Lungo il Tevere “fatato” l’Estate Romana 2017

Carla Guidi - 19 giugno 2017

Il giorno non sarà mai troppo caldo per rinunciare ad uscire da casa e voler godere della frescura serale e notturna di questo antico fiume, da Ponte Sublicio a Ponte Sisto, per non parlare della magica Isola Tiberina, con ancora le insegne della nave di Esculapio, portatrice del dio Serpente e la sua sorgente curativa.

L’identità di Roma passa ancora da questo fiume e dal suo nome etrusco Rumon, tanto per ricordarsi ogni tanto delle nostre origini e soprattutto della nostra Casa comune, il nostro Pianeta, al quale la quindicesima edizione dell’Estate romana è dedicata all’insegna della cultura, attraverso mostre, spettacoli teatrali, cinema, concerti e non solo.
A partire dal 10 giugno infatti e fino al 28 agosto, ogni sera dalle 19,00, la manifestazione Lungo Il Tevere Roma 2017 è ad ingresso libero.
Tutto il percorso è praticabile da parte dei disabili ed un ingresso speciale è allestito alla discesa di Lungotevere a Ripa.

Le iniziative sono e saranno moltissime, da piazza Trilussa a Porta Portese, non escludendo stand enogastronomici e bancarelle per una completa offerta di intrattenimento serale; un lungo elenco è accessibile con facilità sul web. Inoltre la banchina del Tevere è stata divisa in cinque “vie”, dedicate ai grandi nomi della cultura romana, ma conosciuti in tutto il mondo forse per merito degli stranieri che li hanno amati nel contesto di questa antichissima città: viale Alberto Sordi da Ponte Sisto a Ponte Garibaldi, via Anna Magnani e via Gabriella Ferri da Ponte Garibaldi a Ponte Cestio – Isola Tiberina; via Franco Califano da Ponte Cestio a Ponte Palatino; via Aldo Fabrizi, da Ponte Palatino a Ponte Sublicio.

Segnaliamo tra gli innumerevoli ed interessanti appuntamenti qualcosa di particolare. Una ricorrenza immancabile sono infatti gli incontri “poetici” che ogni anno sono organizzati all’isola Tiberina presso l’Isola del Cinema, da Roberto Piperno e Francesca Farina. Mercoledì 21 giugno 2017, alle ore 19,00 leggeranno le loro poesie Terry Olivi, Lucianna Argentino, Domenico Sacco, Gino Rago, Daniela Quieti, Marisa Tolve. Lunedì 26 giugno si potrà assistere alla 15° serata del Leopardi’s day (maratona dei poeti in omaggio a Giacomo Leopardi). Mercoledi’ 5 luglio 2017 sempre alle ore 19,00 sarà la volta di Ennio Cavalli, Michele Tortorici, Lidia Popa, Maria Inversi, Matteo Greco,Tommaso Di Francesco. Mercoledi’ 12 luglio leggeranno le loro opere Stefania Di Lino, Leda Palma, Renato Fiorito, Emiliano Scorzoni, Flaminia Cruciani, Donatella Giancaspero. Infine mercoledi’ 19 luglio saranno protagonisti Annamaria Giancarli, Luca Benassi, Lorenzo Manca, Rossella Seller, Francesca Farina e Roberto Piperno. Servizio video-fotografico di Vincenza Salvatore, interventi musicali di Amedeo Morrone.

Non secondariamente segnaliamo una assoluta una novità. Lungo il Tevere Roma 2017 ha affidato la realizzazione di un’opera artistica collettiva e simbolo della manifestazione, agli artisti Marco Manzo (tatuatore), Alessandro Di Cola, (scultore, pittore e designer) e Max Gazzè, (cantautore, bassista ed attore). Si tratta di un’istallazione scultorea che riporta, su trenta cerchi incisi a mano, lo stile ornamentale dei tatuaggi di Marco Manzo. Questi cerchi traforati, montati in modo spaziale complesso, hanno quindi la caratteristica di catturare la luce ed i riflessi di tutte le innumerevoli fonti luminose, diurne e notturne, moltiplicate ed amplificate dall’acqua del Tevere, per riprodurne i giochi in tutte le direzioni spaziali possibili, come un effimero e vibrante effetto tatuaggio sulla pelle, sui vestiti e sugli oggetti circostanti. Per questa opera Marco Manzo ha coinvolto Max Gazzè per la parte musicale/concettuale, poiché, agendo all’interno dell’opera, i dischi entrano in vibrazione e l’effetto amplificazione comprenderà, complessivamente, sia la luce che il suono. Il pubblico è invitato ad interagire con essa e, nell’arco di tutta la manifestazione, esponenti di diverse forme artistiche come fotografi, videomaker e scultori, sono stati già invitati a dare il loro contributo, creando contemporaneamente effetti sonori e visivi. Tra questi per il momento, Valter Sambucini e Czerwinski Artur.

Una collaborazione pensata dai creatori con il titolo “Arte per fare Arte”, dove vale soprattutto il concetto che un’opera non è mai fine a sé stessa ma si rinnova nell’interazione.
Un percorso già praticato da Marco Manzo con la macchinetta Cheyenne Pen Gold, esposta in una mostra dedicata all’Arte del tatuaggio al Macro, Museo d’Arte Contemporanea di Roma, presso gli spazi de La Pelanda 2 e della Factory, dal 2 giugno al 24 luglio 2016, dal titolo significativo “Tattoo forever” promossa dal Comune di Roma e dai beni Culturali e prodotta da COR (promozione di Roma Capitale) nella quale lo stesso Marco Manzo è stato Direttore artistico. L’operazione da parte sua è stata quella di decontestualizzare e personalizzare la penna Cheyenne, strumento di lavoro elettivo con un alto valore tecnico. Per renderla espressivamente artistica in quella occasione, l’aveva ricoperta con uno strato d’oro, incidendolo poi successivamente con i motivi ornamentali tipici del suo stile originale di tatuatore, esponendola infine di una teca di cristallo.

In un periodo storico come il nostro, all’interno di una complessa era digitale, l’interattività in generale è pane quotidiano e lezione del futuro; ma nell’arte o nelle arti è posizione essenziale da cogliere per interpretare i cambiamenti a cui stiamo assistendo sulla concezione del tempo e dello spazio; all’insegna dell’influenza reciproca delle culture e delle etnie che, attraverso l’arte, anziché impoverirsi o collidere tra loro, raggiungono una combinatoria simbolica ed interpretativa ad un livello più elevato, in un maggior grado di espressività e di significanza, linguistica ed estetica.

Il primo artista coinvolto in questa operazione è stato quindi il fotografo Valter Sambucini che ha fotografato un’allieva di Marco Manzo da lui tatuata, inserendola nel contesto dell’opera esposta di Alessandro Di Cola, che a sua volta riprende con i suoi dischi di metallo vibranti, i cerchi traforati del tatuaggio nello stile del primo. E’ un rimando speculare, quasi un ritmo visivo che rivela quanto il corpo, oggi, non voglia più essere escluso dal linguaggio dell’estetica, non voglia pertanto essere manipolato o trasformato con violenza chirurgica, ma semplicemente reso originale ed illustrato ad Arte.

L’opera collettiva ed interattiva di Marco Manzo, Alessandro Di Cola e Max Gazzè, situata subito alla fine della scalinata dopo l’ingresso principale della manifestazione, accessibile da piazza G. Gioacchino Belli (in foto), sarà inaugurata il giorno 21 giugno dalle ore 20,30 per la stampa, con l’intervento dello storico dell’Arte Giorgio Di Genova; alle ore 21,00 per il pubblico.

Foto di Valter Sambucini


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