è ansia, non c’è tensione in quel respiro profondo prima del tuffo, ma attesa serena che il gesto del maestro dia inizio alla trasformazione di quella enorme energia potenziale, che chiaramente percepisco, in energia cinetica!

La cinesi, il movimento di una miriade di onde sonore prodotte da più di 150 ugole, dalle corde dei legni, dalle ance dei fiati, dalle lamelle del clavicembalo; onde sonore che si fondono in un unicum armonioso e si amalgamano in una perfetta sintonia tra cori e orchestra.

La chiesa è gremita sino all’inverosimile, con parecchie persone in piedi, tutte catturate da quella immensa, bellissima vocalità che il possente coro e l’orchestra hanno saputo generare; ed è una esplosione di applausi!

Il maestro ci sorride e ci ringrazia come se il risultato strepitoso, strabiliante non fosse dovuto anche, anzi soprattutto, alla sua direzione attenta e puntuale che ha generato quella complicità tra coro e orchestra che si è tradotta in una prestazione davvero di grande livello.

E finalmente noi del coro Accordi e Note abbiamo l’onore e soprattutto il piacere di cantare il Gloria sotto la direzione del nostro maestro che, dopo un periodo di studio intenso, ce lo aveva fatto eseguire sotto la direzione di altri maestri. Ed è una vera gioia cantare con e per lui!

Il rapporto di profonda stima e di tenero affetto che ci lega a Roberto, rende il nostro canto gioioso e allegro, scioglie la tensione della prestazione e sento chiaramente che ciascun componente del coro di cui faccio parte sta dedicando al maestro il suo canto per la nostra e la sua………….Gloria!

 

Le foto sono di Franco Giorgi


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