La cappella gotica di Villa Pamphili

Abbandonata all'incuria per moltissimi anni, nel maggio 2006 fu ripulita e riaperta per la celebrazione del sabato pomeriggio
di Makaa Jade - 5 settembre 2017

A Monteverde, in fondo a Via del Maglio, si ammira una piccola ma graziosa Cappella Mausoleo della famiglia Pamphili. La strada è raggiungibile dopo aver attraversato prima l’ingresso monumentale della Villa in Via di San Pancrazio 10 poi il cosiddetto Arco dei Quattro Venti, e fiancheggiato a destra le antiche Scuderie della ex Villa Corsini sulla prospiciente Valle dei Daini.

Alfonso Doria Pamphili, spinto dal desiderio di accogliere le spoglie del padre e del fratello in una struttura che rispondesse all’altezza del nome di famiglia “pari all’entità dei patrimoni lasciati da costoro” e che fosse importante anche dal punto di vista architettonico. commissionò nel 1896 all’architetto bolognese Odoardo Collamarini una cappella in stile neo gotico terminata nel 1902, sull’area della Fontana dei Delfini, distrutta nel 1849 durante le guerre risorgimentali tra garibaldini e francesi.

Abbandonata all’incuria della vegetazione per moltissimi anni, nel maggio 2006 la cappella fu ripulita e riaperta alla sola cerimonia del sabato pomeriggio alle ore 17.00, e fu recintata da una struttura in ferro battuto, per preservarla dagli atti vandalici. Essa è costituita da una scalinata in marmo che conduce al portico a cuspide in laterizio, dal timpano, dal transetto con i due ingressi laterali e da un campanile a vela decentrato. Probabilmente la pianta è a croce greca e si sviluppa su due livelli.

Sul piano della strada il prospetto è arricchito da una scalinata che conduce al portale in legno il cui archivolto a crociera è finemente stuccato. Nella parte superiore dei due piloni frontali sono ben visibili gli stemmi delle nobili famiglie che la detengono ancora come mausoleo privato: a destra la colomba dei Pamphili e il giglio degli Aldobrandini, a sinistra l’aquila con le ali spiegate della famiglia Doria. Sopra il portale una serie di archetti percorre i quattro lati della struttura, il timpano invece, è impreziosito dalla decorazione musiva di una mandorla con “Madonna e Bambin Gesù benedicente” affiancata da due angeli. Le lunette musive delle porte di ingresso laterali di dimensioni minori e che conducono al transetto rappresentano i simboli della visione di Cristo, cioè il candelabro e la croce inscritta in un cerchio, con i simboli “alfa” e “omega”. Tre vetrate in marmo traforato sulla parte superiore della facciata e un’altra coppia di vetrate per ciascun fianco alleggeriscono la struttura in laterizio e permettono l’illuminazione dall’esterno. Sul lato del transetto sinistro si intravede poi un grazioso campanile a vela, per il rintocco dell’unico orario di messa, e in basso l’accesso al piano inferiore tramite una rampa resa visivamente impraticabile da un lucchetto arrugginito sulla cancellata. Sul lato del transetto destro invece si individua l’ingresso speculare a quello principale ma nel piano sotterraneo, da cui si accede forse al vero e proprio mausoleo di famiglia.

Insomma, la notorietà di Villa Pamphili non è soltanto nella sua bellezza naturalistica ma anche nelle strutture architettoniche erette all’interno del parco e la cappella ne risulta essere un elemento caratteristico grazie al suo prospetto ricoperto di tessere musive dorate che riflettono con la luce del sole.


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