Ipoclorito, cloro, ossigeno… detersivi hardcore

Stefano Cinti - 21 aprile 2017

Tra gli scaffali dei supermercati è facile trovare, nella corsia dedicata ai detersivi, una grandissima quantità di prodotti con azione sbiancante, disinfettante, battericida, e quant’altro.

Questi sono poi i prodotti che utilizziamo in casa nostra, per molteplici applicazioni: li usiamo sui pavimenti, sui capi d’abbigliamento, sugli alimenti, insomma ovunque.

Il prodotto che è sempre presente nelle nostre case è senza ombra di dubbio la candeggina o varechina. Il principio attivo della candeggina è l’ipoclorito di sodio, la cui formula chimica è NaClO. Questo sale è la base coniugata del suo acido, che si chiama acido ipocloroso, HClO. Sappiate che il pH della candeggina è maggiore di 7, quindi si tratta di una soluzione basica (il contrario di una acida). Una specie basica è anche l’ammoniaca, utilizzata anch’essa come detergente. Il suo utilizzo è dovuto alla sua forte natura ossidante. È cosi che riesce a rimuovere le macchie e anche a svolgere l’azione disinfettante e battericida.

Quello che fa un forte ossidante come l’ipoclorito è di “cambiare” la natura chimica della macchia. Il motivo per cui una macchia non si stacca da una superficie, sia essa una maglia o una piastrella, è dovuto al fatto che le molecole che la costituiscono si trovano bene a contatto con quella superficie, di più di quanto avviene con l’acqua. Ed ecco fatto. Grazie all’azione ossidante, lo sporco viene attaccato e modificato (ossidato) in modo che la sua affinità con l’acqua (e qualche tensioattivo) risulti migliore.

E l’azione battericida? Questa azione è dovuta al fatto che l’ipoclorito riesce a rompere la parete cellulare del batterio. In questo modo, rompendo la cellula, tutto il contenuto viene rilasciato e la cellula muore.

Tuttavia l’ipoclorito non è solamente utilizzato per disinfettare capi di abbigliamento o delle superfici come possono essere quelle del bagno. Si utilizza anche per disinfettare insalate e verdure. Ma come è possibile? Tutto dipende dalla concentrazione di questo disinfettante, ovviamente queste formulazioni contengono una minore quantità che non è nociva ai fini dell’uso che ne facciamo.

Quell’odore pungente che avvertite quando utilizzare la candeggina è dovuto alla decomposizione dell’ipoclorito in cloro gassoso, Cl2, e occorre prestare la massima attenzione alla sua tossicità.

Ma non solo ipoclorito di sodio. In commercio si trovano degli igienizzanti e detersivi che, come da etichetta, contengono degli sbiancanti a base di ossigeno. E chi sono? Sono, diciamo, dei competitors dei degli sbiancanti a base di cloro, quale è l’ipoclorito di sodio. In realtà sono dei sali che contengono al loro interno acqua ossigenata, H2O2, che si decompone spontaneamente producendo ossigeno gassoso, O2, il quale ha una forte azione ossidante, come i prodotti a base di cloro.

Il punto è che prodotti che utilizzano sbiancanti a base di ossigeno, uno di questi è il percarbonato di sodio, sono più sostenibili di quelli a base di cloro. Proprio perché, il prodotto di reazione è rappresentato da ossigeno e acqua.

Per rimuovere le macchie, e quindi sbiancare un capo o una superficie, questi ossidanti hanno l’azione di rompere la macchia, ma spesso non ce la fanno da soli. A volte si possono trovare anche degli enzimi, come lipasi, proteasi, amilasi, che rispettivamente, degradano le macchie di natura grassa, proteica e carboidratica. Una vera e propria cooperazione, tutti uniti contro sporco e batteri!

 


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