Insediamenti abusivi… una costosa e rischiosa piaga sociale che sembra non aver mai fine

Dopo l'ultimo incendio di Torre Spaccata in cui è stato distrutto, l'insediamento della "buca" sta rinascendo nella vicina via Sommariva
Alessandro Moriconi - 10 agosto 2017

 

In questi giorni si è conclusa, almeno per Roma, la missione della Commissione Monocamerale d’inchiesta Istituita per valutare il degrado e la sicurezza presenti nelle periferie delle grandi città Italiane e i cui risultati verranno portati a conoscenza del Ministro degli Interni Minniti in una audizione programmata per il 19 settembre.

La Commissione Monocamerale sul degrado nelle periferie

Noi nella periferia di Roma Est abbiamo seguito la Commissione nei campi Rom di via Salviati, di Salone, della Barbuta e in quello che rimaneva degli insediamenti abusivi di viale P. Togliatti, dove tra gli altri erano presenti anche i presidenti dei Municipi V e VI, Boccuzzi e Romanella, accompagnati da Consiglieri e vari componenti delle loro Giunte. Per il Comune di Roma era presente Daniele Diaco (presidente Commissione Ambiente).

E’ stato un sopralluogo attraverso il degrado, rifiuti e resti di roghi recenti, prima all’interno dell’area del Parco Archeologico di Centocelle – dove fino al 2012 insisteva l’ex Casilino 900 – e poi quasi all’incrocio con viale dei Romanisti, in un terreno privato da tutti conosciuto come “la buca”. Un insediamento abusivo di fatto tollerato, visto che, pur avendo subito un paio di sgomberi, è sempre rinato a velocità supersonica. La parola fine l’ha messa un pauroso incendio del 7 luglio 2017, alimentato da tonnellate e tonnellate di rifiuti, che oltre ai danni a strutture confinanti, ha ammorbato l’aria con fumi pestilenziali.

L’insediamento della “buca”

Sulla questione di questo insediamento da tempo i cittadini e il CdQ di Torre Spaccata hanno aperto con il VI municipio una vertenza che, nonostante esposti alle Autorità, interrogazioni e question time presentate dai consiglieri di vari partiti, non ha portato a soluzione un problema diventato intollerabile. Tante manifestazioni, tra quelle spontanee dei residenti del quadrante e quelle organizzate dal CdQ di Torre Spaccata, per chiedere lo sgombero e la bonifica dell’area. Tutte inutili, visto il trincerarsi dell’Amministrazione dietro il fatto che l’area in questione è privata: una buca a memoria di un tentativo edificatorio negli anni ’70 e che a partire dallo sgombero del Casilino 900 aveva a più riprese ospitato Rom e senza fissa dimora di varie nazionalità.

Quella residente al momento dell’incendio era una piccola comunità costituita da circa ottanta persone e qualche bambino e di cui, fino all’interrogazione presentata il 9 agosto 2017 dal Gruppo Fratelli d’Italia, nel Municipio VI si erano perse le tracce … e che invece, dopo l’incendio, ecco rispuntare in un vicino terreno in via Pietro Sommariva, a poche decine di metri dalla “buca”.

L’interrogazione di F.d’I. al presidente Romanella

Immediata la segnalazione dei residenti e l’interrogazione a firma dei consiglieri di F.d’I. Nicola Franco e Pamela Strippoli presentata al presidente del VI municipio in cui si chiede se si intenda diffidare il proprietario del terreno a presentare denuncia e quali precauzioni si intendono adottare a tutela dei cittadini; se cioè procedere direttamente, sostituendosi al proprietario, e con quali tempi per sgombero e bonifica; infine quali cautele adottare di fronte alla eventuale presenza nell’insediamento di bambini e minori.

In attesa della risposta del Presidente del VI municipio, un’ultima considerazione. A Roma sembrerebbe che sia tutt’ora vigente una Ordinanza del 1975 con cui l’allora sindaco Clelio Darida cercò di vietare il “campeggio libero” all’interno del GRA con Camper e Roulotte. Se così fosse, potremmo tranquillamente affermare che sarebbe una delle Ordinanze meno fatte osservare da parte dei Vigili Urbani prima e dalla Polizia Locale poi.


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