Dopo la manifestazione dello scorso 2 marzo 2010 che ha visto scendere in piazza i cittadini per protestare contro gli aumenti – fino all’80% - dei canoni di locazione previsti da Enpaia (Ente nazionale di Previdenza per gli Addetti e gli Impiegati in Agricoltura) l’8 marzo si è tenuto un incontro con il direttore dell’Enpaia, il dott. Mori. Il direttore ha spiegato le ragioni che stanno alla base degli aumenti dei canoni di locazione, fino all’80%, richiesti agli inquilini, sottolineando "la necessità di dover pagare le pensioni degli associati".
Al presidente dell’XI Municipio, Andrea Catarci non va giù che a dover pagare eventuali buchi sia l’inquilinato. "Un ente - dichiara - nato per svolgere una funzione pubblica, e ora diventato Fondazione, non può agire in maniera svincolata da ogni forma di responsabilità sociale e far pagare a persone già in difficoltà per i venti di crisi economica il peso di operazioni fallimentari". “La città non può tollerare un’altra grave crisi abitativa e sociale, per cui domani (9 marzo) sarò a fianco degli inquilini nel presidio indetto in occasione dell’incontro tra il Prefetto e la Fondazione. Invito gli altri Municipi interessati, XII, IV, VII, IX, a partecipare all’iniziativa ed a prestare la massima attenzione ad una situazione che rischia di degenerare”. Dello stesso avviso è anche il vicepresidente del Pd in Campidoglio Mario Mei, il quale auspica la rapida votazione in Consiglio comunale della mozione presentata insieme al collega Valeriani sulla questione degli affitti dell’Enpaia. Il vicepresidente ritiene necessario far recedere questo ente dall'assurda decisione di aumentare fino all'80% gli affitti delle case del proprio patrimonio.
“I consiglieri di maggioranza e il sindaco stesso – dichiara Mei – sono tutti impegnati a difendere il decreto del Governo e a sostenere questo o quel candidato nella campagna elettorale, ma la città continua a soffrire di problemi gravi, prima di tutto quello dell'emergenza abitativa. Con il caso Enpaia rischiamo di trovarci di fronte ad una situazione esplosiva con circa 3mila persone che vivono in 1500 appartamenti dell'ente sparsi in tutta Roma che non potranno più pagare il canone di locazione”.
Anche nel IV Municipio L' ENPAIA chiede per il rinnovo dei contratti l’87 % di aumento, mettendo in difficoltà inquilini di varie fasce sociali. Molti cittadini ormai da giorni manifestano la loro impotenza nei riguardi dei poteri forti, ai quali taluni sindacati di categoria, hanno consentito, che La proprietà immobiliare imponesse il loro unico volere, cioè fare cassa ai danni di cittadini che in un contesto nazionale di recessione e diminuzione del potere di acquisto rischiano di essere spogliati di un bene fondamentale, protetto dalla nostra costituzione, quale è la casa.
Sostanziale, dunque, l’intervento di Cristiano Bonelli, presidente del IV Municipio e incaricato dal Sindaco a seguire i problemi degli inquilini delle case degli Enti. "Questa mattina, su incarico del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ho incontrato, in Prefettura, il Presidente e il Direttore generale dell’Ente nazionale di Previdenza per gli Addetti e gli Impiegati in Agricoltura (Enpaia). Insieme a me, l’assessore regionale alla Casa, Di Carlo. Sul tavolo, il problema dei rinnovi dei contratti di locazione per gli inquilini delle case Enpaia, gran parte dei quali residenti proprio nel IV Municipio, e l’incremento dei relativi canoni di affitto. Abbiamo richiesto ai vertici dell’Enpaia una proroga di due mesi per l’invio delle lettere per il rinnovo e l’aumento dei canoni di locazione, anche al fine di poter avere nel pieno delle sue funzioni l’Amministrazione regionale che uscirà da questa tornata elettorale, per poter così avviare una collaborazione fra Comune e Regione con lo scopo di identificare percorsi di soluzione per queste famiglie. L’Enpaia ha dichiarato la sua disponibilità a questa soluzione e, come già evidenziato dalla nota della Prefettura, il prefetto Pecoraro, al quale va il nostro ringraziamento per l’opera di mediazione, si è impegnato a ricevere le organizzazioni sindacali degli inquilini per ricercare una via d’uscita condivisa a un problema che coinvolge molti cittadini che, in questo momento di crisi economica, non sono in grado di affrontare incrementi sostanziosi degli affitti".