Domenica 7 marzo alle ore 10.30 ha avuto luogo in via Guglielmo Pepe la manifestazione artistica per la riapertura del teatro Ambra Jovinelli. "Il famoso teatro Ambra Jovinelli, tempio della comicità italiana, è chiuso ormai da mesi senza che nessuno sappia il vero perché. Si parla di passaggi tra società immobiliari e di carenze gestionali. Allo stesso tempo è innegabile che il teatro avesse in questi anni ripreso smalto grazie ad una programmazione artistica di qualità; era divenuto uno dei simboli della rinascita di un quartiere difficile come l'Esquilino".
Queste le parole di Letizia Cicconi, Assessore al I Municipio che testimoniano come lo storico teatro fondato nel 1909, abbia tentato con tutte le sue forze di rimanere in piedi nonostante la crisi che lo attorniava. Crisi mai artistica però; l’Ambra Jovinelli è rimasto attivo fino all’ultimo con una stagione teatrale ricca di appuntamenti presentata dall’allora produttore del teatro, Serena Dandini.
Era il 2007 quando il produttore Valerio Terenzio esprimeva preoccupazioni allarmanti "Siamo sull'orlo del fallimento: abbiamo un disavanzo di circa 500 mila euro all'anno che, moltiplicato per 7, fa circa 4 milioni. A ciò si aggiunge un contenzioso con la proprietà: non ha effettuato dei lavori di ristrutturazione e negli ultimi sei mesi abbiamo sospeso il pagamento dell' affitto. Se non interviene qualcuno possiamo ancora andare avanti il prossimo inverno, dopo di che caliamo il sipario. Come una volta ebbe a dire il grande Eduardo: non fateci l' elemosina, ma aiutateci a vivere". Oggi le parole di Terenzio risuonano amare; il teatro è chiuso e le istituzioni non hanno fatto abbastanza. La manifestazione di domenica è stata organizzata dal “Comitato per il Nuovo Ambra Jovinelli”, che con il Progetto Nuovo Ambra prevede di riacquisire all’uso sociale tutti gli spazi dello stabile dell’Ambra Jovinelli; tra le richieste anche la creazione di un organismo stabile di gestione del teatro. L’ambra Jovinelli con i suoi centoundici anni di presenza divenne fin da subito un punto di riferimento per tutti i teatri romani, passò indenne la prima guerra mondiale e superò la venuta del fascismo che con le sue leggi restrittive delibiltò l’offerta del teatro. Si trasformò in cinema-varietà negli anni cinquanta fino ad arrivare agli anni novanta quando la sua facciata fu posta sotto il vincolo del Ministero dei Beni Culturali e considerata tutt’ora patrimonio artistico.A calcare il suo palcoscenico artisti del calibro di Petrolini, Totò, Alberto Sordi, Claudio Villa, fino al nuovo millennio con Neri Marcorè, Lella Costa, Valerio Matrandea, Gianmarco Tognazzi, Claudia Gerini Silvio Orlandi e molti, molti altri.
All’appello del Comitato per il Nuovo Ambra Jovinelli hanno risposto svariate voci della politica, a partire da Renata Polverini, la candidata del Pdl alla regione Lazio che ha preso l’impegno, qualora fosse eletta governatrice della Regione, "di trovare delle soluzioni insieme al Comune di Roma per salvare questo storico teatro, che è anche un punto di qualificazione del territorio". A farle da eco anche il consigliere comunale e presidente della commissione capitolina Cultura Federico Mollicone il quale ha affermato che anche il Comune di Roma sta cercando delle soluzioni e la proposta di Mollicone sarebbe "quella di verificare le condizioni per acquisire l'immobile, un salvataggio che richiede una collaborazione istituzionale, di Regione, Comune ma anche del ministero".
Tra promesse, manifestazioni ed interessamenti, il teatro Ambra Jovinelli rappresenta un tipico esempio di cultura non tutelata, ma la speranza di poter assistere nuovamente agli spettacoli aleggia nell’aria come un fatto concreto attraverso le voci di chi si prodiga per riaprire il teatro. Ulteriori info: www.progettonuovoambra.it