Mistica: i privati valorizzano, il Comune non usa i propri spazi

Accanto al nuovo Centro commerciale di Mistica continuano ad esistere spazi comunali abbandonati
Sergio Scalia - 13 novembre 2017

Nelle scorse settimane sono iniziati i lavori per Gran Roma, il nuovo Centro commerciale, nell’area compresa tra il parco di Mistica ed il GRA, riaprendo la discussione sulle nuove cubature in quell’area e sull’utilità di nuovi Centri commerciali.

In realtà, non si tratta di nuove autorizzazioni, ma delle strutture commerciali contenute in un Accordo di programma risalente a 12 anni fa.

Nel territorio del V municipio esistono anche altre edificazioni già autorizzate, che i costruttori realizzeranno solo dopo aver individuato un utilizzatore che possa acquistarle.

Un quadro complessivo di queste autorizzazioni è consultabile nel prospetto sugli “Interventi in corso” o “Autorizzati in via definitiva” al link http://www.scalia2001.it/index_htm_files/urbanistica_mun5.htm.

Tutta l’area di Mistica, che si estende da Tor Tre Teste al GRA per circa 100 ha, era stata vincolata a Parco archeologico e verde da un D.M. Beni Culturali nel 1995 e dal Piano delle certezze nel 1997. I proprietari dell’area avviarono un contenzioso giudiziario contro un vincolo archeologico troppo generico e contro una destinazione a verde mai concretizzata e vinsero la causa contro il Comune con sentenza definitiva in Consiglio di Stato. La sentenza riconobbe i diritti edificatori dei proprietari sull’intero comprensorio di Mistica.  Per evitare la cementificazione dell’intera area e per salvaguardare quegli importanti spazi verdi e le preesistenze storiche, il consiglio comunale approvò con la Deliberazione n. 79 del 18/4/2005 un Accordo di programma, con cui i proprietari Federici cedevano al Comune 75 ettari del parco di Mistica, spostando parte delle cubature riconosciute dal Tribunale sulla parte di Mistica contigua a via dell’Omo, dove già esisteva un’area industriale e commerciale, e ottenendo compensazioni edificatorie in altre parti della città.

Poiché gli amministratori comunali non possono disconoscere una sentenza definitiva, quell’Accordo di programma consentì di salvaguardare la quasi totalità del comprensorio e la Giunta Veltroni, per evitare il degrado dei casali e degli spazi verdi, assegnò nel 2008 circa 30 ha per il progetto di una casa famiglia presentato dall’associazione Volontari Capitano Ultimo, per il progetto di parco attrezzato presentato dalla Nazionale cantanti e per il progetto di agricoltura Biologica presentato dalla Cooperativa Agricoltura Sociale Capodarco.

Negli anni successivi le associazioni affidatarie hanno riqualificato con propri fondi gli spazi assegnati ed oggi il Parco di Mistica è vissuto e frequentato grazie a quelle strutture che ne hanno evitato l’abbandono.

Parco Tutti Insieme

Gli spazi agricoli (non assegnati circa 40 ha) sono stati affidati in custodia dal Municipio per mantenerli coltivati ma, nonostante siano passati ormai 12 anni dalla presa in consegna dell’area, il Comune di Roma non riesce ancora ad assegnare questi ed altri spazi pubblici come due casali e due capannoni agricoli. Molte sono le richieste e le proposte avanzate per gli edifici, come un Centro per il dopo di noi o una Casa delle associazioni, mentre per gli spazi agricoli si chiede di attivare degli orti urbani e consolidare le coltivazioni di agricoltura biologica, l’attivita pastorizia e la realizzazione del tracciato della Via Francigena.

Inoltre, non è stata rinnovata e regolarizzata l’assegnazione degli spazi alle Associazioni, che in questi anni hanno investito propri fondi per consentire attività sociali e ricreative all’interno del parco e che anzi sono state raggiunte dalle intimazioni di sgombero inviate nel 2015 dal Commissario Tronca a tutti i soggetti che devono rinnovare i propri contratti di assegnazione.

Mentre quindi i privati investono propri fondi per valorizzare gli spazi edificatori ottenuti anche con sentenze della Magistratura, il Comune di Roma non riesce a regolarizzare i propri spazi verdi e sociali ed anzi ostacola quelle Associazioni non profit che cercano di riqualificare gli spazi assegnati per renderli fruibili a tutti i cittadini.

Questa scarsa attenzione del Comune ai beni acquisiti e al rispetto degli impegni sulle opere pubbliche a carico dei costruttori è presente in molte situazioni del nostro territorio, dal Centro Servizi Prenestino dove devono essere realizzati spazi pubblici per un teatro, all’Accordo di programma Collatino che prevede un nuovo asilo nido, ai fondi TAV per la riqualificazione di parchi e spazi pubblici.

È quindi importante conoscere e vigilare perché tutte le imprese mantengano gli impegni sottoscritti col Comune e perché gli spazi acquisiti non vengano lasciati abbandonati.

 

Sergio Scalia


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