Continua il felice connubio artistico tra le due creature di Enzo Samaritani e Gaby Ford
di Riccardo Faiella - 06/06/2007
Il Teatro L’Arciliuto di piazza Montevecchio, vicino piazza Navona, fondato nel 1967 dal Maestro poeta Enzo Samaritani, ospita dal 2004 il The English Theatre of Rome, creato nel 1996 da un estroso vulcano newyorkese, la simpatica Gaby Ford.
Il matrimonio artistico tra i due teatri continua a sfornare spettacoli sempre più avvincenti. Il 24 e 25 maggio scorso è stato il turno di due grandi musicisti, la violinista Daniela Romacker e il maestro Mario Cavaceppi, i quali hanno dato vita allo spettacolo “A gypsy’s blue violin” (Un violino blu tzigano).
A dire il vero i due artisti sono di casa al Teatro Musica dell’Arciliuto. La Romacker, per esempio, è dal 1996 che si esibisce regolarmente a fianco di Enzo Samaritani, che tra l’altro è suo marito, e con lui fa concerti in tutto il mondo per il Dipartimento della Cultura Italiana del Ministero degli Affari Esteri. Nata a Mannheim, in Germania, la violinista è figlia di musicisti. Ha iniziato a suonare il violino all’età di cinque anni e da giovane studente ha vinto il primo premio nel concorso Wolfang Amadeus Mozart della sua città. Dal 1994 suona con il suo “unico” violino, costruito proprio in quell’anno dal maestro Cavaceppi, che è anche liutaio, ed è questo eccezionale strumento che «[…] mi ha fatto scoprire – come dice lei – nuovi colori di suoni e di profondità […]».
Anche Mario Cavaceppi, romano, è figlio d’arte. Suo padre era pianista e sua madre cantante. All’età di sette anni inizia lo studio del pianoforte per poi passare all’età di undici anni, al violino. A sedici anni continua con il flauto. Ingaggiato come pianista dal famoso Perez Prado, maestro cubano (il suo ultimo successo, Patricia, fu usato da Fellini nella “Dolce vita”), per una tournée in Italia, forma una sua orchestra con la quale si esibisce nei migliori locali e hotel in Medio Oriente, Germania e Scandinavia. Tornato in Italia inizia la sua collaborazione con Enzo Samaritani. Successivamente si appassiona all’arte della liuteria perfezionandosi poi alla Scuola di Cremona dando l’inizio ad una nuova professione. Oggi i suoi strumenti sono ricercati in molte parti del mondo ed hanno la caratteristica di chiamarsi ognuno con il nome di un Santo diverso (chissà se ha già fatto San Mario).
Con questi due artisti era difficile non restare catturati dalle note delle loro melodie. Anche perché la Romacker, ispirata dalle sue radici, ha scelto le più belle arie romantiche tzigane non trascurando, però, classici come La Bohème o autori come Armando Trovajoli.
L’arte, probabilmente, è l’unica manifestazione umana che ci avvicina molto alla bellezza e alla perfezione della natura. E sentire e vedere i giochi che Daniela Romacker fa con il suo archetto sulle corde del violino, ammirare la velocità con la quale la mano sinistra pizzica le corde, ci fa effettivamente sentire molto vicini alla natura. Ma è sulle note de Le Canari, bissato alla fine, che Daniela ci dimostra che una volta tanto il genere umano può davvero arrivare alla natura. La sua bravura rasenta la perfezione specie se ci si appoggia sulle note del maestro Mario Cavaceppi.
Chi volesse deliziare il proprio udito e far sognare la propria mente, non deve far altro che andare al Teatro L’Arciliuto perché, per tutto il mese di giugno dalle 22,30 alle 1,30 (tutte le sere escluso la domenica), Cavaceppi e la Romacker accompagneranno la chitarra di Enzo Samaritani nel suo spettacolo “Mille anni di musica e poesia”. Il programma spazia dalle canzoni dialettali del 1500-1700, alle canzoni italiane dagli anni venti agli anni 60, per finire con canzoni internazionali francesi, inglesi, greche, spagnole, russe e tedesche. Per tutti i gusti e per ogni latitudine. |