Iniziati i lavori nell’area tra via Berto, via di Grotta Perfetta e viale Ballarin. Sarà realizzato il più imponente progetto urbanistico nell’XI municipio degli ultimi 30 anni
di Mauro Carbonaro - 07/02/2009
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1- Gli scavi in via di Grotta Perfetta. 2- Il piano del progetto. 3- La protesta.
Iniziati, tra le proteste dei residenti, i lavori del quartiere che sorgerà tra via Di Grotta Perfetta e via Berto.
Sono ormai iniziati i lavori nell’area compresa tra via Berto, via di Grotta Perfetta e viale Ballarin, per la realizzazione del quartiere residenziale I-60, il più imponente progetto urbanistico nell’XI municipio degli ultimi 30 anni.
L’area confinante con il Parco Regionale dell’Appia Antica conta un’estensione complessiva di 22 ettari. Il progetto urbanistico prevede la realizzazione di una superficie utile lorda complessiva di circa 125.000 mq di cui 87.500 mq residenziali, a fronte di 37.500 mq non residenziali, per una cubatura complessiva di 400mila m3. All’interno di questa vastissima area, verrebbero realizzati:
* 9 edifici da 8 piani
* 8 edifici da 7 piani (tra i quali 2 alberghi)
* 5 da 6 piani
* un centro commerciale
* un asilo nido
* un parco in prossimità delle preesistenze archeologiche
Un progetto imponente, che nasce nel lontano 2003, in seguito ad una delibera del Consiglio Comunale sugli Accordi di Programma per la compensazione di Tor Marancia. Attraverso questa legge, se per qualunque causa fosse stata revocata l’autorizzazione a costruire, l’istituzione avrebbe dovuto individuare un altro terreno o altrimenti avrebbe dovuto pagare, al costruttore, una penale equivalente al mancato guadagno derivato dall’impossibilita di vendere l’immobile. Sorta l’impossibilità di realizzare il piano edilizio nell’area del Parco di Tor Marancia, data la sua annessione al Parco dell’Appia Antica, valutata una lunga serie di aree alternative (Prato Smeraldo, Muratella, Magliana GRA, Massimina, Colle delle Gensole, Torrino Sud, via Aurelia Km13 ed altre), si decise, per compensazione, il trasferimento su via di Grotta Perfetta.
Fatta così partire la burocrazia dal Comune di Roma, nel 2004 inizia a prendere corpo l’idea di un quartiere nel quartiere, a poche centinaia di metri dalla via Ardeatina, dalla via Cristoforo Colombo e dal centro commerciale “I Granai”. Un’idea ambiziosa nell’ottica della sempre più pressante emergenza abitativa della capitale, ma che al tempo stesso mal considera la geografia della zona, in affanno rispetto alla viabilità locale, facendo insorgere la popolazione locale, preoccupata dalle conseguenze che un’opera di questa portata può lasciare alla vivibilità dell’area.
Nel 2006 il consiglio municipale dell’XI mostra le proprie incertezze al progetto. Esattamente nel marzo 2006, il Consiglio esprime “forte preoccupazione in merito alla possibilità che l’incremento di carico urbanistico generato dai nuovi insediamenti del quadrante possano causare un incremento intollerabile del traffico nel territorio del Municipio e considera necessario l’Amministrazione comunale utilizzi la procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Opportuno quindi che l’Amministrazione comunale esamini e valuti le proposte dei cittadini sulle soluzioni alla viabilità del quadrante, quali ad esempio il prolungamento della linea metropolitana B, prolungamento linea metropolitana D. Necessario che l’Amministrazione comunale vincoli il rilascio delle concessioni per i nuovi insediamenti alla preliminare realizzazione dei sistemi di trasporto pubblico collettivo.”
Una presa di posizione netta quella del Consiglio Municipale, che pone l’obiettivo sulla mobilità del quadrante, difficilmente in grado di sostenere un’opera di tale portata, se non garantendo all’area intera di Grotta Perfetta una serie sistematica di collegamenti metropolitani sulla linea B già esistente e sulla linea D in fase di studio.
Proprio per queste ragioni, tra i residenti dell’XI Municipio, cominciò ad affiorare un diffuso malumore. Nel 2005 presero vita le primi associazioni, comitati, a difesa del territorio di Roma 70 nella sua globalità e, nel caso specifico, l’UCCI-60, l’Unione Comitati Cittadini I-60, composta da: Associazione Ottavo Colle, Comitato Ballarin, Associazione Amici di Nerva, Comitato Ardeatino-Laurentino Vivo, Comitato Forte Ardeatino, Comitato Montagnola-Poggio Ameno.
Alle pressanti richieste del Consiglio Municipale, si affiancano così dal 2005 quelle della popolazione dell’area di via Grotta Perfetta. Manifestazioni, raccolte firme, iniziative, per fronteggiare la realizzazione di un insediamento che vede nella viabilità solo il primo di una lunga serie di conseguenze sulla vita quotidiana dei cittadini.
“Data l’estensione dell’intervento e le caratteristiche ambientali dell’area (area collinare ad elevata valenza paesaggistica, costantemente fruita dagli abitanti dei quartieri circostanti), si prevedono notevoli impatti sulle seguenti componenti ambientali: Paesaggio, Flora, Acque sotterranee e superficiali, Suolo, Clima, Atmosfera, e Attività umane.” dichiarano i cittadini dell’UCCI-60. Un documento del comitato dell’ottobre 2008, ben riassume le ragioni alla base del loro contendere: “A Roma, a fronte di una media di 980 veicoli per abitante, l’I-60 attrarrà circa 7.000 veicoli in più. Dal 2003 i flussi delle auto sono in costante aumento in via di Grotta Perfetta, via Ardeatina e via Ballarin. I-60 significherebbe passare dai circa 2.500 veicoli l’ora della mattina, ai 4.500. Aggiungendo a questi i molti altri insediamenti che verranno realizzati lungo le direttrici Ardeatina/Laurentina, per oltre 2 milioni di metri cubi, si arriverà ad avere oltre 35.000 residenti e quindi circa almeno 30.000 nuove auto, una buona parte delle quali cercherà di entrare a Roma dalle due vie consolari.”
Considerazioni ferme, che hanno portato ad intervenire personalmente anche l’assessore Alberto Attanasio. Alla fine del 2008 la garanzia del Municipio, in nome dell’assessore a Lavori Pubblici, Urbanistica e Mobilità, è quella di promuovere un tavolo di confronto tra il Comune di Roma, il Municipio stesso ed i cittadini della zona, al fine di rivedere e, per quanto possibile, modificare il progetto autorizzato dalle precedenti Amministrazioni Comunali.
Una vicenda, quindi, tutt’altro che definita, che vedrà nel 2009 degli sviluppi importanti, alla luce dell’inizio degli scavi avvenuto nella seconda metà del 2008. |