Il 7 ottobre 2008 sarà inaugurato in via Iozzia nel V Municipio un nuovo asilo nido che ospiterà 48 bambini. Ma a questo si oppongono i Comitati per l’ambiente di Settecamini, Case Rosse e Settebagni che “da anni lottano per far delocalizzare l’inceneritore dell'azienda chimica BASF/Ex Engelhard, classificata dal Comune di Roma e dall'Asl Rmb come "Industria insalubre di 1° classe, dove, 24 ore su 24, un inceneritore brucia rifiuti tossici e nocivi”, come precisano nel comunicato.
I Comitati ricordano che “i bambini, per il loro particolare metabolismo, hanno un'elevata sensibilità alle sostanze tossiche e nocive presenti nell'aria che respirano. Tali sostanze inoltre possono essere causa di sensibilizzazioni allergiche.” Suggeriscono al Comune di Roma e al V Municipio varie precauzioni, tra cui “installare immediatamente nell'asilo un sistema di ricambio dell'aria che preveda filtri antiparticolato per le polveri sottili (PM10) e le nanoparticelle (<PM2,5) che si formano soprattutto in presenza di un 'postcombustore' come quello della Basf”.
Sembra che “la volontà politica sia favorevole a concedere il rilascio di una nuova e definitiva autorizzazione all'inceneritore – fanno presente i Comitati - la Basf, invece di attendere l'esito dell'autorizzazione, ha già iniziato i lavori per ridurre l'impatto visivo dello stabilimento spendendo due milioni di euro in tre anni”.
Per maggiori informazioni sulla vicenda: www.sitotiburtina.altervista.org/ambiente/