La casa dei Rom del Casilino 900, tanto contrastata dal Pdl del Municipio di Roma 7 non c'è più.
Un incendio divampato alle 2,00 dell'11 dicembre mentre su Roma imperversava un vero e proprio nubifragio l'ha ridotta in un mucchio di cenere fumante in meno di mezz'ora.
Le forze dell'ordine dovranno accertare le eventuali responsabilità sull'accaduto e questo anche in considerazione che il fatto è accaduto a pochi giorni dall'individuazione nel campo di Casilino 900, di una vera e propria centrale criminale e della confisca di ingenti somme di denaro, proprietà e conti correnti bancari per un valore superiore al milione di euro. Il tutto in un quadro che per gli abitanti di Casilino 900 sembra modificarsi giorno dopo giorno.
Ad una visita alla chetichella del Sindaco Alemanno, con successivo comunicato stampa di sgomberi imminenti, promesse agli abitanti di 5 milioni di euro per la messa in sicurezza del parco, hanno risposto i carabinieri con un intervento teso ad eliminare le pericolose infiltrazioni malavitose al campo e su cui anche i capofamiglia residenti dovranno dare un segnale, certamente non di copertura. E forse è proprio perché questo meccanismo si è messo in moto che ecco arrivare il raid con macchine e ciclomotori rubati, pochi giorni fa, che hanno letteralmente distrutto quanto era rimasto in piedi.
Ormai sembra chiaro che quando si arriva a parlare di trasferimento o progetti di integrazione, qualcuno (è da accertare chi) risponde con ritorsioni e distruzione. E questo al momento è l'unica cosa certa.
Per il resto solo promesse di sgomberi e continui rinvii (prima di Alemanno e dopo Alemanno). Da troppi anni.