Sabato 29 maggio una ventina di cittadini hanno risposto all'appello sottoscritto dai circoli di Sinistra Ecologia Libertà, Partito Democratico e Rifondazione Comunista e con cui si invitavano i cittadini a dare il loro contributo per strappare il parco Sangalli e le aree a verde intorno a largo R. Pettazzoni, all'incuria e al degrado.
Non una parola contro gli artefici del degrado e l'abbandono, non un cenno ad un bilancio non ancora approvato da parte della giunta Alemanno, non un cenno alla mancata programmazione delle attività del servizio giardini municipale... solo mani veloci che si aggirano freneticamente in mezzo alle alte erbacce, pronte a sbattere nei sacchi cartacce, rifiuti e centinaia di bottiglie di vetro.
Uno degli organizzatori della manifestazione di protesta, Leonardo Loche, ci fa notare come tutti i cestini siano stracolmi di rifiuti, segno evidente, ci dice, che la stragrande maggioranza dei frequentatori del parco ha un comportamento corretto che però viene vanificato dal loro mancato svuotamento.
Tra i volontari armati di guanti e sacchi c'è anche la sorella di Ciro Principessa, ucciso accoltellato dal fascista Claudio Minetti il 19 aprile del '79 e a cui recentemente è stata intitolato una porzione del parco stesso la quale oltre a denunciare il mancato sfalcio dell'erba, ci segnala il non funzionamento dell'illuminazione pubblica, cosa questa che rende insicura la frequentazione del parco fin dalle prime ore del tramonto.
Alcuni frequentatori si avvicinano increduli ai partecipanti di questa insolita protesta e lo fanno per segnalare l'esigenza di creare un'area protetta per cani, una manutenzione ai giochi all'interno dello spazio bimbi e un taglio più frequente dell'erba che ormai arriva quasi a coprire le panchine di metallo che arredano lo spazio verde.
In poco più di due ore i volontari hanno raccolto oltre cinquanta grossi sacchi di rifiuti che rimangono accatastati nei pressi della mura dell'acquedotto solo pochi minuti, il tempo necessario a cinque operatori ecologici dell'Ama che con due automezzi sono stati prontamente inviati sul posto dal responsabile di zona, avvisato dall'unico rappresentante dell'istituzione locale (un assessore municipale) che di fatto ha ritenuto meritevole e giusta la protesta organizzata dai circoli dei partiti di sinistra presenti nel territorio.
A missione compiuta, l'area trattata ha decisamente un altro aspetto ma il sig. Leonardo Loche (come abbiamo detto è stato uno degli organizzatori) ci dice che continueranno nella protesta fino a quando non sarà tagliata l'erba e ripristinata l'illuminazione, anche quella che metteva in risalto l'antico acquedotto romano. I politici eletti in municipio sono avvisati, adesso non gli resta che darsi da fare!
(Altre foto dell'iniziativa)