La notizia diffusa dal quotidiano La Repubblica, secondo cui Luigi Celori (PDL) avrebbe donato calendari del Duce in occasione degli incontri della campagna elettorale, provoca una bufera sulla sua candidatura alle prossime regionali.
Tuona Alfio Nicotra, responsabile politico della Federazione di Roma del Prc e consigliere nazionale della Federazione della Sinistra: "l'ombra nera che si addensa sulla coalizione di Renata Polverini ha adesso le fattezze di un calendario del Duce distribuito agli elettori per festeggiare l'80 anno dell'era fascista. Luigi Celori non uno di passaggio, ma stato capogruppo di An e consigliere uscente alla Pisana''. ''Nella Regione e nella città che ha visto Giacomo Matteotti assassinato per ordine di Mussolini, per non parlare del crimine nazifascista delle Fosse Ardeatine, non è tollerabile - ha aggiunto - che chi si candida al governo della cosa pubblica offenda in questo modo oltraggioso la storia democratica di questa città. Chiedo - conclude Nicotra - a Renata Polverini l'unico atto riparatorio possibile. Escludere dalle liste per le regionali il fascista nostalgico Luigi Celori''.
"Dello stesso parere Luca Sappino, giovane candidato alle regionali di Sinistra Ecologia e Libertà: "Roma non è una città che può permettersi di arretrare di un solo passo nella lotta ai nuovi fascismi, contro il revisionismo e per la libertà. Abbiamo ancora negli occhi le immagini di via Tasso violata proprio nel giorno della memoria - conclude Sappino - e chiediamo quindi alla Polverini di dare un segnale forte alla città, allontanado Celori dalle sue liste".
La Polverini replica affermando di non essere a conoscenza di alcuna iniziativa relativa a calendari nostalgici. Se anche - sostiene - le notizie corrispondessero al vero si tratterebbe di demenziale folclore''.
Il tentativo della candidata alla Presidenza della Regione di minimizzare il gesto non calma, però, gli animi della sinistra: “O la Polverini non ha capito la gravità dell’iniziativa riconducibile al consigliere Celori o, come è più probabile, finge di non capirla per mera convenienza politica” - dichiara Carla Di Veroli, Assessore alle Politiche Culturali del Municipo Roma XI nonché membro del Direttivo dell’Associazione Ex Deportati di Roma - Non comprendo proprio cosa ci sia di folcloristico in un calendario che inneggia al Duce. La candidata Polverini, che non ha già dato buona prova di sé non abbandonando il Cinema Gregory alla vista dei saluti romani, dia segno concreto del proprio dissenso, ritirando la candidatura di un personaggio simile. Non ha senso andare a visitare lo Stato di Israele e poi mancare di rispetto alle centinaia di deportati dall’ex Ghetto di Roma e dei martiri dell’antifascismo. Altrimenti mi aspetto, anche come appartenente alla Comunità Ebraica di Roma e nipote di Settimia Spizzichino” – conclude Di Veroli – che il prossimo anno eviti di venire ad accendere la Chanucchià a Piazza Barberini “.