Malati, manicomi e psichiatri, tra fascismo e nazionalsocialsmo

Al Vittoriano, Sala Zanardelli, dal 9 marzo al 14 maggio – Ingresso libero
Carla Guidi - 20 marzo 2017

Inaugurata il 9 marzo e visibile fino il 14 maggio 2017 nella Sala Zanardelli del Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano), la mostra documentaria è ad ingresso libero; leggibili documenti fondamentali per capire un’epoca e un’ideologia. Schedati, perseguitati, sterminati. Malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo è arricchita dalla sezione Malati, manicomi e psichiatri in Italia: dal ventennio fascista alla seconda guerra mondiale, poiché il nostro Paese non fu esente da questa terribile persecuzione dei diversi, di qualsiasi diversità si trattasse.

A partire dal 1934, 400.000 cittadini tedeschi di entrambi i sessi, affetti da patologie mentali considerate ereditarie e incurabili, furono sterilizzati contro la loro volontà. Tra il 1939 e il 1945, più di 200.000 persone, ricoverate in ospedali psichiatrici tedeschi, furono assassinate perché ritenute un inutile peso per la popolazione tedesca. Solo a partire dagli anni ’80 ebbe inizio l’elaborazione di quanto accaduto. Nel 2010 la società tedesca di psichiatria, sotto la presidenza di Frank Schneider, riconobbe ufficialmente la responsabilità della psichiatria tedesca per i crimini commessi. Attraverso 50 pannelli contenenti biografie e immagini storiche, l’esposizione vuole raccontare l’assoluta disumanità perpetrata nei confronti dei malati psichici e dei disabili durante il nazionalsocialismo e la conseguente omertà sull’accaduto nella Germania postbellica.

Fotografie, disegni, documenti ufficiali e inediti esposti per la prima volta oggi in Italia, evidenziano il complesso meccanismo e l’implacabile organizzazione che consentì questi crimini.

La mostra, ideata da Frank Schneider e curata da Petra Lutz, con una commissione di storici appositamente incaricata, è stata realizzata dalla Società Tedesca di Psichiatria (DGPPN) in collaborazione con la Fondazione Memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa e la Fondazione Topografia del Terrore Berlino. Presentata per la prima volta nel 2014 al Parlamento tedesco di Berlino, sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica Federale di Germania, è stata ospitata a Londra, Vienna, Osaka, Città del Capo e Toronto. E’ stata portata in Italia dal Network Europeo per la psichiatria psicodinamica (Netforpp Europa), in collaborazione con la Società Italiana di Psichiatria (SIP), con il Polo Museale del Lazio e con l’Agenzia per la vita indipendente (AVI).

L’edizione italiana, realizzata sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, si avvale del sostegno del Ministero Federale degli Affari Esteri di Germania e del patrocinio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (UCEI) e dell’Ambasciata della Repubblica Federale di Germania in Italia.

Molte sono le tematiche ad essere approfondite: le politiche di igiene razziale e l’eugenetica, gli omicidi ed il conseguente impatto sull’opinione pubblica, in particolare è interessante la sezione italiana del dramma Malati, manicomi e psichiatri in Italia: dal ventennio fascista alla seconda guerra mondiale, curata dal Comitato Storico Scientifico della SIP, che riassume ed analizza le responsabilità della psichiatria italiana durante l’epoca fascista. Sempre contraria all’uccisione dei malati, sotto la Presidenza di Arturo Donaggio fu invece l’unica società scientifica a legittimare le leggi razziali del 1938. Inoltre è poco noto che, negli ultimi anni del conflitto, furono circa 30.000 le persone ricoverate negli ospedali psichiatrici italiani che persero la vita a causa dell’inedia e dell’abbandono. Molti gli aspetti analizzati della situazione dei manicomi italiani dopo la prima guerra mondiale quando, l’adesione della psichiatria ufficiale all’ideologia fascista, giunse anche alla deportazioni di pazienti, dagli ospedali psichiatrici del Nord Italia verso la Germania.

I curatori della mostra, consapevoli dell’impatto forte di tali documenti, affermano unanimemente – “Mai più dovrà accadere una così grave offesa all’essere umano e una così drammatica violazione di ogni etica scientifica da parte di chi si deve prendere cura delle persone. Riteniamo che far conoscere le atrocità commesse sia importante anche per capire il mondo di oggi con tutti i suoi drammi, conflitti, tragedie e intolleranze nei confronti dell’altro”.

Nel corso del 2017-2018 la mostra verrà ospitata anche nelle città di Bolzano, Venezia, Genova e Milano.

Contatti: www.dgppn.de/ausstellung/; www.dgppn.de/exhibition; www.netforpp.eu;

 www.psichiatria.it

FOTO DI VALTER SAMBUCINI


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