Anche Rifondazione comunista, dopo i DS e la Margherita, ha avviato il confronto con i cittadini al fine di arrivare, in tempi brevi, ad un “programma partecipato e condiviso” per il governo del VI Municipio. Con un’assemblea svoltasi il 24 gennaio nella Sala consiliare di piazza della Marranella, introdotta dal segretario del Circolo di Torpignattara, Giorgio Ceriani, e alla quale hanno partecipato numerosi esponenti di comitati di quartiere, associazioni sociali e culturali, semplici cittadini, il terzo partito della coalizione di centro-sinistra ha cominciato ad ascoltare e a prendere nota delle proposte che, come si diceva una volta, “provengono dal basso”.
“Partecipazione” è stata la parola più pronunciata nel corso dell’assemblea: partecipazione come obiettivo ma anche come “metodo” del futuro governo che s’instaurerà (se ovviamente dovesse vincere il centro-sinistra) nel territorio municipale.
Dai vari interventi pronunciati è emerso un quadro di proposte che differenziano nettamente la linea attuale del Partito di Rifondazione da quella espressa dai DS e dalla Margherita.
Un esempio su tutti: il Piano Casilino-Prenestino che, accolto nel nuovo Piano Regolatore, prevede la costruzione di 700 appartamenti nell’area compresa tra via Teano, Largo Preneste e via Prenestina. Rifondazione, sostenuta dai Comitati di Quartiere (soprattutto quello del Pigneto), è decisamente contraria: chiede pertanto una sostanziale modifica del Piano. Se proprio si dovranno costruire nuove case, “è necessario dimezzare le cubature previste – ha sostenuto Daniele Pifano - e, soprattutto, costruire case di edilizia economico-popolare che vadano incontro all’emergenza abitativa oggi diffusa sul territorio”.
Anche per quanto riguarda la mobilità e la viabilità, Rifondazione comunista si differenzia dai suoi alleati: la sopraelevata deve essere abbattuta ma non sostituita con una strada a scorrimento veloce, da far passare magari lungo il vallone ferroviario. “Bisogna puntare, invece, sul trasporto pubblico: aumentare i mezzi pubblici per scoraggiare l’uso del mezzo privato. Tra i mezzi pubblici privilegiare il tram e il filobus: mezzi non inquinanti”. Già oggi, nel territorio del VI Municipio, ciò sarebbe possibile – sostengono gli esponenti di Rifondazione: basterebbe rafforzare e velocizzare le attuali linee tranviarie lungo la Casilina e lungo la Prenestina, agevolando i collegamenti tra queste linee e le linee ferroviarie e metropolitane.
Rifondazione propone anche un sistema del verde, attraversato da percorsi ciclabili, che, partendo dall’Appia Antica, colleghi il parco degli Acquedotti con il parco di Centocelle, Villa De Sanctis, il futuro Parco Somaini, Villa Gordiani e il futuro parco Campagna. Verrebbero così soddisfatte le richieste di una viabilità alternativa ed ecologica (trasporto su bici), di percorsi sportivi protetti e di un grande polmone verde a salvaguardia della salute di una parte di semi-periferia tra le più densamente popolate della città.
Anche nel campo della cultura, Rifondazione cerca di esprimere proposte che, se una parte puntano alla valorizzazione delle risorse già presenti sul territorio (il suo patrimonio archeologico, le sue origini storiche resistenziali e delle lotte per la casa nel dopoguerra, le sue numerose associazioni culturali, teatrali, cinematografiche e che operano nel campo dell’informazione), dall’altra hanno come obiettivo la parziale delocalizzazione di strutture (Università, Musei di Roma, ecc.) ed eventi legati all’Estate romana.
Una proposta avanzata da alcuni comitati si riferisce all’uso dell’ex stabilimento farmaceutico Serono, per il quale si prevede la trasformazione in un grande centro culturale polivalente al servizio del territorio e dell’intera città.
Nella conferenza sono stati affrontati anche i problemi sociali e sanitari; su questo terreno, l’attenzione di Rifondazione è rivolta ai più disagiati: anziani fragili, disoccupati, portatori di handicaps, recupero di tossicodipendenti, inquilini sotto sfratto o privi di qualsiasi abitazione, immigrati. Esponenti di associazioni e di strutture che si muovono sul sociale hanno portato la loro esperienza e chiesto a Rifondazione un’azione, dall’interno delle istituzioni, volta a destinare una percentuale maggiore del budget a vantaggio di chi ha più bisogno.
Un altro capitolo è costituito dalle questioni istituzionali. Da quanto è emerso nella conferenza, si evince che obiettivo di Rifondazione sarà, nel prossimo quinquennio, il rilancio e l’allargamento del decentramento. La Delibera 10 del 1999 (Regolamento sul Decentramento comunale), secondo Rifondazione non basta più. Il partito proporrà una nuova Delibera che punti sull’autonomia di Bilancio per i Municipi e sull’allargamento delle competenze ad essi attribuiti.
Analogamente ci sembra di aver intuito che per Rifondazione sarebbe opportuno un rilancio del ruolo dei Consigli che, a seguito dell’allargamento dei poteri del Presidente, sembrano aver perso molte delle loro prerogative, riducendosi a semplici organi di “ratifica” di decisioni prese da altri.